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Progetto I.N.E.S.: a Casnigo la cura di Ines Mignani diventa impegno comunitario

Spazio compiti e laboratori per i più piccoli, scuola di italiano per donne straniere: Fondazione della Comunità Bergamasca sostiene un’alleanza educativa che coinvolge volontari, istituzioni e famiglie del territorio

A Casnigo, in Valle Seriana, il Progetto I.N.E.S., sostenuto da Fondazione della Comunità Bergamasca, porta nel nome un’eredità precisa. Non è solo un acronimo – Insieme Nascono Esperienze Straordinarie –, ma il riflesso dello stile di Ines Mignani, farmacista e figura discreta della comunità, capace di trasformare la quotidianità in occasione educativa. Aveva reso la sua casa un luogo aperto a bambini e ragazzi del paese, uno spazio informale di accoglienza e accompagnamento dove svolgere i compiti scolastici ma anche giocare e vivere il proprio tempo libero. Dopo la sua scomparsa, nel 2016, i familiari – Walter e Ortensia Imberti, sostenuti dai tanti ricordi e ringraziamenti ricevuti –  scelgono di proseguire quel modo di prendersi cura dei più piccoli e dei più fragili, affidando alla San Vincenzo di Casnigo, realtà già molto attiva sul territorio, il compito di tradurlo in un progetto strutturato e garantendo un sostegno economico. L’allora presidente Giuseppe Foresti decide subito di coinvolgere il Comune di Casnigo, la parrocchia e l’oratorio, la scuola e le realtà educative locali, per dare all’iniziativa un profilo comunitario e realmente in grado di rispondere ai bisogni del territorio.

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Nasce così nel 2018 Progetto I.N.E.S., che vede come ente capofila la Società di San Vincenzo de Paoli di Casnigo (supportata dal Consiglio Centrale di Bergamo dell’associazione), e che ancora oggi coinvolge le principali istituzioni locali e un ampio numero di volontari attivi. Particolarmente significativa è la presenza di alcuni educatori professionisti, al lavoro nelle diverse attività. Quello che è stato un grande impegno personale è diventato dunque un lavoro corale, pensato da un tavolo di lavoro condiviso, che ha reso possibile dare continuità concreta a un’intuizione: per rispondere ai bisogni educativi dei più piccoli e dei più fragili serve una comunità intera.

Il cuore del progetto è rappresentato dallo spazio compiti, a cui partecipano 37 alunni della scuola primaria di Casnigo, di cui una parte vive situazioni di fragilità. Durante l’anno scolastico, due pomeriggi alla settimana, negli spazi dell’oratorio, piccoli gruppi di bambini lavorano insieme a volontari e sotto la supervisione di insegnanti ed educatori. “Non si tratta di ripetizioni – precisa Benedetta Franchina, presidente della San Vincenzo di Casnigo –, ma di un accompagnamento educativo per imparare a organizzarsi, acquisire autonomia, costruire un metodo di studio. E per consentire a tutti di sviluppare e valorizzare a pieno le proprie competenze e risorse, contrastando l’aumento delle disuguaglianze educative e la marginalizzazione di chi proviene da contesti culturali e familiari già fragili e vulnerabili. Un contesto in cui anche i pari diventano risorsa, aiutandosi reciprocamente”.

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Segue l’ora di laboratori, attivi da novembre a maggio: cucina, danza, canto, falegnameria, giochi di società, uncinetto, “arte per la pace”, “giochi di una volta”, pallamano, visite alle fattorie, fino al dialetto bergamasco e alle “lingue e cucine del mondo” per far conoscere le rispettive culture a residenti stranieri e bambini casnighesi da generazioni. “Un’offerta volutamente ampia, che permette ai bambini di sperimentarsi, scoprire talenti, entrare in relazione – commenta Franchina – Molte attività sono condotte da volontari del paese, rafforzando il legame tra generazioni e rendendo il progetto un vero presidio comunitario. I bambini hanno bisogno di adulti che stiano con loro, e gli effetti si vedono nelle relazioni, che crescono dentro lo spazio I.N.E.S. e continuano in paese”.

Negli ultimi anni si è sviluppato un secondo ambito d’intervento: la scuola di italiano per donne straniere. “Un bisogno emerso con chiarezza nel territorio – commenta Franchina –, dove la crescita della presenza migratoria si accompagna spesso a difficoltà linguistiche – soprattutto per le donne che non lavorano – che incidono sull’accesso ai servizi, sul rapporto con la scuola e sulla gestione della vita quotidiana. Il progetto coinvolge 15 donne, molte delle quali madri, offrendo percorsi di alfabetizzazione e, al tempo stesso, occasioni di relazione. Da quest’anno è stato attivato anche un servizio di babysitting, che consente alle partecipanti di frequentare le lezioni mentre i figli sono seguiti da un educatore. Un intervento che riduce l’isolamento e rafforza l’inclusione”.

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“Siamo contenti che la memoria di Ines continui nel tempo – sottolinea Walter Imberti, cugino di Ines Mignani – La sua eredità ha preso forma in un progetto strutturato ed efficace, a beneficio soprattutto dei più piccoli e dei più fragili. È bello vedere che oggi una comunità intera ha adottato il suo stile nel prendersi cura degli altri”.

“Sostenere iniziative come I.N.E.S. significa investire nella comunità come soggetto educativo – evidenzia Osvaldo Ranica, presidente di Fondazione della Comunità Bergamasca –. Il valore di questo progetto non sta solo nei servizi offerti, ma nella rete che li rende possibili: a Casnigo volontari, istituzioni, famiglie, educatori si fanno carico insieme dei bisogni dei più piccoli e dei più fragili. È in questa alleanza che si costruiscono risposte durature alle disuguaglianze educative, ma che più in generale si rafforza una comunità, proseguendo nel modo migliore l’agire concreto della persona da cui tutto questo è nato”.