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Fondi europei, da Bergamo un confronto sul futuro della coesione. Magoni: “L’Europa sia strumento concreto per i territori”

Nella sala dell’Accademia della Guardia di Finanza oltre 300 tra sindaci e amministratori locali per il confronto sui fondi Ue, il futuro del Pnrr e la difesa delle politiche di coesione

Bergamo. Dalla capacità di intercettare le risorse europee alla difesa della politica di coesione, passando per il bilancio del Pnrr e le prospettive della nuova programmazione comunitaria. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro “Dall’Europa ai territori: come utilizzare i fondi UE per lo sviluppo locale”, promosso dall’eurodeputata di Fratelli d’Italia Lara Magoni insieme al Parlamento europeo in Italia e alla Rappresentanza della Commissione europea in Italia.

L’appuntamento, ospitato all’Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo, è stato realizzato con il supporto di Anci Lombardia, Cassa Depositi e Prestiti, Università degli Studi di Bergamo e Regione Lombardia. In sala oltre 300 tra sindaci e amministratori locali, insieme ai rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e accademico.

Accanto a Magoni erano presenti, tra gli altri, il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione Tommaso Foti, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, la sindaca di Bergamo Elena Carnevali, il presidente di Anci Lombardia Mauro Guerra, il vicepresidente della Provincia di Bergamo Umberto Valois e il vicepresidente della Regione Lombardia Marco Alparone.

Ad aprire i lavori è stata proprio Magoni, che ha spiegato come l’iniziativa sia nata dal confronto quotidiano con amministratori, imprenditori e professionisti incontrati nei primi due anni di mandato europeo. “Quasi tutti mi hanno rivolto la stessa domanda: i fondi europei esistono davvero e, soprattutto, come si fa ad accedervi?”, racconta l’eurodeputata. Secondo Magoni, il territorio non chiede assistenzialismo ma strumenti concreti per competere e crescere: “L’Europa non può essere soltanto regole e burocrazia. Deve essere uno strumento capace di aiutare i territori a crescere, sostenere chi investe e trasformare idee e progetti in realtà”.

Nel corso dei saluti istituzionali, la sindaca Carnevali sottolinea l’importanza di comprendere fino in fondo le opportunità offerte dalla programmazione europea e di valorizzare l’esperienza maturata con il Pnrr. Un percorso che, secondo il primo cittadino, ha consentito ai Comuni di sviluppare una nuova capacità progettuale e amministrativa.

Il presidente di Anci Lombardia Mauro Guerra richiama invece l’attenzione sul futuro delle politiche di coesione europee, definendo il confronto bergamasco particolarmente importante in una fase decisiva per la definizione delle prossime strategie comunitarie. “Oggi non si tratta soltanto di capire come utilizzare i fondi europei, ma anche come conservarli e come indirizzarli”, spiega Guerra, esprimendo preoccupazione per il dibattito europeo sull’eventuale utilizzo delle risorse della coesione per finanziare altre priorità, a partire da sicurezza e difesa. “Occorre fare tutto il possibile perché a pagare il prezzo delle crisi internazionali e della guerra in Ucraina non siano le politiche di coesione che tengono insieme i territori”.

A portare un esempio concreto dell’utilizzo delle risorse europee il vicepresidente della Provincia Valois, che ha ricordato gli interventi realizzati grazie al Pnrr sul patrimonio scolastico provinciale. “Abbiamo sempre messo al centro i ragazzi e le scuole, perché rappresentano il nostro futuro”, sottolinea Valois, spiegando che i finanziamenti hanno consentito lavori per circa 60-70 milioni di euro su 82 edifici scolastici, tra adeguamenti sismici, efficientamento energetico e opere di messa in sicurezza.

Sul metodo introdotto dal Pnrr si sofferma anche il vicepresidente della Regione Lombardia Marco Alparone: “Ha insegnato a lavorare insieme e ha insegnato che ognuno deve assumersi la propria responsabilità”. Alparone ha invitato tutti i soggetti coinvolti a concentrarsi sul completamento dei progetti e sul rispetto degli obiettivi fissati.

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana esprime forte preoccupazione rispetto alle ipotesi di revisione della politica di coesione europea. “La coperta è estremamente corta e il rischio è che, nel tentativo di risolvere un problema, se ne creino altri ancora più gravi”, osserva il governatore, sottolineando come i fondi europei sostengano politiche fondamentali per imprese, formazione e occupazione.

Le conclusioni sono state affidate al ministro Tommaso Foti, che ha rivendicato il lavoro condiviso tra istituzioni nazionali e territoriali nella realizzazione del Pnrr. “I risultati non piovono dal cielo, ma sono il frutto di un lavoro straordinario svolto da tutti i livelli istituzionali”, dichiara il ministro.

Foti ha inoltre condiviso la necessità di difendere le risorse destinate alla coesione, annunciando di aver sottoscritto il documento promosso dalle Regioni europee a sostegno dei fondi: “Sulla coesione non dobbiamo commettere l’errore di pensare che un taglio delle risorse non abbia conseguenze pesanti sui territori”.

Il ministro ricorda poi come il Next Generation EU comprenda non soltanto fondi a fondo perduto ma anche prestiti che rappresentano un debito per il Paese, richiamando infine la necessità di semplificare le procedure amministrative e di difendere il futuro bilancio europeo.

A chiudere i lavori nuovamente l’eurodeputata Magoni, che ha ribadito la necessità di rendere l’Europa più vicina ai territori, alle imprese e agli amministratori locali. Una sfida che, secondo quanto emerso durante l’incontro bergamasco, passa non solo dalla capacità di reperire risorse, ma soprattutto dalla possibilità di trasformarle in opportunità concrete di crescita, innovazione e coesione sociale.