Pattinaggio artistico
|Le strade di Sara Conti e Niccolò Macii si separano dopo sette anni: “La fine programmata di un percorso bellissimo”
La 25enne di Zanica proseguirà nell’ambito delle coppie, mentre il suo ormai ex partner lascerà le gare per intraprendere un percorso da allenatore: “Tanti sforzi profusi, ma ne è valsa la pena. La nostra testardaggine ci ha portati fino a qui”
Bergamo. Sette anni caratterizzati da due ori e tre bronzi ai campionati Italiani, un oro e un argento agli Europei, due argenti e un bronzo alle finali Grand Prix, due bronzi ai Mondiali e, ultimo soltanto in ordine cronologico, il bronzo olimpico di Milano-Cortina. È questo il palmarès raccolto in coppia da Sara Conti e Niccolò Macii, dal 2019 al 2026. Un sodalizio che, da venerdì 22 maggio, non esiste più: la 25enne di Zanica e il suo partner hanno infatti annunciato che le strade si separano, con lei che proseguirà l’attività agonistica con un nuovo partner e lui che si trasferirà in Veneto con ambizioni di diventare allenatore (e mettere su famiglia).
Per comunicare le proprie decisioni, i due rappresentanti delle Fiamme Oro hanno scelto la Questura di Bergamo, dove sono stati accolti dal questore Vincenzo Nicolì, il quale ha rimarcato il loro status di campioni. “Ma se ripenso al nostro percorso, non ne faccio sicuramente una questione di medaglie” esordisce Sara, evidenziando quanto sia stato “lunghissima e bellissima” l’avventura a prescindere dai risultati raggiunti.
Il finale non è arrivato a sorpresa, ma come una decisione già programmata: “Abbiamo un gruppo su WhatsApp insieme alla nostra allenatrice che si chiama ‘five-rings-project’, ovvero ‘progetto a cinque cerchi’”, spiegano, “è stato da subito il nostro obiettivo finale, avevamo appena iniziato a pattinare in coppia e sapevamo che la nostra carriera avrebbe puntato a questo momento. Abbiamo chiuso con un bronzo”. Per Macii quella medaglia è stata anche la chiusura della propria carriera sul ghiaccio: “Ho deciso un anno fa, a livello fisico iniziavo a soffrire e soprattutto a trent’anni ho realizzato che fosse il momento giusto per costruire qualcosa di diverso, a fine agosto mi sposerò e voglio diventare papà, per poi intraprendere un percorso da allenatore nel nostro sport”.

Sara invece proseguirà ed è già alla ricerca di un nuovo compagno: “Vengo da due mesi e mezzo di stop per l’infortunio al ginocchio. Una volta tornata sul ghiaccio, ho deciso che non avevo dato tutto, sento di avere ancora qualcosa da dare e la forza di ripartire da zero. Non so ancora chi sarà la persona che mi affiancherà, ma continuerò in coppia. Posso ancora chiedere a me stessa di dare qualcosa di più, anche se può essere frustrante venendo da una medaglia olimpica dover ricostruire tutto. Manterrò la base a Bergamo: non mi trasferirò in Canada dal mio compagno di vista”.
Dagli inizi ad IceLab ai vertici del pattinaggio mondiale, la loro storia professionale si è sviluppata parallelamente al rapporto di vita che esisteva: “Lo obbligavo a pattinare con me, io avevo già deciso che il mio partner sarebbe stato lui, anche se intanto provava con altre” ricorda Sara. “Praticamente facevo doppio allenamento ogni giorno”, sorride Niccolò, “andavamo al parco a fare sollevamenti. Non avevo idea di dove saremmo andati. E all’inizio non ero d’accordo nell’essere coppia anche sul ghiaccio oltre che nella vita. Ci siamo dati due anni, siamo andati ben oltre”. E anche se nella vita è arrivata la separazione, i successi sono proseguiti: “Siamo sempre andati avanti, abbiamo sempre messo davanti a tutto la voglia di pattinare insieme e dire la nostra, di dare la nostra sfumatura”.

Rimpianti? Nessuno, spiega Sara: “Forse avremmo potuto giocarci l’Europeo del 2025, prima dell’Olimpiade, ma venivo dall’infortunio al ginocchio e non volevo andare solo per partecipare, vista la nostra storia. Dovevamo essere in pista al Forum e ce l’abbiamo fatta. Poi abbiamo saltato il Mondiale, non ero nelle condizioni migliori”. E così anche per Nico l’ultima gara è stata quella a cinque cerchi: “So che è un grande passo smettere dopo vent’anni, ma avevo capito di non averne più dal punto d vista fisico. Per questo voglio ringraziare tutti coloro che sono stati parte del mio viaggio”.
La loro eredità? “Abbiamo permesso un cambiamento nelle coppie perché abbiamo dimostrato che mettere insieme due fisici non così diversi è possibile, rispetto allo standard. Certo, è più complesso ma l’impatto è completamente differente. E speriamo che l’esempio delle Olimpiadi abbia potuto trasmettere qualcosa di positivo, che tanti si avvicinino al nostro sport. E non solo le ragazze, ma anche i ragazzi”.
“Per me Nico è stato un martello dal punto d vista lavorativo: niente lo fermava, e questo è un grande pregio. Anche se è molto permaloso” conclude Sara sorridendo. E Niccolò ribatte: “Lei mi ha insegnato ad allenarmi con costanza e criterio, ha lo spirito bergamasco. A volte ha esagerato, e siamo stati entrambi zucconi, ma è quello che ci ha permesso di arrivare fino a questo punto”.


