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Pamela, inizia il processo a Soncin. L’avvocato dei Genini: “Il suo destino è segnato, ma credo non c’entri con la profanazione”

La madre Una Smirnova sarà in aula con i familiari e chiederà di essere ammessa come parte civile. Tra i testimoni anche Francesco Dolci, indagato a Bergamo per il vilipendio di cadavere

Inizia domani, giovedì 4 giugno, il processo in Corte d’Assise a Milano a carico di Gianluca Soncin, l’imprenditore 53enne che ha ucciso la bergamasca Pamela Genini con 76 coltellate, nella sua casa in zona Gorla. Una vicenda processuale che è appena iniziata, mentre un altro filone d’indagine è stato aperto per la profanazione della tomba della 29enne, la cui testa è stata decapitata e non ancora rinvenuta. Per questa seconda vicenda è indagato l’impresario Francesco Dolci, 41 anni di Sant’Omobono Terme, con le accuse di profanazione e vilipendio di cadavere.

In aula siederà anche Una Smirnova, la mamma di Pamela, con altri familiari. Chiederà di entrare nel processo come parte civile. Pamela “poteva essere salvata, ma tutti gli indici di rischio sono stati colposamente trascurati”, ha spiegato l’avvocato della famiglia Nicodemo Gentile.

Sul fronte del processo per omicidio il legale si è detto tranquillo: “Credo – ha spiegato parlando di Soncin – che il suo destino giudiziario sia segnato. Era un uomo violento, assetato di possesso e controllo, che ha brutalmente ucciso Pamela”. E mentre Dolci viene accusato della profanazione dalla procura di Bergamo, risulta anche nella lista dei testimoni e potrebbe chiedere di essere parte civile.

“A mio avviso, Soncin, in nessun modo, diretto o indiretto, è coinvolto nell’atroce vicenda della sottrazione del cadavere – ha aggiunto Gentile -. Su questo fronte esiste ancora un’altra verità da scoprire, un’altra responsabilità da individuare. Siamo fiduciosi che, con pazienza, determinazione e rispetto dei tempi della giustizia, si arriverà anche a stanare quest’altra anima nera”.