A Seriate le minoranze insorgono contro i voli a corto raggio da Orio: “Insostenibili e su rotte già servite dai treni”
Arriva in consiglio comunale un ordine del giorno che vuole impegnare la giunta a farsi portatrice della richiesta di sospendere immediatamente le rotte verso Genova, Rimini e Perugia, già coperte da alternative ferroviarie più economiche e con tempi di percorrenza competitivi
Dopo la battaglia contro i voli notturni, un altro fronte potrebbe aprirsi tra i comuni dell’intorno aeroportuale e lo scalo di Orio al Serio. La nuova protesta nasce da Seriate, dove i consiglieri di minoranza hanno iniziato ad alzare le barricate contro i nuovi collegamenti a corto raggio che saranno attivati a partire dal mese di giugno dalla compagnia Airidea.
Marco Sironi, Anna Piras e Francesco Perini, rappresentanti di Sinistra per un’Altra Seriate e Seriate Bene Comune, hanno infatti presentato al presidente del consiglio comunale un ordine del giorno di “netta contrarietà” rispetto all’operatività del nuovo operatore con base a Genova, che a maggio ha annunciato che collegherà Bergamo con lo stesso capoluogo ligure con frequenza trisettimanale, e con Rimini e Perugia una volta la settimana.
Destinazioni che, sottolineano, distano via terra rispettivamente 210, 355 e 475 chilometri e che via aria sono raggiungibili con appena 45 minuti di volo: “I voli a breve raggio sono insostenibili – scrivono -: il trasporto aereo su tratte inferiori a 500 chilometri comporta emissioni di CO₂ per passeggero fino a 10 volte superiori rispetto al treno. Introdurli in un contesto di crisi climatica, aumento dei costi energetici e mancato rispetto delle prescrizioni ambientali è anacronistico e grave”.
“Le tratte oggetto dei nuovi voli – aggiungono – sono già coperte da collegamenti ferroviari diretti o con un cambio, con tempi di percorrenza (dal centro città al centro città) competitivi (se si considerano i tempi di imbarco aeroportuale e i trasferimenti). I voli regionali non sono accessibili economicamente per gran parte della cittadinanza, e le alternative ferroviarie sono più economiche. Il modello di sviluppo di Sacbo è sbilanciato: da anni si privilegia l’espansione del traffico aereo, sottovalutando impatti ambientali, acustici e sanitari sui comuni limitrofi (Seriate in primis) e disincentivando il trasporto su ferro”.
Un’analisi che i consiglieri chiedono all’amministrazione di portare anche in sede di conferenza dei sindaci e in tutti i tavoli istituzionali “per costruire un’alternativa di mobilità sostenibile integrata e un monitoraggio indipendente dei decolli notturni e delle rotte” e che venga trasmesso a Sacbo, all’assessorato regionale ai Trasporti e Ambiente, Enac, Arpa, Provincia, Agenzia Tpl, Atb e a tutti i comuni limitrofi.
Precisa, nel dettaglio, la richiesta per Sacbo: “Revocare o sospendere immediatamente tali rotte regionali e non riproporle negli anni a venire”.
Un appello che si somma a quello ormai noto sui voli notturni: secondo Legambiente Bergamo nei primi 58 giorni del 2026 sono stati registrati 413 decolli tra le 23 e le 6 del mattino. Il 9 marzo scorso il tema è stato al centro dell’incontro del tavolo di coordinamento dei Comuni aeroportuali, che non si riuniva dal luglio 2024: una seduta nella quale tutti i partecipanti hanno concordato nella necessità di chiedere a Sacbo i dati ufficiali relativi al quinquennio 2020-2025, con la suddivisione tra l’elenco dei voli programmati sia in arrivo che in partenza in quella fascia oraria e l’elenco effettivo di quelli operati, distinguendo il traffico passeggeri da quello cargo.
A dicembre la società di gestione aeroportuale aveva illustrato invece una relazione che riportava dati in netta diminuzione nel 2025, con 35 movimenti da gennaio a novembre rispetto ai 700 nello stesso periodo del 2024.


