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Idroelettrico, Scandella (Pd) torna all’attacco: “Dai canoni passa la crescita o il declino della montagna”

Il consigliere regionale dem interviene in occasione del Festival dell’Economia e del gruppo di lavoro Calre dedicato alle “Problematiche elle aree interne”

La montagna e le aree interne tornano al centro del dibattito politico ed economico europeo grazie a due appuntamenti ospitati a Trento: il Festival dell’Economia e il gruppo di lavoro Calre dedicato alle “Problematiche della montagna e delle aree interne: una prospettiva europea di buone pratiche regionali”.

Due occasioni che hanno riportato l’attenzione sull’importanza strategica dei territori montani e periferici per il futuro dell’Unione Europea. A sottolinearlo è il consigliere regionale bergamasco Jacopo Scandella (Partito Democratico), intervenuto in rappresentanza dell’Ufficio di Presidenza ai due eventi.

“Le aree montane sono una componente decisiva dell’identità economica, sociale e territoriale dei nostri territori e quindi del loro futuro”, dichiara Scandella, evidenziando come la Commissione europea abbia recentemente avviato una strategia specifica per la montagna.

“Entro i primi giorni di giugno si chiuderà la prima call per raccogliere contributi da realtà pubbliche e private, alla quale anche il Calre ha partecipato con idee e proposte – continua il consigliere dem -. Seguirà poi la definizione della strategia vera e propria, che dovrà riordinare le politiche esistenti e individuare priorità per affrontare lo spopolamento e garantire il diritto di restare nei territori, rendendoli al tempo stesso più attrattivi grazie alla qualità della vita e al lavoro da remoto”.

Secondo Scandella, l’attenzione europea rappresenta “una grande opportunità di rilancio”, ma non sufficiente se non accompagnata da strumenti concreti e strutturali. “Le strategie e i bandi comunitari da soli non bastano – sostiene -: per i territori montani servono fonti di finanziamento stabili e pluriennali. Oggi, soprattutto per le regioni dell’arco alpino, non esiste un sistema comparabile a quello garantito dai canoni e dagli utili delle grandi concessioni idroelettriche”.

Sul punto, il consigliere richiama l’esempio del Trentino come modello potenzialmente replicabile: “In Trentino esiste già una società mista pubblico-privato che garantisce controllo della gestione, investimenti e importanti ritorni economici. È un modello interessante che potrebbe essere esteso anche ad altre regioni, a partire dalla Lombardia, dove i territori montani hanno esigenze che questo tipo di risorse potrebbe contribuire a soddisfare”.