"Che spettacolo la storia!"
|Storia, teatro e inclusione: dal 15 giugno il campus estivo del Museo delle Storie di Bergamo
Due settimane di laboratori, tra giugno e settembre, per i bambini dai 6 agli 11 anni. Quattordici posti gratuiti per famiglie in condizioni di fragilità economica
Bergamo. Nella mattina di martedì 26 maggio è stato presentato il campus estivo del Museo delle storie di Bergamo, “Che spettacolo la storia!”. Due settimane, dal 15 giugno al 19 giugno – già sold out – e dal 31 agosto al 4 settembre, interamente rivolte a bambini dai 6 agli 11 anni, con attività all’insegna del gioco, dell’inclusione sociale e dell’esplorazione del patrimonio culturale cittadino, con protagonista le Mura Venete, patrimonio Unesco.
Il campus fa parte di “Un anno al Museo delle storie”, il programma annuale di attività educative del Museo, che promuove la partecipazione attiva e la narrazione attraverso percorsi per ogni tipo di pubblico. “Oggi più che mai – sostiene Roberta Frigeni, direttrice scientifica del Museo delle Storie – i musei sono chiamati ad assolvere funzioni nuove che vanno oltre la conservazione e la valorizzazione, per essere uno spazio di relazione e dialogo dove l’educazione al patrimonio diventa costruzione partecipata di senso, in un’ottica di inclusione crescente. Il campus è il nostro modo di essere un museo di storia dentro la città, capace di “uscire” dalle nostre “mura” e di ampliare la comunità di riferimento con una proposta di grande valore formativo, che unisce storia e teatro, adotta linguaggi e strategie di comunicazione differenti con l’intento di coinvolgere le giovanissime generazioni in modo diretto e interattivo”.
Le attività e lo scopo del campus
Al mattino, guidati dagli operatori museali, i bambini prenderanno parte a quiz, cacce e attività interattive costruite attorno ai personaggi e agli episodi della storia della fortezza di Bergamo. Nel pomeriggio, insieme agli attori di Teatro d’Acqua Dolce, sperimenteranno invece esercizi di movimento, improvvisazione e costruzione collettiva di scene e canovacci teatrali, fino alla restituzione finale aperta alle famiglie.
Il campus si configura come un’iniziativa capace di coniugare valore culturale e impatto sociale. L’obiettivo è duplice: da un lato, offrire ai bambini un percorso educativo basato sull’incontro diretto con la storia e gli spazi urbani; dall’altro, abbattere le barriere d’accesso alla cultura e alla formazione, promuovendo dinamiche concrete di inclusione, partecipazione e scambio relazionale. In questa cornice, il teatro assume un ruolo pedagogico centrale con la pratica quotidiana fondata sul learning by doing: il racconto si anima e prende forma attraverso l’interazione costante tra i piccoli partecipanti, l’esplorazione del corpo e dello spazio, e la costruzione corale di un immaginario condiviso.
“Un progetto che aderisce pienamente all’idea che la cultura sia una risorsa fondamentale per il benessere di ciascuno di noi e per la costruzione di società più inclusive – dichiara l’assessora alle Politiche sociali Marcella Messina -. Offrire ai bambini occasioni di incontro con la storia, con l’arte e con il teatro significa aprire spazi in cui crescere, sviluppare relazioni e sentirsi parte di una comunità. Ancora più importante è farlo garantendo l’accessibilità, senza che condizioni economiche o fragilità sociali possano diventare un ostacolo. Investire in cultura significa investire nella prevenzione delle disuguaglianze, nella qualità delle relazioni e nella possibilità, per ogni bambina e bambino, di trovare luoghi in cui stare bene, scoprire i propri talenti e costruire il proprio percorso di crescita”.
“Esempio di come cultura, inclusione e territorio possano generare un valore sociale”
Al centro di questo progetto vi è un fine preciso: grazie al sostengo di Lions Club Bergamo Colleoni e Nepios Onlus e alla collaborazione della cooperativa Sociale L’impronta,14 bambini (sette per ciascuna settimana) avranno la meravigliosa opportunità di accedere al campus gratuitamente. I posti saranno destinati a nuclei familiari che vivono situazioni di vulnerabilità socioeconomica individuate dalla Cooperativa.
“La collaborazione con il Museo delle Storie di Bergamo – sottolinea Astrid Zenarola, dirigente della Cooperativa Sociale L’Impronta – rappresenta per noi un esempio concreto di come cultura, inclusione e territorio possano generare valore sociale. Nel corso degli anni sono stati realizzati progetti che hanno coinvolto persone con disabilità e minori in situazioni di fragilità in percorsi di partecipazione attiva, formazione e crescita personale. Rendere accessibili i luoghi della cultura significa infatti non solo abbattere barriere fisiche, ma anche creare occasioni di incontro, partecipazione e appartenenza alla comunità”.
Sulla stessa linea il Lions Club Bergamo Colleoni, che ha rinnovato per il 2026 il proprio impegno a favore dei giovani aderendo al progetto, come spiega la presidente Tullia Vecchi: “Nel mondo Lions, i giovani rappresentano da sempre i destinatari privilegiati di centinaia di service che accompagnano la crescita delle nuove generazioni fin dai primi anni di vita. In questo contesto si inserisce il sostegno del nostro Club al campus del Museo delle storie di Bergamo: un’esperienza educativa e culturale di grande valore che, grazie a questa collaborazione, potrà ampliare la propria funzione sociale, consentendo la partecipazione gratuita anche a bambini provenienti da contesti di fragilità socio-economica. Un progetto che conferma la volontà condivisa di investire sulle nuove generazioni, promuovendo cultura, partecipazione e comunità attraverso percorsi capaci di lasciare un segno educativo e umano nel tempo”.
Anche Nepios Onlus ha scelto di sostenere il progetto, riconoscendone il forte valore educativo, culturale e sociale. “Il progetto rappresenta un esempio concreto di come la cultura possa diventare uno strumento di inclusione, relazione e crescita personale, capace di coinvolgere i bambini in modo attivo e partecipato, permettendo loro di apprendere attraverso il gioco, il movimento, l’interazione e la creatività. Il metodo al centro del campus rispecchia pienamente l’idea educativa condivisa da Nepios: i bambini imparano davvero quando possono sperimentare, esprimersi e sentirsi protagonisti del proprio percorso, accedendo a un’esperienza di grande valore formativo e relazionale”, conclude Vecchi, anche presidente di Nepios Onlus.
Il progetto nasce dalla collaborazione con il Teatro d’Acqua Dolce, la Cooperativa Sociale L’Impronta e con il sostegno di Lions Club Bergamo Colleoni e Nepios Onlus. Il progetto è stato illustrato da Marcella Messina, Assessora alle politiche sociali del Comune di Bergamo, Astrid Zenarola, Dirigente dell’area minori, giovani e famiglie Cooperativa Sociale L’Impronta, Tullia Vecchi, Presidente di Lions Club Bergamo Colleoni e Nepios Onlus, Fausta Bettoni, Responsabile dei servizi educativi per adulti, famiglie e gruppi del Museo delle storie di Bergamo e Claudia Pelizzoli, membro del direttivo Teatro d’Acqua Dolce.
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