L’Occidente senza bussola: in quale mondo viviamo?
Siamo di fronte ad un Occidente che sta pagando il peso dei propri privilegi storici, mentre i popoli sfruttati richiedono sempre più equità e rispetto
Siamo di fronte ad un dramma che sembra diffuso e consolidato a causa dell’incapacità manifesta degli Stati, dei governi e delle istituzioni che dovrebbero prevenire ed evitare le sciagure che da tempo minacciano la convivenza e coesistenza pacifica. L’egemonia culturale politica ed economica dominata dall’Occidente capitalistico è progressivamente svanita e vanificata, sempre meno in grado di restare un punto di riferimento credibile ed efficace per sè stessa e per il resto del mondo.
La Nato, ci ha condizionati alle scelte dominatrici ed egemoniche statunitensi, impoverendo ed depotenziando ogni elaborazione e ricerca autonoma, in tutti i campi dalla ricerca scientifica, industriale, alle nuove tecnologie telematiche, comunicative, finanziarie, alla dipendenza energetica, all’industria difensiva e militare.
Noi, persone semplici, ci stiamo gradualmente risvegliando ed accorgendo che siamo in una società statica, ferma ed invecchiata, e coloni contro la nostra volontà, la nostra storia, fatta di battaglie, per il lavoro, per i diritti la democrazia, la solidarietà.
La causa principale è dovuta al mancato rispetto del diritto internazionale e dalla più forte potenza mondiale, che minaccia intere nazioni, minando la loro coesistenza, la pace, la loro sovranità e autodeterminazione. L’Onu e l’Unione Europea, non sono stati in grado si svolgere il loro compito prevenendo guerre, odio, primatismo razziale e intolleranza religiosa.
Sono stati tollerati troppi cattivi esempi e atti criminali. Questa è l’origine che ci condotti all’attuale crisi internazionale ed uno scenario costellato di guerre. La più lunga è quella in Medio Oriente contro il popolo palestinese, a questa si aggiunge la fine dell’Unione Sovietica, contro la Russia culminata con l’invasione dell’Ucraina e gli Stati sorti dallo scioglimento del crollo sovietico.

Sullo scenario internazionale assistiamo a diversi episodi: il sequestro del presidente Nicolas Maduro in Venezuela, accusato di narcotraffico, l’attacco verso l’Iran inventando pretesti infondati mettendo economicamente in ginocchio l’intera comunità internazionale. Infine la minaccia d’invasione di Cuba attraverso portaerei. Una prova di forza finalizzata all’estradizione del loro ex comandante delle Forze Armate Raul Castro prossimo ai 95 anni, per presunto atto di pirateria aerea avvenuto nel 1996. Vicenda che ha causato l’abbattimento di un aereo leggero e la morte di tre cittadini statunitensi.
Sorge quindi spontaneo un interrogativo: cosa aspettano le nostre istituzioni nazionali ed europee a scendere in campo per far rispettare le leggi in difesa dei i nostri cittadini i loro interessi? Mantenere un rapporto un comportamento silente ed equivoco con Israele equivale a una complice responsabilità.
Viviamo in un Occidente impazzito di cui siamo responsabili avendone goduto, nel passato i benefici, pagandone ora il prezzo, a discapito di altri popoli che non sono più disponibili ad essere servili e sfruttati.
*Sergio Fenaroli, già sindacalista promuove viaggi tematici per un turismo di conoscenza


