Bergamo piange Luigi Riccardi, il penalista melomane che ha fatto della politica un confronto civile
Già consigliere comunale della Lista Bruni e padre dell’attuale capogruppo del Pd in Consiglio Francesca Riccardi: “Fino all’ultimo ha mantenuto uno sguardo lucido e partecipe sulla realtà”
Bergamo piange Luigi Riccardi, avvocato penalista, esponente della tradizione socialista bergamasca e già consigliere comunale della Lista Bruni nella stagione amministrativa guidata dall’allora sindaco Roberto Bruni (2004-2009). Originario di Noepoli in Basilicata – terra alla quale è rimasto profondamente legato per tutta la vita pur avendo scelto di vivere a Bergamo con la famiglia – Riccardi è stato una figura di riferimento per la Uil bergamasca e una presenza conosciuta e stimata nella vita pubblica cittadina. Ha attraversato con passione civile e spirito riformista l’impegno politico, sindacale e istituzionale, mantenendo sempre viva l’attenzione ai temi dei diritti, della partecipazione e delle istituzioni.
Persona colta e profondamente appassionata di musica, melomane raffinato, Luigi Riccardi ha sempre vissuto il confronto pubblico con misura e profondità. Era portato all’ascolto, alla riflessione e a un dialogo politico serio, mai urlato, sempre argomentato e rispettoso delle posizioni altrui. Un confronto al quale non si è sottratto fino alla fine, anche attraverso i social network quando le condizioni di salute non gli permettevano più di vivere direttamente la piazza e la vita pubblica cittadina.
Accanto all’attività professionale e pubblica, Riccardi è stato profondamente legato alla sua famiglia. Era sposato con Mirella e padre di Francesca e Raffaella, entrambe avvocate, alle quali ha trasmesso la passione per la professione forense. A Francesca Riccardi, oggi dirigente del Partito Democratico bergamasco e consigliera comunale di maggioranza nella giunta guidata dalla sindaca Elena Carnevali – dopo aver già ricoperto il ruolo durante l’amministrazione Gori -, Luigi Riccardi ha lasciato anche l’eredità dell’impegno politico e civile che ha caratterizzato la sua vita pubblica.
“Papà – ricorda la figlia Francesca – ha mantenuto fino all’ultimo uno sguardo lucido e partecipe sulla realtà. Fino a pochi giorni fa continuavamo a confrontarci sulla politica, nazionale e cittadina, ma anche sul lavoro e sui temi della giustizia che gli sono sempre stati cari. Insieme a mamma aveva scelto Bergamo per costruire qui la propria vita, la famiglia, il lavoro e il proprio impegno civile e professionale. Con questa città aveva creato un legame profondo. Tornerà nella cappella di famiglia a Noepoli, la sua terra d’origine, alla quale è sempre rimasto legato. Ma ha voluto che il funerale fosse celebrato a Bergamo, la città che aveva scelto come casa”.

Lascia anche tre nipoti, Adriano, Lucrezia e Giulio Augusto, ai quali era profondamente legato.
Il cordoglio del Pd
Il Pd Bergamo ha diffuso una nota di cordoglio per la scomparsa di Riccardi, iscritto al partito fin dalla sua fondazione. “Non ci sono parole per commentare questa terribile notizia, che ci coglie tristemente di sorpresa – afferma il segretario cittadino, Alessandro De Bernardis -. Pur in una condizione di difficoltà che negli ultimi tempi lo ha costretto a rimanere fisicamente più defilato, la sua presenza è rimasta comunque viva e tangibile”.
“Luigi era una colonna del nostro partito in città, avendolo attivamente vissuto fin dagli albori ed avendone attraversato con passione le varie fasi – prosegue De Bernardis, ricordando l’impegno costante come consigliere comunale e come attivista nel Circolo 4, quello del quartiere di Vatesse, “ma anche animando in tutti i modi, dai social alle chat, con le proprie costanti riflessioni sull’attualità politica, sulle vicende amministrative e sulle questioni quotidiane, sempre con il consueto piglio e con la spiccata ironia che lo contraddistinguevano”.
“Un pensiero e un forte abbraccio vanno alla famiglia tutta e in particolare alla nostra Capogruppo in Consiglio comunale Francesca: ha seguito le orme del padre sia a livello professionale, portandone avanti lo studio da avvocato, sia nella passione civica e politica, da attivista democratica e da Consigliera per i nostro partito – conclude De Bernardis -. L’abbraccio più forte è per lei, che ha sempre parlato con grande ammirazione dell’amato papà e a cui la nostra comunità non può mancare di riservare la più calda vicinanza”.


