I primi minuti in Nazionale maggiore di Samuele Inacio: un bergamasco non giocava in azzurro da quattro anni
Entrato al 90′ nell’amichevole in Lussemburgo insieme all’atalantino Ahanor, il fantasista del Borussia Dortmund spezza un digiuno che durava dall’ultima presenza di Andrea Belotti nel 2022
Nella serata delle prime volte, ce n’è una che per Bergamo conta un po’ di più. E non solo perché può essere l’inizio di una lunga serie. Durante Lussemburgo-Italia, nei minuti finali, subentrando al 90′, Samuele Inacio ha riportato un po’ di sapore orobico in azzurro: è stato il suo esordio assoluto con la Nazionale maggiore, un momento da ricordare per sempre (e che lui stesso ha ricondiviso sui suoi social in nottata).
Pochi minuti in campo, quanti ne bastano per restare impressi nella memoria. Insieme a lui è entrato anche l’atalantino Honest Ahanor, anche lui al debutto con una versione della nazionale decisamente sperimentale, pienissima di giovani, come ha voluto Silvio Baldini, ct ad interim chiamato per sostituire Gennaro Gattuso dopo la cocente delusione per la mancata qualificazione ai Mondiali e in attesa della nomina del successore.
Il classe 2008, fantasista del Borussia Dortmund e figlio dell’ex attaccante nerazzurro Inacio Pià, è originario di Bonate, oltre che nativo della città. Fino ai 16 anni è cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta, per poi scegliere (non senza strascichi) di trasferirsi in Germania, dove è già protagonista in prima squadra avendo già esordito e pure segnato con i grandi.
Era dal 2022 che un bergamasco non scendeva in campo con la maglia azzurra: l’ultimo era stato Andrea Belotti nel giugno del 2022, ultima presenza in azzurro per l’attaccante di Gorlago. Nel 2025 era arrivata la convocazione per Matteo Ruggeri, a cui non ha però fatto seguito l’esordio, come invece è stato per Inacio.
L’ultimo orobico ad esordire era stato Mattia Caldara nel 2018: un anno prima era toccato a Gagliardini, in precedenza ci erano riusciti tra gli altri i fratelli Zenoni, Pelizzoli, Gabbiadini e Astori, per restare all’interno di questo millennio.


