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L’Atalanta ritrova Palestra. Con la certezza che comunque vada, sarà un successo
Foto Getty

L’esterno torna dal prestito a Cagliari: che resti in rosa o che venga ceduto, l’Atalanta può contare su un valore importante che aiuterà in ogni caso la ricostruzione. La palla passa anche dal nuovo corso tecnico

Comunque vada, sarà un successo. Perché l’Atalanta si trova in quelle che nel calcolo delle combinazioni statistiche si chiamano ‘win-win situation’. E no, non è un riferimento alla famosa citazione di Stephen Pagliuca dell’estate 2023 salendo sul van dopo aver varato la riconferma di Gasperini, all’inizio di una stagione che si sarebbe conclusa con la notte di Dublino. Parliamo del caso (ma neanche tanto) Marco Palestra. E il senso del concetto è molto semplice: che finisca per essere ceduto o che resti in rosa, l’Atalanta ha un tesoro in casa. Resta solo da capire se come valore tecnico o come valore economico, nei fatti.

Frutto del caso? Assolutamente no. A partire dal percorso disegnato per il classe 2005, che ancora in piena età da Primavera nel 2023/24 ha anticipato il salto in Under 23, come già aveva fatto quando è salito di livello dall’Under 17. A diciott’anni si è ritrovato a lottare in Serie C contro giocatori già formati, iniziando anche in maniera un po’ traumatica con l’espulsione all’esordio da professionista (doppio giallo in un’ora contro la Virtus Verona), salvo poi diventare una sicurezza. Poi 16 presenze a gara in corso o dal primo minuto agli ordini di Gasperini per consolidare le proprie certezze, aggiungere ulteriori conoscenze e migliorare sempre di più. Arrivando alla (prevedibile) esplosione nel prestito a Cagliari. Altra mossa indovinata, sia per la destinazione – con un allenatore capace di lavorare con i giovani come Pisacane – che per il tempismo. Va ricordato infatti come il ballottaggio fosse tra il suo di prestito e quello di Bernasconi. Che è rimasto ed è diventato un titolare. Altra doppia vittoria.

Allo stato attuale delle cose, l’Atalanta si trova tra le mani quello che è il miglior difensore della Serie A — come da premio assegnatogli dalla stessa Lega Serie A, anche se è stato impiegato più spesso verso il centrocampo e a tratti anche verso l’attacco, ma anche il più veloce di tutti, visto che considerando gli sprint (le corse sopra i 25 km/h), ha tenuto la velocità media più alta nel corso del campionato a 27,96 Km/h, davanti a Højlund (Napoli, 27,92 Km/h) e a Dodò (Fiorentina, 27,77 Km/h). Uno che fa già parte del futuro della nazionale, ma anche del presente, con cui ha esordito tra l’altro proprio a Bergamo e che nel match contro la Bosnia è stato tra i pochi a mostrare qualcosa di positivo in campo in un contesto a tratti desolante dal punto di vista tecnico e delle motivazioni.

Insomma, uno che è già grande, perché a Zingonia è cresciuto facendo sempre gli step di crescita giusti, con ottimi maestri di vita e di calcio. E che ora a 21 anni compiuti lo scorso 3 marzo è arrivato sui grandi palcoscenici con l’intenzione di rimanerci a lungo. Ma con quale maglia? Ecco, appunto. Non è un segreto che l’Inter lo abbia messo nel mirino per dare una rinfrescata alle corsie laterali: ha le caratteristiche ideali del ‘quinto’ che può muoversi agilmente sia sulla destra che a piede invertito sulla sinistra, rappresentando un’ottima alternativa (o forse qualcosa in più) a Dimarco e Dumfries, con quest’ultimo che è anche un possibile candidato alla partenza. Ma non è solo Chivu a sognare di averlo in rosa. All’estero e in Italia, gli interessamenti non mancano.

L’opportunità di incassare 40 o più milioni e mettere a segno un’altra plusvalenza praticamente piena rispetto all’incasso è concreta e permetterebbe – dopo l’addio di Ederson direzione United – di lavorare in sede di calciomercato con già due cessioni pesanti alle spalle e che non colgano di sorpresa, come per intenderci capitò con Retegui nell’estate scorsa. Ma nella decisione conteranno anche i pareri tecnici del direttore sportivo Cristiano Giuntoli e ovviamente di Maurizio Sarri, che potrebbe considerare il nativo di Buccinasco sia come terzino destro, ruolo più “naturale”, sia come esterno d’attacco all’occorrenza.

Palestra Atalanta

Ecco perché, comunque vada, sarà una situazione da cui l’Atalanta uscirà lo stesso vincitrice. Con un gruzzolo importante ricavato dal mercato su un giocatore cresciuto in casa o con un indiscutibile valore tecnico su cui fare affidamento (che potrebbe tra l’altro comunque trasformarsi in soldi nelle prossime sessioni). Non c’è dubbio che, per chi reputa il proprio vivaio un fondamento della propria identità, avere due frecce come Palestra e Bernasconi più Scalvini al centro della difesa potrebbe rappresentare la base su cui costruire un nuovo ciclo. Come d’altronde fu con Gasperini dieci anni fa, ricordando la partita della svolta dei ragazzi del Bortolotti in quel famoso Atalanta-Napoli. Sulla panchina partenopea sedeva Maurizio Sarri. Ds: Giuntoli. I casi della vita.