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Atalanta, la scelta di Sarri sa di svolta (e di Giuntoli): ora inizia la rivoluzione
Foto Getty

Progetto di tre anni con il direttore sportivo e l’allenatore che ricompongono il sodalizio dopo il periodo insieme a Napoli tra il 2015 e il 2018. Con una svolta pre-annunciata

La discontinuità nel calcio non implica la distruzione di tutto quanto esisteva prima per gettare nuove basi e ricostruire da zero. Anzi, è l’esatto opposto: anche nelle rivoluzioni, bisogna saper fare tesoro della storia e del trascorso di un club. Ma ci sono momenti in cui un cambiamento di certi principi necessario: nel caso dell’Atalanta, il parere diffuso è che forse questa specie di svolta andasse attuata già l’estate scorsa dopo la dipartita di Gasperini verso Roma, invece di proseguire sulla via di continuità vivendo un anno di transizione col senno di poi abbastanza inutile ai fini del percorso di crescita del club. Perché nel calcio il mantenimento dello status quo non è quasi mai una mossa vincente.

C’era tra i tifosi chi si auspicava di vedere Maurizio Sarri sulla panchina nerazzurra già un anno fa. Desiderio che sarà presto esaudito, non appena verranno sbrigate le formalità relative alla risoluzione di contratto con la Lazio e, passo precedente, Cristiano Giuntoli verrà ufficializzato come nuovo direttore sportivo al posto di Tony D’Amico, destinato ad altri lidi (presumibilmente rossoneri). Sembra piuttosto chiaro come la sua mano sia stata influente nella decisione della nuova guida tecnica, visto che il sodalizio non è una novità, ripensando a quanto costruito a Napoli tra il 2015 e il 2018.

Il Sarri di oggi non è il Sarri di ieri e questo è chiaro: è un allenatore che ha vinto un’Europa League con il Chelsea e un campionato con la Juventus, che ha portato la Lazio in Champions League. Per certi versi meno estremista, meno brillante nello sviluppo del gioco, per certi versi più difensivista, ma che in tutti questi anni non ha mai abbandonato il proprio credo basato quasi esclusivamente sul 4-3-3 e sul 4-3-1-2, con numerose variabili: centravanti d’area e di movimento, esterni con caratteristiche diverse e anche interni di centrocampo più vari rispetto a ‘ieri’, con il trequartista più o meno classico. Sempre però partendo dall’assunto di una difesa impostata in maniera radicalmente opposta rispetto a quanto si è visto all’Atalanta negli ultimi anni. E non solo perché da tre si passa a quattro, ma anche per l’interpretazione.

Questa è soltanto la prima di una serie di piccole svolte che sembrano avere l’obiettivo di dare un taglio con il passato, con una presa d’atto implicita che di fatto il lavoro di Gasperini ha posto l’asticella talmente in alto che nessuno può essere all’altezza di eguagliarla. Ed ecco che si torna alla sensazione di un anno fa. È stata una bocciatura quella di Juric, parzialmente anche quella di Palladino, che saluterà con ancora un anno di contratto — e con i termini della separazione che andranno definiti, partendo dall’assunto che è stato lo stesso allenatore a dire che i contratti dal suo punto di vista contano il giusto.

Non è forse ancora il momento di chiedersi che ne sarà dei veterani del corso Gasperiniano e di quei giocatori prettamente funzionali al 3-4-2-1, perché come detto all’inizio raramente i ‘repulisti’ fatti di punto in bianco non sempre portano buoni risultati. E Giuntoli lo sa, visto come è andata la sua ultima esperienza alla Juventus iniziata con l’allontanamento con varie modalità di tutti i leader e veterani del gruppo precedente nella gestione Allegri.

Resta chiaro che comunque ci sarà un certo tipo di rivoluzione e di cambiamento. Nel gioco, nel modulo e inevitabilmente anche in una parte degli interpreti. Ed è un segnale importante, perché fa capire che all’Atalanta questo settimo posto non sembra sia stato davvero così apprezzato come le dichiarazioni pubbliche esprimono. D’altronde, quando si parla di cinque anni su sette in Champions League, un (doppio) passo indietro non è semplice da gestire. Ma ora si guarda già avanti: con l’obiettivo arrivare pronti al 23 agosto, prima giornata di campionato. Anzi, al 20, quando inizierà la Conference League.