La decisione
|No del Riesame alla richiesta di dissequestro di telefoni e coltello di Francesco Dolci
Respinta l’istanza presentata dalle avvocate dell’impresario di Sant’Omobono Terme: il tribunale ha trenta giorni di tempo per depositare le motivazioni
No al dissequestro di due telefoni cellulari, un coltello, mastice e altro materiale edile, un book fotografico di Pamela, un manoscritto e alcuni scontrini: il tribunale del Riesame ha respinto l’istanza avanzata dalle avvocate Eleonora Prandi e Isabella Colombo che difendono Francesco Dolci, indagato per la profanazione della tomba di Pamela Genini nel cimitero di Strozza.
Lo scontro tra difesa e Procura era iniziato la scorsa settimana, quando in aula alla presenza anche del pm Giancarlo Mancusi le avvocate avevano contestato la presenza tra gli atti depositati di un hard disk da quattro terabyte che non erano state in grado di visionare in quanto il tribunale non avrebbe strumenti adeguati per copiarne il contenuto: in quel dispositivo, avevano spiegato gli avvocati, ci sarebbero anche i filmati degli accessi al cimitero che l’accusa attribuisce al loro assistito e che avrebbero giocato un ruolo decisivo nella sua iscrizione nel registro degli indagati.
Ma ad essere contestati erano stati anche i tempi stessi dell’inchiesta, perché la difesa ritiene che la notifica a Dolci sarebbe dovuta arrivare già il 26 marzo e non il 5 maggio, con tanto di richiesta di retrodatazione dell’atto: un eventuale accoglimento potrebbe rendere potenzialmente inutilizzabili alcune delle attività investigative svolte in quel lasso di tempo.
È questa un’altra questione finita sul tavolo del Riesame, ma che presumibilmente richiede tempistiche molto più lunghe: il tribunale ha invece trenta giorni per depositare le motivazioni della sua decisione di respingere l’istanza di dissequestro.


