Da Zingonia al Mondiale: Amad Diallo, l’ex baby prodigio dell’Atalanta protagonista con la Costa d’Avorio
Dopo due stagioni da titolare con il Manchester United (tornato in Champions League), l’esterno offensivo salirà sul palcoscenico più grande per mostrare il suo talento. A luglio spegnerà 24 candeline: è il suo momento per brillare
Chi lo ha visto crescere sui campi di Zingonia lo ha sempre detto: il ragazzo arriverà. Magari ci è voluto qualche anno in più, ma Amad Diallo a 24 anni da compiere (il prossimo 11 luglio) sta vivendo (finora) il momento più splendente della sua ancor giovanissima carriera. E si prepara a brillare sul palcoscenico più importante di tutti: il Mondiale di calcio. Nella patria dello spettacolo, l’America. Con addosso la maglia arancione della sua Costa d’Avorio, quella che ha rappresentato a livello di Olimpiadi a Tokyo nel 2021 per la prima volta ad un grande torneo, dopo aver già ‘blindato’ il proprio futuro a marzo dello stesso anno subentrando nel finale contro il Niger.
Condivide lo spogliatoio insieme a Franck Kessié, un altro che come lui è passato dal centro Bortolotti e dalla casa del Giovane, formatosi come calciatore e anche come uomo in nerazzurro. Giocando sempre da sotto età, vincendo campionati in Under 15 e in Primavera sempre da stella della squadra, fino a meritarsi l’esordio in prima squadra bagnato con quel gol contro l’Udinese che lo ha reso a 17 anni il primo classe 2002 a segnare in Serie A, chiudendo un cerchio iniziato con l’arrivo in Italia a 13 anni tra Bibbiano e Barco, in provincia di Reggio Emilia, quando insieme al “fratello” Hamed Traoré – che poi si scoprirà non esserlo – si presentava agli allenamenti del Boca senza scarpe.
Da ragazzo era Traoré, da uomo è Diallo. In mezzo, l’indagine della procura di Parma e le accuse di falso e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Un capitolo chiuso a febbraio 2021, pagando 48mila euro di multa dopo aver patteggiato. Un mese dopo, il 18 marzo, la prima chiamata della Costa d’Avorio. Avrebbe potuto anche vestirsi di azzurro, ma la nazionale del suo paese d’origine lo ha “prenotato” nel giro di poco, come detto. Poche chance per gli altri (e forse anche una mancata volontà del diretto interessato).

A febbraio il gol su punizione decisivo per battere il Burkina Faso, alla seconda presenza, ha fatto alzare più di un sopracciglio. In Costa d’Avorio, a Bergamo e soprattutto in casa Manchester United, visto che a gennaio dello stesso anno era stato prelevato per 21 milioni di euro di parte fissa più 19 di bonus. Un terzo dei quali sono maturati. Di tempo però ce n’è voluto: d’altronde nell’estate del 2021 aveva gli stessi minuti a livello di club e di nazionale, una sessantina. Giusto un assaggio, prima di trovarsi catapultato in un mondo difficile come quello dei Red Devils.
Non che la precocità sia mai stata un problema: aveva firmato il primo contratto da professionista l’11 luglio 2018, giorno del suo 16° compleanno. Però prima di affermarsi all’Old Trafford ha dovuto passare da un paio di prestiti con Rangers e Sunderland, da un lungo stop per la rottura del menisco.

Finalmente, nel 2024/25, prima con Ten Hag e poi con Amorim è arrivata la sua occasione. Amad l’ha presa al volo. E nella stagione appena conclusa – quella che ha riportato lo United in Champions League – si è confermato un titolare sotto la guida di Michael Carrick. Sul talento c’erano pochi dubbi: ora dopo tanta gavetta ha imparato a esprimerlo in campo in ogni forma. A Manchester gli han fatto inchiostrare un contratto fino al 2030 per non rischiare di perderlo.
What a strike from Amad Diallo ☄@manutdpic.twitter.com/5S3ugCWOuX
— Premier League (@premierleague) May 15, 2026
Lo scorso inverno ha disputato la Coppa d’Africa da protagonista, sempre presente in ogni partita martellando la corsia destra, segnando tre gol e fornendo un assist, sempre decisivi. Il percorso è terminato ai quarti di finale contro l’Egitto (sconfitta 3-2), mancando la conferma dopo il trionfo del 2023. In quell’edizione Amad non c’era: scelta tecnica. Oggi invece il ct Emerse Faé non può pensare di fare a meno di lui. Porterà sulla schiena la maglia numero 15, dovrà giocarsi il posto con un astro nascente del calcio come il 2006 Yan Diomandé, star del RB Lipsia cercato da tutti i top club d’Europa. Arricchisce una batteria d’esterni che vede anche Simon Adingra del Monaco o Bazoumana Touré dell’Hoffenheim, che dovrà rifornire le punte centrali (tra cui l’interista Bonny) e dare imprevedibilità. Papu Gomez di lui aveva detto che “per fermarlo dovevamo prenderlo a calci”: ora Amad vuole dimostrarlo sotto le stelle del cielo americano.







