L'intervista
|Successo per la stagione del Donizetti, Boffelli: “Numeri incredibili, novità per i giovani”
Il direttore generale Massimo Boffelli: “Grande attaccamento del pubblico, il Teatro Donizetti è la casa dei bergamaschi”
“Nella Stagione che si è appena conclusa abbiamo raggiunto numeri incredibili. La soddisfazione per aver realizzato risultati così importanti ripaga ampiamente le fatiche e i sacrifici”. Massimo Boffelli, direttore generale della Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo, esprime grande entusiasmo per gli ottimi riscontri ottenuti dal teatro cittadino nella Stagione 2025/2026.
Il cartellone è stato ricchissimo di appuntamenti nel corso di tutto l’anno spaziando fra il Donizetti Opera Festival, la Prosa, il Bergamo Jazz Festival e molti altri eventi che ogni volta hanno richiamato un numeroso pubblico.
Abbiamo intervistato Massimo Boffelli chiedendogli di tracciare un bilancio complessivo e delineare le priorità per il prossimo futuro.
Com’è vivere un anno al Teatro Donizetti?
Intenso, emozionante e, come si può immaginare, faticoso, ma quando si conclude una Stagione con risultati così importanti le soddisfazioni ripagano ampiamente le fatiche e i sacrifici. Chiudiamo la Stagione con numeri incredibili e tante volte, di fronte a questi risultati, resto sorpreso anch’io, soprattutto per il successo ottenuto quando facciamo proposte innovative rispetto alla classica programmazione del Teatro Donizetti che gli abbonati conoscono. Abbiamo due grandi festival internazionali, ossia il Donizetti Opera Festival e il Bergamo Jazz Festival, la Prosa, che costituisce la colonna del nostro teatro, l’Operetta, Opera&Concerti e nuove rassegne che abbiamo introdotto da qualche anno come le Lezioni di storia, che stanno avendo un grandissimo successo, e Il Centro della Musica.
Anche queste due proposte hanno raggiungo ottimi risultati
Si, stanno ottenendo molto successo. Si svolgono in orari poco consuetudinari come il sabato mattina o il sabato pomeriggio, ma è una grande soddisfazione vedere che i posti sono quasi sempre sold out. Lo sanno bene gli amanti della Prosa, che a volte faticano a trovare i biglietti e, per questo, abbiamo aumentato le repliche degli spettacoli portandole da sette a otto.
Per quanto riguarda il gradimento dell’offerta, raccogliete la soddisfazione del pubblico?
Assolutamente. Bergamo ha un pubblico molto fidelizzato ma anche molto esigente. Se uno spettacolo va criticato lo critica, ma nella stragrande maggioranza dei casi abbiamo rilevato entusiasmo e soddisfazione. Il gradimento della proposta non si evince solo dal numero degli abbonati, ma anche dalle e-mail e dai riscontri che riceviamo. Le compagnie e gli artisti, inoltre, ci riferiscono di trovare un pubblico molto caldo. Si è creata una familiarità nella frequenza del teatro: il Donizetti è diventato la casa dei bergamaschi e questa informalità consente di vivere l’esperienza migliore esprimendo le proprie emozioni.
Il fatto che le compagnie possano effettuare otto repliche degli spettacoli è il segno di un’unicità
È un numero incredibile. Non esiste una città delle dimensioni di Bergamo in cui vanno in scena così tante repliche. Il cartellone della Stagione di Prosa conta sette spettacoli per otto repliche e battiamo anche città importanti come Firenze. È merito delle direzioni artistiche che ci sono oggi, ma non dobbiamo mai dimenticare le nostre origini e chi è venuto prima di noi compiendo un grandissimo lavoro per far conoscere il teatro sul territorio, in città e nella provincia. Sul nostro palco sono saliti grandissimi personaggi del teatro e pure della televisione, perché oggi molti artisti frequentano entrambi i contesti: esprimo la gratitudine per quanto fatto, insieme all’impegno per mantenerlo e svilupparlo ulteriormente.
Abbiamo parlato degli attori, ma anche i musicisti ambiscono a suonare al Donizetti apprezzandone in modo particolare l’acustica
Si, con il restauro, fra le tante novità e gli ammodernamenti apportati al Donizetti, l’acustica è uno degli elementi su cui ci siamo concentrati maggiormente. Chi frequentava il teatro in precedenza sa che c’era tanta moquette, mentre adesso non è più così e c’è un’acustica meravigliosa, rinnovata, importante e accogliente. Il maestro Riccardo Muti, che durante la pandemia da Covid-19 tenne un concerto trasmesso sulla web-tv, si complimentò e anche i musicisti che si esibiscono al Festival pianistico internazionale città di Brescia e Bergamo, che siamo lieti di ospitare in virtù di una forte collaborazione con l’omonima associazione, la elogiano. Lo stesso apprezzamento giunge dalla lirica, fiore all’occhiello del Donizetti: il maestro Riccardo Frizza, direttore artistico del Donizetti Opera Festival ha riscontrato un’acustica migliore e importante rispetto a quella precedente.
Per concludere, il calendario del Teatro Donizetti è fittissimo ma c’è qualche altro progetto che pensate di proporre?
Stiamo studiando qualcosa, ma è ancora presto per illustrarne i contenuti. Come si può osservare, il Teatro Donizetti è impegnato gran parte delle sere a partire da novembre ma abbiamo anche importanti affitti sala ed eventi terzi che portano in scena intrattenimento da noi. Mi piacerebbe sviluppare ulteriormente le attività per i giovani: le stiamo già facendo ma vorrei implementarle. Attraiamo moltissimi giovani nelle nostre Stagioni e da un paio d’anni offriamo anche un Cre che sta andando molto bene per i più piccoli. Stiamo ragionando su nuovi progetti rivolti prettamente ai ragazzi, che si potrebbero svolgere per esempio al mattino o al pomeriggio.
E ha un sogno nel cassetto?
Il mio sogno per il Donizetti è quello che continui a essere così amato dai bergamaschi. A livello personale, se dovessi citare un sogno, mi piacerebbe portare a Bergamo Sting, grandissimo artista internazionale che apprezzo moltissimo. Ovviamente è quasi impossibile concretizzarlo, ma vedere un pubblico così numeroso e contento sopperisce a questa mancanza: il mio desiderio è che gli spettatori continuino ad avere questo grandissimo attaccamento al nostro teatro.

