Arbitri Italiani, quando indossare una maglia ha il profumo della solidarietà
Oltre che alla mostra di maglie, immagini e memorabilia curata dall’arbitro dilettantistico lecchese Daniele Tagliabue, dal 2019 residente in terra bergamasca, culminata con il significativo taglio del nastro di sabato 23 maggio ad opera dell’icona mondiale dei fischetti Paolo Casarin, “Arbitri Italiani” ha voluto rappresentare un momento d’incontro educativo per gli atleti, le loro famiglie, gli arbitri ed i tifosi
Un evento unico, raro, dedicato ad una figura spesso criticata alla quale spesso viene attribuita la responsabilità di una sconfitta sul campo. Pochi giorni fa è terminata la mostra intitolata Arbitri Italiani, ospitata a Bergamo nell’incantevole galleria d’arte Art Events dell’ex arbitro di serie A Mario Mazzoleni nella quale per cinque giorni c’è stato un avvicendarsi di ospiti importanti, cittadini, curiosi e parecchi turisti stranieri.
Oltre che alla mostra di maglie, immagini e memorabilia curata dall’arbitro dilettantistico lecchese Daniele Tagliabue, dal 2019 residente in terra bergamasca, culminata con il significativo taglio del nastro di sabato 23 maggio ad opera dell’icona mondiale dei fischetti Paolo Casarin, “Arbitri Italiani” ha voluto rappresentare un momento d’incontro educativo per gli atleti, le loro famiglie, gli arbitri ed i tifosi.
Venerdì 22 maggio al centro culturale San Bartolomeo si è tenuta una serata, condotta dal giornalista Alessandro Crisafulli, nella quale i ragazzi e le ragazze, insieme ai loro genitori e dirigenti, si sono divertiti con vignette ed immagini a migliorare il loro percorso sportivo con l’obiettivo di educare i ragazzi al rispetto.
Lunedì 25 maggio, invece, sempre nella stessa location si è svolta la serata dal titolo “Passione in gioco”, moderata dal giornalista di sky Lorenzo Fontani. Super ospiti della conferenza Mario Mazzoleni (ex fischietti di serie A), Renato Faverani (assistente nella finale di Champions League nel 2013 e nella finale del Mondiale 2014) e Massimiliano Irrati (ex miglior Var al mondo ed attuale Project Lead Var Fifa). Durante il dibattito nel quale gli ospiti hanno raccontato aspetti inediti che non possiamo apprezzare attraverso le TV, c’è stato spazio anche per parecchie domande che il pubblico presente ha voluto porre alla squadra arbitrale. Da notare che per questa serata sono giunti nel capoluogo lombardo anche persone da Trapani e da Cagliari. La mostra benefica, organizzata dall’associazione “La passione di Yara”, è giunta alla seconda edizione in quanto, lo scorso anno ad Arcore, Tagliabue aveva già realizzato “L’arbitro, uno di noi” esposizione di 60 maglie di fischietti uefa e Fifa contenente 45 maglie utilizzate esclusivamente in finale, tra cui pezzi unici al mondo come le maglie di Campanati, Casarin, Rizzoli e Rosetti.
Entrambe le mostre sono nate per realizzare il sogno di un amico che non c’è più: si tratta di Andrea Brovedani, probabilmente il più grande collezionista di maglie di fischietti della storia. Dieci delle settantasette maglie esposte a Bergamo appartengono alla collezione della famiglia Brovedani. Alcune di queste maglie Brovedani se le è aggiudicate durante la aste che Tagliabue ha realizzato anni fa a sostegno delle popolazioni alluvionate dell’Emilia Romagna e della Associazione “Amici della pediatria” di Bergamo. Grazie alle 189 maglie di arbitri e giocatori messe all’asta, Tagliabue ha premesso di donare 13.759 euro al primo ente e 3330 euro al secondo. Non sono mancati gli attestati di stima da parte del Presidente Bonaccini, della Croce Rossa Italiana e della segreteria della Presidenza della Repubblica. Proprio quest’ultima, durante la telefonata, ha riportato le parole del Capo dello Stato che spronavano Tagliabue a continuare in questo tipo di attività.






