Protesta per la Paladina-Sedrina rinviata al 12 settembre, la rabbia di Milesi: “Scelta che ci copre di ridicolo”
La decisione presa dalla Comunità Montana dopo le rassicurazioni ricevute da Anas. Ma le motivazioni non convincono il vicesindaco di San Pellegrino Terme
La mobilitazione a sostegno della Tangenziale Sud di Bergamo è confermata, ma sarà posticipata al 12 settembre 2026. Una decisione presa dalla Comunità Montana Valle Brembana nella serata di mercoledì, dopo le rassicurazioni ricevute dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, da Anas e dalla Provincia di Bergamo durante l’incontro svoltosi a Roma lo scorso 20 maggio.
Prima della scelta definitiva, i primi cittadini hanno inoltre condiviso il confronto con i sindaci di Villa d’Almè, Almè e Paladina, territori direttamente interessati dall’opera e dalla mobilitazione. Il rinvio, spiegano gli amministratori, risponde a due esigenze precise: da un lato garantire la massima partecipazione possibile e il miglior coordinamento organizzativo dell’evento, dall’altro monitorare attentamente il rispetto degli impegni assunti a Roma dagli enti coinvolti.
Per questo motivo il presidente della Comunità Montana Valle Brembana, Valeriano Bianchi, ha annunciato che chiederà aggiornamenti con cadenza settimanale ad Anas, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Provincia di Bergamo e a Regione Lombardia, impegnandosi personalmente a seguire l’avanzamento dell’iter procedurale. L’obiettivo della manifestazione resta infatti quello di ottenere la concreta cantierizzazione della Tangenziale Sud e il relativo stanziamento dei finanziamenti necessari, attesi ormai da 22 anni dal territorio.
La reazione di Milesi
Una decisione accolta con poco entusiasmo dal consigliere della Comunità Montana e vicesindaco di San Pellegrino Terme Vittorio Milesi. “Una scelta grave e incomprensibile che ci copre soltanto di ridicolo – attacca -. Si tratta di un arretramento che conferma mancanza di coraggio e indebolisce ulteriormente una valle già troppo abituata a subire senza reagire con la necessaria determinazione”.
“Evidentemente – prosegue – oltre 20 anni di ritardi, promesse mancate e rinvii continui non hanno insegnato nulla. Trasformare una mobilitazione di protesta in una sorta di ‘manifestazione di sostegno’ certifica soltanto un atteggiamento di insulsa rassegnazione che la Val Brembana non può più permettersi. Gli effetti di questa situazione sono drammatici e sotto gli occhi di tutti: la valle si spopola, le attività produttive abbandonano il territorio o chiudono, i giovani se ne vanno. Non è un destino inevitabile, ma la conseguenza diretta di scelte politiche e amministrative sbagliate e dell’incapacità di difendere realmente il territorio”.
“Chi oggi rinvia la mobilitazione senza risultati concreti si assume una responsabilità politica pesantissima – conclude Milesi -: quella di accettare che tutto resti fermo sulla pelle di cittadini, lavoratori e imprese. La scelta di rinviare la manifestazione sulla base del nulla e di snaturarne il significato conferma invece nuovamente che al problema non viene attribuita la centralità che merita e segna un punto di rottura politico definitivo”.




