La Lettera
Spaccate in centro a Bergamo, Patto per il Nord scrive alla sindaca: “Ferita civile che non può essere ignorata”
Lettera alla sindaca Elena Carnevali con richiesta di incontro per la consegna delle firme dei commercianti dopo l’escalation di episodi criminali in città
Bergamo. La comunicazione, firmata dalla segretaria cittadina Serena Fassi, richiama le iniziative promosse nelle scorse settimane dal movimento, tra cui il flash mob organizzato il 16 maggio e la successiva raccolta firme. L’obiettivo è portare all’attenzione dell’amministrazione comunale le preoccupazioni espresse da commercianti e residenti in merito alle ripetute spaccate ai danni dei negozi cittadini.
Di seguito il testo integrale della lettera inviata a Palazzo Frizzoni.
“Gentile Sindaco,
le scrivo nella mia qualità di Segretario di Bergamo di Patto per il Nord, ma soprattutto come cittadina profondamente colpita dal grido silenzioso che da settimane si leva dal cuore commerciale della nostra città. Le continue spaccate ai danni dei negozi di Bergamo e hinterlan, gli episodi ripetuti di microcriminalità e il crescente senso di abbandono che colpisce commercianti, lavoratori e famiglie, stanno generando una ferita civile che non può più essere ignorata, né minimizzata.
Dietro ogni saracinesca devastata non vi è soltanto un danno economico. Vi sono sacrifici, notti insonni, investimenti costruiti in anni di lavoro, famiglie che vivono nell’angoscia di non sapere se il giorno successivo troveranno ancora intatto il proprio negozio. Vi sono donne e uomini che ogni mattina accendono le luci delle proprie attività contribuendo alla vita, alla sicurezza e all’identità stessa del centro cittadino.
Lo scorso 16 maggio abbiamo promosso un flash mob che ha visto la partecipazione di cittadini e commercianti uniti da una richiesta semplice, ma fondamentale: poter lavorare senza paura. Da quel giorno abbiamo raccolto centinaia di firme. Non firme contro qualcuno, ma firme per qualcosa: per una città più sicura, più presente, più vicina a chi ogni giorno tiene viva Bergamo con il proprio lavoro. Il prossimo 30 maggio (data da ridefinire) torneremo in piazza. Lo faremo con spirito democratico, con rispetto istituzionale e con il senso di responsabilità che deve accompagnare ogni iniziativa pubblica.
Riteniamo che quelle firme meritino non una semplice protocollazione burocratica, bensì un gesto di ascolto autentico da parte della massima autorità cittadina. Per questo Le chiedo ufficialmente un appuntamento istituzionale affinché possiamo consegnarLe personalmente le firme raccolte. Sarebbe un segnale importante. Non per una forza politica, ma per una comunità che oggi chiede di non essere lasciata sola.
La sicurezza non è una battaglia ideologica. È il primo diritto che rende possibile ogni altro diritto. Senza sicurezza, muore il commercio. Senza commercio, si svuotano i centri storici. E quando un centro storico perde le sue attività, perde anche la sua anima. Noi crediamo che Bergamo meriti risposte concrete, presenza costante e una visione chiara capace di restituire fiducia a chi oggi si sente esposto e vulnerabile.
Confidiamo quindi nella Sua sensibilità istituzionale e attendiamo un Suo cortese riscontro, auspicando che il 30 maggio (data da ridefinire) possa diventare non soltanto una giornata di protesta, ma l’inizio di un confronto serio e costruttivo nell’interesse esclusivo della città”.


