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“Vivere ancora”: l’incontro irripetibile della Scuola Genovese in un vinile con Andrea Bonomi

Quattro amici, un palco storico nel 1978 e un concerto inedito che oggi torna a cantare in vinile, nel ricordo di Gino Paoli e Luigi Tenco: l’intuizione del direttore artistico bergamasco della casa discografica Halidon

Il mondo della musica italiana si arricchisce di una vera e propria perla del passato, che per la prima volta possiamo ascoltare su vinile. L’album si chiama Vivere ancora (prodotto da Luci Di Scena di Franco Fontana e distribuito da Halidon) e racchiude la registrazione mai pubblicata prima di un concerto straordinario. Era il 1978 quando, sul palco del Teatro Sistina di Roma, si ritrovarono insieme quattro giganti della “Scuola Genovese”: Gino Paoli, Bruno Lauzi, Sergio Endrigo e Umberto Bindi.

Tutto accadde di lunedì, la classica serata in cui i teatri restano chiusi per il riposo degli attori, ma che il Sistina amava trasformare in un’occasione speciale per ospitare la grande musica. Fu un momento unico: quattro amici veri, abituati a frequentarsi e a chiacchierare al bar, decisero di salire insieme sul palco, unendo le loro voci in un’armonia magica che non si sarebbe mai più ripetuta.

La Scuola Genovese era nata lasciandosi ispirare dai grandi cantautori francesi e da un forte senso di libertà, mettendo sempre al centro delle canzoni l’essere umano, con i suoi amori, i suoi dubbi e le sue passioni. Erano gli anni difficili della contestazione e della violenza politica, ma questi artisti scelsero di non allinearsi al clima teso dell’epoca; preferirono rispondere alla violenza delle armi con la forza delle idee e la bellezza delle parole. Purtroppo, proprio i colpi di pistola avevano già ferito profondamente la loro storia: se nel 1963 Gino Paoli era miracolosamente sopravvissuto a un tentativo di suicidio, nel gennaio del 1967 a Sanremo un colpo fatale si portò via Luigi Tenco, togliendo al gruppo uno dei suoi talenti più puri.

Oggi questo disco sembra quasi ricordarci che la grande musica sa renderci immortali. La sua uscita ha un significato ancora più profondo e commovente, dato che arriva a circa un mese dalla scomparsa di Gino Paoli, l’ultimo grande testimone di quell’epoca, venuto a mancare lo scorso 26 marzo a 91 anni. In un’era in cui la musica si ascolta quasi solo in digitale, scegliere di pubblicare un LP non è una semplice operazione nostalgia. È piuttosto un modo orgoglioso di riscoprire il valore del vinile e il fascino del passato, grazie anche a un suono pulito e di altissima qualità.

La struttura dell’album e l’omaggio a Tenco

La struttura dell’album rispecchia perfettamente l’equilibrio tra i protagonisti sul palcoscenico:

– Il Lato A è interamente dedicato alle perle del repertorio di Gino Paoli, con pietre miliari come Sapore di sale, Il cielo in una stanza (portata al successo anche da Mina), La gatta, Don Chisciotte, Maschere, Come si fa e la stessa title track Vivere ancora.

– Il Lato B offre una panoramica sulle carriere degli altri tre maestri, inanellando capolavori del calibro di Ritornerai, Arrivederci, Io che amo solo te e Il nostro concerto.

Il momento più toccante e intenso dell’intera esibizione è senza dubbio il medley finale in cui i quattro artisti uniscono le forze per omaggiare l’amico assente, Luigi Tenco, sulle note di Quando, Lontano, lontano, Una brava ragazza e Mi sono innamorato di te. È lo stesso Gino Paoli, sul finale del brano di Endrigo, a introdurre il ricordo con parole cariche di affetto e prive di retorica: “Vi sarete accorti che tra di noi manca qualcuno. Una persona che sarebbe con noi, oggi, a fare le stesse cose che facciamo noi, anche perché era un compagnone come noi. Per questo abbiamo pensato di ricordarlo, senza però la retorica degli imbecilli, le bandiere, ecc… Ricordarlo così, come un amico che sarebbe stato tra di noi. Quindi ricordarlo con i nostri strumenti, le nostre voci e le sue canzoni”.

Dietro le quinte del progetto: l’intuizione di Andrea Bonomi

A spiegare la nascita di questa riscoperta è Andrea Bonomi, direttore artistico della casa discografica Halidon, che racconta come l’idea sia nata quasi in concomitanza con la scomparsa del cantautore friulano d’adozione genovese:

“L’idea è nata qualche mese fa, più o meno in contemporanea con la morte di Gino Paoli. Ho chiesto alla Halidon, etichetta che distribuisce il disco e per cui lavoro, se avessero materiale su Gino Paoli, trovando delle registrazioni storiche del ’78 del concerto che si tenne al Teatro Sistina di Roma. Negli anni ’70 Franco Fontana, allora noto produttore discografico, si inventò il “Lunedì del Sistina”, dove ogni lunedì per un certo periodo si esibivano su questo palco molti cantanti del tempo, sia della scena Jazz ma anche cantautori italiani. Nel 1978 per la prima volta questi quattro amici si trovano sul palco per condividere una serata indimenticabile, che però non si ripeté mai più: un evento quindi unico. Il materiale era molto, io ho estrapolato i pezzi per far uscire per la prima volta in vinile”.

Bonomi si dice meravigliato dal grande successo che ha riscosso il progetto, soprattutto per la forte curiosità dimostrata dalla stampa verso un’operazione unica nel suo genere. Oggi il pubblico, tanto i giovani quanto i più adulti, sta riscoprendo il piacere dell’analogico, la bellezza delle copertine e il rito di godersi la musica con tempi diversi rispetto allo streaming.

Tuttavia, il progetto non rinuncia alla modernità e sposa un approccio ibrido: “Il motto di Halidon è ‘ascolta il tuo vinile in macchina’. Infatti, scannerizzando il Qr code inserito nella confezione, si può ascoltare il vinile tramite smartphone gratuitamente; una novità a cui ci teniamo moltissimo per far ascoltare il disco anche in altre modalità”.

Il risultato è un’operazione dal profondo impatto storico. Come ribadisce lo stesso direttore artistico: “Questo disco è un vero e proprio valore culturale: quattro artisti che per la prima e ultima volta si esibiscono e cantano assieme su quel palco. Nell’album, essendo un live, si può rivivere quasi l’esperienza del tempo in prima persona, un vero e proprio tuffo nel passato”.

Il profilo: chi è Andrea Bonomi

La cura e la sensibilità dietro a questo recupero storico affondano le radici in una lunga carriera interamente dedicata alla musica. Il percorso di Andrea Bonomi inizia nel 1980 e fino al 1993 lo vede impegnato come commesso presso il negozio di dischi della storica catena Ricordi a Bergamo. All’epoca, il Gruppo Ricordi che rappresentava la realtà più importante d’Italia, era diviso in Casa Ricordi Edizioni Musicali; I Negozi Ricordi, la celebre catena di punti vendita diffusa in tutta Italia; e La Dischi Ricordi, la casa discografica vera e propria con cui, tra l’altro, proprio Gino Paoli ma anche Bruno Lauzi, Sergio Endrigo e Umberto Bindi incisero i loro capolavori musicali.

Parallelamente all’attività in negozio, chiusa nel 1993, Bonomi sviluppa una prolifica attività nel mondo della comunicazione e degli eventi: nel 1983 inizia a collaborare con il Giornale di Bergamo, diventando giornalista pubblicista nel 1987 scrivendo di musica e cinema, e nel 1989 ricopre per dieci mesi il ruolo di direttore editoriale per Rtl. Sempre in quegli anni, insieme a un gruppo di amici, si dedica all’organizzazione di importanti concerti sul territorio bergamasco, portando sul palco nomi del calibro di Fabrizio De André e i Pooh.

Dal 1993 al 1997 il legame con la Ricordi si sposta a Milano, dove lavora come buyer all’interno della direzione acquisti per l’intera catena di negozi. Nel 1997 viene poi assunto da Mediaworld sempre in qualità di buyer per il settore musica e video, iniziando una crescita professionale che lo porterà a diventare responsabile della divisione entertainment e, negli ultimi anni di permanenza fino al 2020, responsabile degli eventi musicali per i negozi Mediaworld nei centri commerciali di tutta Italia. Una vita passata tra i solchi dei dischi, che oggi trova il suo coronamento ideale nella direzione artistica di un recupero storico prezioso come Vivere ancora.