Ambiente
|Bergamo accelera sulla circolarità: una “banca dei materiali” per riutilizzare gli scarti dei cantieri
Palazzo Frizzoni approva la Strategia di Economia Circolare: si lavora a uno studio di prefattibilità per realizzare una piattaforma che metta in relazione domanda e offerta di materiali. Sul fronte rifiuti, obiettivo ridurre lo spreco alimentare: l’organico (28,15%) rappresenta la quota più alta della raccolta differenziata in città
Bergamo. Palazzo Frizzoni punta su edilizia, alimentazione e beni di consumo per accelerare la transizione verso l’economia circolare. La Giunta comunale ha approvato la Strategia di Economia Circolare per la città, uno dei pilastri del Climate City Contract con cui Bergamo punta alla neutralità climatica entro il 2030.
Il documento nasce da un percorso avviato nel 2021 con la Banca europea per gli investimenti (Bei) e il Circular City Centre (C3), attraverso un’analisi del sistema produttivo cittadino e dei flussi di materiali, rifiuti ed emissioni per individuare gli ambiti in cui investire per ottimizzare l’economia circolare e ridurre la quota di rifiuti non recuperabili. “La circolarità va vista come leva di sviluppo del territorio – sostiene l’assessora alla Transizione ecologica Oriana Ruzzini -. Non è semplice migliorare quando si è già virtuosi, ma seguiamo una visione a lungo termine che mira a ridurre il più possibile la quantità di rifiuti prodotti”.
Dall’indagine sono emersi tre settori prioritari per impatto ambientale e potenziale di trasformazione: ambiente costruito, beni alimentari e beni di consumo. Sul fronte edilizio, l’obiettivo è spingere sulla rigenerazione urbana e sul recupero del patrimonio esistente, limitando il consumo di suolo e incentivando il riuso dei materiali. “Non basta recuperare gli immobili, serve intervenire anche sulle modalità costruttive”, osserva l’assessore alla Rigenerazione urbana Francesco Valesini, citando interventi come l’ex carcere di Sant’Agata, la nuova Gamec e ChorusLife.
La strategia parte anche dai numeri della raccolta differenziata. Nel 2025 Bergamo ha raggiunto il 79,2%, con la frazione organica che rappresenta la quota più consistente, pari al 28,15% del totale in crescita di sette punti percentuali dal 2021, davanti all’indifferenziato (20,83%) e alla carta e cartone (19,03%). Proprio l’organico è indicato come uno dei temi centrali su cui intervenire. “Produciamo molto scarto alimentare, soprattutto domestico – spiega Ruzzini -. Da un lato il dato riflette la cultura italiana, che privilegia cibi freschi rispetto a quelli pronti o surgelati, ma è anche indice di uno spreco alimentare che dobbiamo ridurre”. Tra i progetti in corso ci sono il compostaggio di comunità nell’area del cimitero, il nuovo Centro del riuso in via Cremasca (che entrerà in funzione a settembre), le ecoisole interrate per i commercianti e i nuovi contenitori per i Raee.
Nel capitolo dedicato all’alimentazione, la strategia punta anche sul recupero delle eccedenze a fini sociali, valorizzando esperienze già attive sul territorio con il Banco Alimentare lombardo, i volontari della Caritas Bergamasca e il progetto Dispensa Sociale della cooperativa Namastè. “La giustizia ambientale è strettamente collegata alla giustizia sociale – sottolinea l’assessora alle Politiche Sociali Marcella Messina -. Nel quotidiano la solidarietà alimentare nasce dalla rimessa in circolo degli alimenti in collaborazione con le associazioni. Un’idea di welfare attivo con cui cerchiamo anche di intercettare nuove persone nella rete delle politiche sociali”.
La strategia intreccia anche i cambiamenti demografici della città, segnati dall’aumento dei nuclei unipersonali: famiglie composte da una sola persona, anziani o single. “Serve che il sistema della produzione alimentare si adatti a questa nuova dimensione sociale, sia nelle quantità sia nel packaging”, osserva Messina.
Nel 2025 Bergamo è stata l’unica città in Italia ad avviare un nuovo percorso di consulenza con il C3 e la Bei, nell’ambito della missione europea “Carbon Neutral & Smart Cities”, che coinvolge 112 città europee. Tra i tre progetti pilota individuati c’è la creazione di una “banca dei materiali”, sviluppata con l’assistenza tecnica gratuita di Capital Hub. L’idea è realizzare una piattaforma, fisica o digitale, capace di mettere in relazione domanda e offerta di materiali provenienti da demolizioni e cantieri, favorendone il riutilizzo invece dello smaltimento. “Stiamo lavorando a uno studio di prefattibilità e agli aspetti normativi”, spiega Ilaria Fumagalli del servizio Ambiente di Palazzo Frizzoni.
Un percorso pluriennale che punta anche ad aumentare la consapevolezza della macchina comunale sull’importanza del riuso. “Le disposizioni ministeriali vanno in questa direzione, ma non basta – conclude il dirigente del servizio Ambiente Silvano Armellini -. Nella nuova gara dei rifiuti abbiamo valorizzato iniziative per ridurre la produzione di scarti. A livello locale l’obiettivo principale per favorire la circolarità resta il recupero dei materiali”.



