Gasperini torna a Bergamo: “Certi valori non passano mai. Via dall’Atalanta col massimo rispetto per tutti”
Il tecnico nella sua visita annuale all’Accademia dello Sport per la Solidarietà: “Trascorso 9 anni splendidi dal punto di vista umano e sportivo, poi c’è lo sport. Ho cercato di lasciare la squadra il più in alto possibile”
Bergamo. Come ogni anno, Gian Piero Gasperini riceve l’abbraccio dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà. Armato di racchetta per combattere in campo e con la voglia di ritrovare i vecchi amici, “perché questa è un’associazione di cui faccio parte e che esprime valori importanti, come la straordinaria generosità di questo popolo sempre vicino alle persone meno fortunate”.
Per il tecnico è di fatto la prima uscita pubblica in città da quando è allenatore della Roma, ma senza dimenticare “nove anni splendidi dal punto di vista sportivo e umano. L’amicizia, il rispetto… Certi valori non passano mai e restano per tutta la vita. Poi c’è il calcio, ognuno in 90 minuti lotta per la propria squadra ed è la bellezza dello sport”.
Un anno fa di questi tempi si consumava l’addio all’Atalanta: “Per me è stato l’inizio di una storia diversa, a Bergamo consideravo il percorso arrivato al punto giusto. Ho cercato di lasciare un patrimonio migliore possibile, con la squadra in alto, con la possibilità di continuare una storia che con me è durata tanto e spero che possa proseguire in futuro. Sono andato via col massimo rispetto di tutti e con la coscienza assolutamente a posto: non vedevo più le condizioni”.
Alla prima stagione con la Roma è arrivato il terzo posto valso la Champions League: “Una volata incredibile, esserne usciti così è un traguardo importante per noi come squadra, per i tifosi e per la società”. E poi c’è il mercato: “Dobbiamo lavorare bene con serietà e attenzione, Roma è una piazza importante con uno stadio sempre pieno, c’è passione e abbiamo il dovere e l’esigenza di provare a far crescere quella strada. Conteranno le ambizioni, vogliamo creare una squadra migliore. Sarà fondamentale ripartire dal gruppo storico, perché ha lottato fino al 90’ dell’ultima giornata, ha raggiunto meritatamente l’obiettivo, ha grandi valori tecnici e morali, di appartenenza, zoccolo duro su cui inserire altri giocatori”.
Con due nomi su tutti. Dybala in primis, per il cui rinnovo “si lavora sotto traccia, ma la volontà da parte di tutti è quella. Io vorrei tenere tutti, poi ci sono diverse esigenze di conti, bisognerà capire come tenere i giocatori migliori”. E poi Mancini, accostato all’Inter: “Non se ne va, gliel’ho già detto: l’Inter può fare quel che vuole, ma se il giocatore vuol rimanere, rimane”.
Battuta finale su un suo (quasi) collega, Flavio Cobolli, romano, romanista e in semifinale al Roland Garros: “Tutti tifiamo per lui. È un giocatore straordinario anche a calcio, l’ho visto palleggiare benissimo. Forza Flavio, è l’anno della Roma. Terzino? Lo testerei? Se decide di prendere un anno sabbatico dal tennis…”.






