I risultati
|Tenaris Dalmine, i dazi e le incertezze non bloccano la crescita: fatturato 2025 a 1,4 miliardi
Quarto anno consecutivo sopra il miliardo di fatturato. Negli ultimi dieci anni sono stati effettuati investimenti industriali per circa 360 milioni
La pandemia di Covid, la guerra in Ucraina, i dazi Usa, l’incertezza geopolitica fino al blocco dello Stretto di Hormuz sono tutti ostacoli che compaiono quasi a ribaltare i piani di sviluppo di Tenaris Dalmine. Ogni difficoltà, ogni impedimento diventano invece un’opportunità per rimettersi in gioco e rinsaldare “le proprie competenze”. “Poi c’è la concorrenza ed i clienti che sono sempre esigenti, ma se uno lavora bene, investe, migliora sempre non deve temere. Si deve avere la determinazione a non lasciarsi deprimere dalle crisi” afferma Michele Della Briotta, vicepresidente e amministratore delegato di Dalmine Spa. Dati e cifre confermano il suo pragmatismo. Nel 2025 il fatturato a superato il tetto del miliardo: 1,444 miliardi, anche se in calo del 5% rispetto ai 1,519 miliardi del 2024. L’anno record resta il 2023 con 1,781 miliardi, ma con il 2025 sono quattro anni consecutivi che Tenaris Dalmine supera la soglia del miliardo. E c’è di più: negli ultimi dieci hanno sono stati effettuati investimenti industriali per circa 360 milioni.
Nel 2025 l’Ebitda si è attestato a 267 milioni (più 7,6%). “Abbiamo chiuso con una posizione finanziaria netta positiva per 63 milioni – rimarca Riccardo Brevi, consigliere del Consiglio di amministrazione -. Nel 2024 aveva toccato i 98 milioni, ma nel frattempo abbiamo distribuito 190 milioni di dividendi e speso 32 milioni per investimenti. La generazione di cassa è rimasta ancora importante”.
“L’Europa non è ripartita, continua a far fatica, nonostante queste difficoltà continuiamo ad investire qui” evidenza Della Briotta. “La proposta di acquisizione in Romania testimonia la volontà di servire il mercato europeo. Se continuiamo a investire in istruzione, territorio, formazione è perché continuiamo credere che ci sia futuro nel nostro settore in Europa”. Anche se non manca una stoccata alla burocrazia, in particolare per la realizzazione di impianti fotovoltaici. Impianti che rientrano negli investimenti di Tenaris Dalmine per continuare “la nostra traiettoria di decarbonizzazione. Presto attiveremo i nostri primi due impianti fotovoltaici ad Arcore e a Sabbio. Abbiamo già definito più di 20 milioni di euro su altri impianti che costruiremo a Costa Volpino, in un’azienda del gruppo in Veneto e per un’estensione del progetto a Sabbio”. Con un obbiettivo chiaro: “il 15% del nostro bisogno di energia elettrica diventerà rinnovabile” prosegue Dalla Briotta. Per il 2026 invece è previsto un nuovo investimento di circa 10-12 milioni su Dalmine: “installeremo un nuovo perforatore all’Ftm”.
Sul fronte delle commesse, la più importante, è quella per Turkish Petroleum a Sakarya, in Turchia, che prevede la fornitura di 55mila tonnellate di tubi, di cui Saipem e Subsea7 realizzeranno la posa. Sempre nel bacino Mediterraneo c’è la commessa per Mellitah Oil & Gas (una joint-venture tra Eni e la National Oil Corporation libica) per il progetto “Structures A&E” che mira alla produzione di gas con una fornitura di 12mila tonnellate di tubi. Dalla Briotta ammette che si guarda molto anche all’Africa, in “particolare in Costa d’Avorio, Namibia e Mozambico”. C’è un’attenzione anche sul Venezuela e anche sull’Indonesia “dove Eni ha fatto scoperte importanti, per cui lì vediamo opportunità”.
“La difesa delle nicchie resta insieme a questi grandi progetti la nostra strategia – conclude Dalla Briotta -. Cerchiamo di avere la capacità di servire tanti clienti, cercando la differenziazione. Questo fa sì che noi, a differenza di concorrenti, abbiamo investito, siamo ancor in Europa e facciamo risultati interessanti che ci permettono di continuare a investire”.
“Nell’ultimo anno abbiamo assunto una sessantina di persone – dichiara Paolo Benzi, direttore senior delle risorse umane -. Per assumere troviamo meno difficoltà di altre realtà, perché restiamo molto attrattivi. C’è anche un lungo percorso con le scuole, in particolare con gli istituti tecnici con la fondazione Dalmine per far conoscere la nostra realtà. Quest’anno stiamo cercando di lanciare un nuovo percorso per figura manutentive con gli Its in collaborazione con Confindustria”.


