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Al Papa Giovanni XXIII un nuovo ecografo per tutelare i neonati cardiopatici

Nepios, Associazione per l’Aiuto al Neonato ODV e L’Orizzonte di Lorenzo uniscono le forze per supportare un progetto di ricerca in favore del neonato cardiopatico congenito

Bergamo. Nella mattinata di lunedì 25 maggio è stato presentato all’ospedale Papa Giovanni XXIII l’ecografo di nuova generazione donato dalle associazioni Nepios, Aiuto al neonato e l’Orizzonte di Lorenzo. L’ecografo dal valore di 99.000 euro verrà utilizzato per il progetto di “Vascolarizzazione cerebrale del neonato cardiopatico congenito” analizzando il flusso sanguigno dei neonati più fragili.

Attraverso l’uso di tecniche di strategia avanzata, si potrà comprendere meglio i meccanismi che influenzano lo sviluppo neurologico. L’obiettivo è infatti capire se e in che modo tali malattie influenzano la circolazione cerebrale, seguendo il percorso dal suo inizio fino agli eventuali interventi clinici e chirurgici, così che si possano stabilire delle strategie di monitoraggio e intervento sempre più efficaci e specifiche.

“Questo progetto nasce con l’esigenza di seguire il neonato durante la sua evoluzione – commenta Simonetta Gerevini, direttrice del dipartimento di diagnostica per immagini e dell’unità di neuroradiologia dell’asst Papa Giovanni – in quanto l’alterata funzionalità del cuore, determina lo sviluppo dell’encefalo. Grazie alle nuove ecografie avanzate, possiamo quindi osservare il microcircolo del paziente in modo meno invasivo.Lo scopo è creare una conoscenza solida su come il cervello di questi bambini risponde alle condizioni cardiache ed interventi terapeutici , per poterli seguire al meglio. Il contributo delle tre associazioni permetterà di costruire una direzione concreta.”

Lo studio sarà rivolto inizialmente ai neonati con cardiopatia congenita dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, verranno poi effettuate delle valutazioni ambulatoriali dopo la dimissione per monitorare lo sviluppo vascolare cerebrale. Le categorie esaminate sono le malattie congenite, malformazioni vascolari e cerebrali congenite ed infine l’approfondimento dell’ictus neo natale.

“Mediante l’analisi di parametri approfonditi si è potuto notare come i bambini con cardiopatia congenita rappresentino una popolazione vulnerabile – dichiara Francesca Raimondi, direttore dell’unità di cardiologia 2- Gli studi dimostrano come questa fragilità impatti poi sul piano relazionale e della concentrazione. Queste tecnologie permetteranno di studiare il bambino nella sua interezza migliorando lo sviluppo e la propria qualità di vita”.

Si stima dunque un’esecuzione di almeno 150 esami ecografici con una durata complessiva stimata in 3-4 anni così da costruire dati solidi e staticamente rappresentabili. “Il cardiopatico non è solo cuore ma anche tanto altro – spiega Chryssoula Tzialla, direttore della patologia neonatale dell’asst .- Questo ecografo sarà uno strumento utile per ampliare le conoscenze dando così cure migliori e una prospettiva di vita futura preferibile. L’impegno e sostegno delle associazioni rendono possibile un passo ulteriore nella ricerca e cura neonatale.”

Generico maggio 2026

Lo strumento sarà di conseguenza fondamentale per identificare in maniera più specifica l’origine di tali lesioni programmando successivamente un trattamento più mirato volto alla riabilitazione. Non sarebbe stato possibile realizzare questo progetto senza l’intervento delle tre associazioni da tempo impegnate a sostenere la salute dei neonati.

“Questo anno è stata una sfida perchè nessuna delle tre associazioni aveva mai collaborato insieme – afferma Tullia Vecchi, presidente di Nepios – ma grazie all’unione con associazione aiuto al neonato e l’orizzonte di Lorenzo , è stato possibile acquistare uno strumento di grande valore per monitorare il flusso sanguigno nei piccoli pazienti cardiopatici”.

“L’acquisto dell’ecografo di nuova generazione dimostra il sostegno rivolto al valore della ricerca scientifica per proteggere la vita del nascituro.Se le associazioni si uniscono, si possono generare grandi cambiamenti e anche se di competenze differenti, è possibile muoversi uniti per uno scopo comune; ossia lavorare a fianco dei piccoli pazienti per assicurargli una vita migliore”, conclude Francesco Locati, direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII, sottolineando quanto il gesto compiuto dalle tre associazioni non sia affatto scontato, “al contrario ha rispecchiato come la multidisciplinarietà non sia solo una parola d’ordine, ma un atto concreto ripetuto ogni giorno da parte di medici, ricercatori e professionisti di varie discipline”.