L’avventura di Rolando Bianchi, al Mondiale con l’Uzbekistan di Cannavaro: “Un sogno realizzato”
Sarà l’unico bergamasco che correrà per la Coppa del Mondo, da collaboratore tecnico dell’ex capitano della Nazionale campione del 2006: dal lavoro a Vercelli con il fratello Paolo all’entusiasmo nello stato asiatico, il racconto dell’ex attaccante orobico
Il Mondiale 2026 ha già numeri da record: ci saranno 48 squadre per 104 partite, con 1.248 giocatori, un migliaio di persone tra staff tecnici e medici, decine di migliaia di altri professionisti al lavoro dietro le quinte. E, in tutto questo, anche un bergamasco. Mica uno qualsiasi: Rolando Bianchi. L’ex attaccante dell’Atalanta – ma anche di Reggina, Torino, Manchester City e tante altre – nato a Lovere e cresciuto ad Albano Sant’Alessandro, parteciperà alla Coppa del Mondo nel nord America come collaboratore tecnico dell’ex capitano azzurro campione del mondo Fabio Cannavaro, che dallo scorso 6 ottobre è alla guida della nazionale dell’Uzbekistan.
“Per me è un sogno, perché da calciatore ho sempre desiderato di poter partecipare: farlo ora in questa nuova veste è ugualmente bello ed emozionante”, ammette, in una delle poche pause lavorative tra una seduta d’allenamento e l’altra a New York, prima sede del viaggio della selezione asiatica, esordiente assoluta al Mondiale. Ma come ci è finito un bergamasco in Uzbekistan? “Quando ho frequentato il corso Uefa Pro ho creato un feeling particolare con Paolo Cannavaro (fratello minore di Fabio, ndr). Non avevamo mai giocato insieme, ma ci siamo trovati davvero bene, con grande stima reciproca. Fabio lo ha voluto con sé in questa nuova avventura, io facevo parte del suo staff. Ed eccoci qui”.

Dopo il ritiro dal calcio giocato nel 2017, Bianchi ha iniziato a studiare da tecnico, partendo dalla giovanili dell’Atalanta fino all’Under 23 fianco a fianco con Francesco Modesto, per poi unirsi a Paolo nel 2024 alla Pro Vercelli come vice-allenatore, esperienza terminata a fine novembre del 2024. Dopo un periodo in tv lavorando per il canale ufficiale della Lega Serie A, è arrivata la nuova chiamata: “Ho fatto la scelta di rimanere con Paolo, in attesa di una nuova avventura”.
Ed è arrivata, in un contesto decisamente particolare, sì, “ma in grande crescita”, spiega Bianchi. “Sono molto appassionato e mi piace guardare le giovanili, posso dire di aver notato la presenza di tanti ottimi profili. Il merito è di un governo che sta investendo particolarmente nelle strutture: ad esempio il centro tecnico, la ‘Coverciano’ uzbeka, è stato inaugurato 6 mesi fa ed è incredibile per quanto sia all’avanguardia. In più parliamo di un Paese in cui c’è un tema di crescita demografica importante, tanti giovani che si avvicinano al calcio. Ma è un lavoro importante che parte dalle basi, da come lo stato valorizza e investe nello sport”.
La prima, storica qualificazione al Mondiale è stata centrata nel giugno del 2025, anche grazie all’allargamento da 32 a 48 squadre della competizione. Ma la sensazione è che, per il valore tecnico che si sta creando, fosse solo questione di tempo prima di poterci arrivare anche senza qualche posto in più a disposizione. “Basterebbe vedere certi giocatori che fanno parte della nostra rosa: Shomurodov (ex Genoa e Roma, ndr) è capocannoniere nel campionato turco, Khusanov a 22 anni gioca nel Manchester City”, spiega citando i due elementi più rappresentativi della rosa.

“In generale, abbiamo tanti giovani interessanti e di prospettiva: i parametri di miglioramento sono importanti. E per questo non ci siamo posti un obiettivo particolare, perché pensiamo alla crescita della squadra, concentrandoci sul fare il massimo. Vogliamo vivere al meglio questa esperienza, vedendo i miglioramenti dei ragazzi, che hanno una grande predisposizione al lavoro. Certo, speriamo di toglierci qualche soddisfazione”.
Il girone non sarà semplice: le sfide saranno con Colombia, Portogallo e Repubblica Democratica del Congo. Prima sono in programma due amichevoli con Canada e Olanda. “Poi ci stabiliremo ad Atlanta come base operativa, nel centro sportivo dell’Atlanta United (franchigia di Mls, ndr). E passeremo dal fresco del Canada al caldo di Città del Messico per giocare le partite. Lavoriamo insieme da un mese”.
La vita personale è certamente cambiata per Rolando: “Mantengo la base a Bergamo, ma giro l’Europa e il Mondo per visionare i ragazzi, a seconda di quelle che sono le indicazioni del ct. Nell’ultimo mese abbiamo intensificato”. D’altronde alle spalle c’è un paese che sostiene i ‘lupi bianchi’, come vengono soprannominati: “Alcuni tifosi sono già arrivati a New York” racconta, “ma in generale c’è un bel cima di attesa. Quando giriamo per strada vediamo tante bandiere esposte, un attaccamento particolare al paese, un orgoglio nazionale che vada oltre ai risultati. In Italia abbiamo perso un po’ di quell’entusiasmo”.





