La scuola di volo ricorda Daniel: “Guardava il cielo come a un sogno”. Ancora grave l’allievo che era con lui a bordo
M.A, ragazzo di origini egiziane residente nel milanese, nella serata di lunedì è stato operato al Papa Giovanni, dove attualmente è ricoverato in prognosi riservata. Ancora sotto sequestro la zona dell’incidente: proseguono le indagini per capire la dinamica. I sindaci dei paesi vicini all’Aero Club spediscono una lettera all’Enac
“Daniel non era semplicemente un istruttore della nostra scuola. Era parte della famiglia Cantor Air. Lo abbiamo visto avvicinarsi al volo da ragazzo, con l’entusiasmo e la curiosità di chi guarda il cielo come a un sogno. Lo abbiamo visto diventare allievo, affrontare sacrifici, studiare, crescere professionalmente e umanamente. Lo abbiamo visto conquistare, passo dopo passo, quel posto in cabina che aveva desiderato e costruito con impegno, determinazione e passione”. E probabilmente sarà stato così anche lunedì pomeriggio quando è salito a bordo del Cessna 152 per un volo di addestramento, una routine che era diventata ormai quotidianità per lui. Un punto cardine della sua vita, la sua forma di libertà.
Parole che riaffiorano dal ricordo social pubblicato da Cantor Air, la scuola di volo per cui lavorava come istruttore Daniel Taino, 26 anni, morto nell’incidente aereo avvenuto lunedì pomeriggio a Valbrembo, a poche centinaia di metri dall’Aero Club. Il mezzo su cui viaggiava il giovane era decollato per un’esercitazione che avrebbe dovuto concludersi con il rientro allo stesso aeroporto, ma per cause ancora in fase di accertamento è precipitato a poche centinaia di metri dalla pista, tra le abitazioni.
Nonostante la giovane età, Daniel aveva già costruito un percorso professionale di spicco. Originario di Pianengo, nel Cremonese, aveva ottenuto il brevetto di volo in giovane età, trasformando rapidamente una passione nata da ragazzo in una professione. Era diventato pilota di linea, istruttore professionale e specialista nel settore dei droni per riprese aeree e rilievi fotogrammetrici, arrivando a fondare una propria attività quando aveva appena 22 anni.
Il suo percorso viene descritto dalla scuola come un’evoluzione naturale culminata nel ruolo di istruttore, chiamato a trasmettere esperienza e metodo ai nuovi allievi: “Quando ha scelto di diventare istruttore, ha deciso di mettere la propria esperienza, la propria passione e il proprio talento al servizio degli altri. Lo ha fatto con competenza, con serietà e con quella naturale capacità di trasmettere entusiasmo che era una delle sue qualità più riconoscibili”.
La sua attività quotidiana si inseriva pienamente nel lavoro formativo, tra briefing, addestramento e voli, accompagnando gli studenti nelle diverse fasi del percorso che porta alle licenze: “Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo ricorderà il professionista preparato e affidabile che era. Noi, però, vogliamo ricordare soprattutto la persona: il suo sorriso, la sua disponibilità e la capacità di mettere chiunque a proprio agio”.
Il messaggio si chiude richiamando l’influenza di Daniel all’interno della comunità professionale e tra gli allievi che ne hanno condiviso il percorso: “Oggi Cantor Air perde un istruttore, un collega e un amico. Ma perde soprattutto uno dei suoi ragazzi, una persona cresciuta all’interno della propria realtà formativa e che ha contribuito, con il proprio esempio, a costruirne la storia. Il suo ricordo continuerà a vivere nelle persone che lo hanno conosciuto, negli allievi che ha accompagnato nel loro percorso, nei colleghi che hanno condiviso con lui la passione per il volo e in tutti coloro ai quali ha insegnato che competenza e umanità possono convivere nella stessa persona. Ci mancheranno la sua presenza discreta, il suo entusiasmo e la sua dedizione. Ci mancherai, Daniel. Cieli blu. Fly as You Train. Train as You Fly”.
Anche Aopa, sezione italiana di Iaopa, l’associazione mondiale dei piloti dell’aviazione generale, sempre attraverso un messaggio social, si unisce al cordoglio per la scomparsa del pilota: “Daniel non era solo un pilota di grande talento – si legge nel post – ma un professionista che aveva fatto della sua passione una missione, dedicandosi con generosità anche alla formazione delle nuove generazioni di aviatori”.
Mentre il dolore per la scomparsa del giovane pilota continua a farsi sentire tra colleghi, amici e appassionati di aviazione, resta ricoverato in gravissime condizioni l’allievo 19enne M.A., di origine egiziana e residente nel Milanese. Il ragazzo, soccorso in condizioni disperate dopo lo schianto del velivolo tra le abitazioni di via Don Bosco, è stato trasportato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove nella serata del 1° giugno è stato sottoposto a un delicato intervento durato diverse ore. Le sue condizioni restano critiche e la prognosi è tuttora riservata.
L’AREA ANCORA SOTTO SEQUESTRO
Nella mattinata di martedì gli esperti dell’Ansv, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo, hanno effettuato un sopralluogo sulla carcassa del Cessna 152 precipitato a pochi passi dalla pista dell’Aeroclub. Si tratta di uno dei primi passaggi di un percorso investigativo che si preannuncia lungo e complesso.
L’Agenzia, che in Italia si occupa di accertare le cause degli incidenti e degli inconvenienti gravi dell’aviazione civile, ha avviato i propri approfondimenti tecnici senza fornire al momento indicazioni sulle possibili cause dello schianto. Gli accertamenti sono tuttora in corso e l’area dell’incidente resta sotto sequestro per consentire a investigatori e tecnici di completare tutte le verifiche necessarie.
GLI ULTIMI ISTANTI PRIMA DELLO SCHIANTO E LA LETTERA DEI SINDACI
Daniel Taino e il suo allievo erano decollati alle 15.06 per una missione addestrativa. Dopo aver sorvolato l’area del lago di Como e della Valtellina, il velivolo aveva fatto ritorno verso la Bergamasca. Quello che doveva essere il rientro conclusivo del volo si è però interrotto tragicamente dopo circa cinquanta minuti.
L’aereo è precipitato in una zona residenziale di via Don Bosco, a poche centinaia di metri dalla pista. “ Ho visto il velivolo perdere quota e urtare un pilone dell’elettricità in cemento – ha raccontato un testimone oculare –. Si è intraversato ed è finito contro il tettuccio della mia auto, poi contro la recinzione di un’abitazione. Stavo legando i pomodori nel giardino di mia suocera: se fossi stato in macchina, forse non sarei qui a raccontarlo”.
Dai primi elementi emersi dall’analisi dei tracciati di volo, gli investigatori starebbero concentrando l’attenzione sulla fase finale dell’avvicinamento. I dati disponibili mostrerebbero infatti alcune anomalie negli ultimi istanti, con variazioni di quota, direzione e velocità che saranno oggetto di ulteriori approfondimenti.
A fronte di quanto accaduto, nel frattempo, i sindaci dei comuni limitrofi al campo volo — Valbrembo, Brembate di Sopra, Ponte San Pietro, Paladina e Almenno San Bartolomeo — hanno inviato nella serata di lunedì una lettera a Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, chiedendo una serie di interventi destinati a salvaguardare la sicurezza dei cittadini e l’ambiente circostante.
Nella missiva i primi cittadini, attraverso quattro punti, chiedono la sospensione temporanea delle attività di addestramento al volo a Valbrembo fino al termine delle verifiche e delle indagini sull’incidente; una verifica straordinaria delle procedure operative e delle modalità di decollo e atterraggio insieme alle misure di sicurezza adottate; la convocazione di un tavolo tecnico con Enac, gli enti locali, la scuola di volo e le altre autorità competenti; e infine la trasmissione ai Comuni degli esiti dei controlli e delle eventuali misure che verranno adottate.
Proprio poche settimane fa il comitato “Cielolibero 2021” aveva lanciato una petizione online ( con già oltre 800 firme registrate, ndr) chiedendo una rivalutazione ambientale dell’aeroporto e una regolamentazione più stringente.
I promotori avevano richiamato l’attenzione su un recente incidente avvenuto durante una lezione di volo in provincia di Ravenna, osservando come le conseguenze avrebbero potuto essere molto più gravi in un’area urbanizzata come quella della conca del Brembo: “La probabilità di incidente non è così rara: si verificano in media 2 incidenti al mese con questo tipo di velivoli, la maggior parte fortunatamente senza gravi conseguenze ma, in certe condizioni ambientali potenzialmente capaci di fare disastri”.
E poco più di una settimana fa, a Gorno, in Val del Riso, un’altro incidente nei cieli aveva causato la morte di Jon Gatfield, 68 anni e pilota inglese impegnato nella seconda prova del Sailplane Grand Prix d’Italia, competizione internazionale di volo a vela partita da Varese.








