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La raccolta di testi sulla maternità, intitolata “La nascita come cultura”, sarà presentato venerdì 12 giugno nella sala Galmozzi di via Tasso

Bergamo. “Per lavorare bene in sala parto non è sufficiente essere tecnicamente competenti”. È questo il cuore pulsante del nuovo libro del dottor Claudio Crescini, medico ginecologico, sarà presentato venerdì 12 giugno nella sala Galmozzi di via Tasso. Un’opera che sceglie deliberatamente di non presentarsi come un manuale operativo, bensì come un invito intimo e profondo a riflettere su chi siamo nel momento in cui assistiamo a un evento così delicato, speciale e unico come la nascita.

Accompagnare una donna in questo percorso richiede una competenza che va ben oltre la tecnica. Serve empatia, umanità e una profonda capacità di comprensione, ma anche la ricerca di un equilibrio fondamentale tra la dedizione professionale e la vita privata, indispensabile per non lasciarsi sopraffare dal burnout. Proprio per questo, i professionisti della nascita sono chiamati a evolvere, trasformandosi in veri e propri “Umanisti della sala parto”.

“Nello spazio della nascita non si può essere semplici esecutori di procedure – spiega l’autore -. Si è prima di tutto esseri umani, con la propria sensibilità e il proprio vissuto: tratti, questi, che si rivelano indispensabili per guidare le future famiglie e permettere loro di vivere un’esperienza che custodiranno nel cuore per tutta la vita”.

Attingendo a una vasta biblioteca multidisciplinare e trasversale, il testo offre una mappa concettuale preziosa, capace di lasciare un messaggio duraturo e profondo a chiunque operi nel mondo della maternità.