Logo

Temi del giorno:

Dori (Avs), Ruzzini e Canducci (Europa Verde): miniere di uranio di Valgoglio, richiesta chiarimenti al Ministro dell’Ambiente

L’interrogazione sottolinea le forti preoccupazioni per i rischi ambientali e per la salute legati al progetto, che prevede una fase di esplorazione di quattro anni in un’area di elevato pregio naturalistico, già segnata da criticità ambientali

Il deputato Devis Dori (Alleanza Verdi e Sinistra) ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in merito alla richiesta della società canadese ‘Zenith Energy‘ di ottenere una licenza di esplorazione per l’ex miniera di uranio di Novazza, nel comune di Valgoglio.

L’interrogazione sottolinea le forti preoccupazioni per i rischi ambientali e per la salute legati al progetto, che prevede una fase di esplorazione di quattro anni in un’area di elevato pregio naturalistico, già segnata da criticità ambientali. L’On. Devis Dori dichiara: “Se i canadesi mettono gli occhi sulle miniere di Valgoglio non è per meri intenti scientifici, ma perché ritengono che lì possa esserci del profitto. Non è affatto un caso che proprio ora venga formulata questa richiesta di licenza di esplorazione, priprio mentre la sua maggioranza di Gorverno ha appena approvato in Commissione alla Camera dei Deputati il ddl per il ritorno al nucleare in Italia. Evidentemente c’è chi si vuol portare avanti per fare profitti. Non è l’unico sito quello di Valgoglio sul quale la Zenith Energy ha messo gli occhi, in particolare c’è quello di Val Vedello nelle orobie valtellinesi, dove ci sarebbero 6mila tonnellate di ossido di uranio a fronte delle mille tonnellate di Valgoglio. Insomma, stiamo parlando di potenziali profitti di varie decine di milioni di euro. Chiediamo pertanto al Ministro di chiarire quali siano gli intendimenti del Governo rispetto a questa richiesta e di garantire la massima trasparenza e il coinvolgimento delle comunità locali”.

Sulla vicenda intervengono anche i co-portavoce di Europa Verde Bergamo, Oriana Ruzzini e Giuseppe Canducci, che affermano: “La potenziale riapertura della miniera di Novazza rappresenta uno sfregio per l’ecosistema alpino e un rischio fuori da ogni logica per la salute delle persone. Anziché valorizzare il territorio si insiste con la logica dello sfruttamento, cavalcando l’economia della guerra, che rappresenta il male assoluto per le nostre comunità. Chiediamo che le istituzioni ascoltino le preoccupazioni dei cittadini e delle associazioni ambientaliste e che si interrompa ogni processo che miri all’ estrazione di uranio. L’azione speculativa di privati non può mettere a rischio la salute pubblica”.

La richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è stata depositata il 21 aprile 2026 presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il progetto prevede una fase iniziale di esplorazione della durata di quattro anni, con investimenti stimati tra i 2 e i 3 milioni di euro. L’area interessata si trova in un contesto di elevato pregio naturalistico, a ridosso del Parco delle Orobie Bergamasche. La prospettiva di una possibile riattivazione delle attività minerarie ha suscitato timori tra cittadini, amministratori locali e associazioni ambientaliste, soprattutto per i potenziali rischi per la salute pubblica, la qualità delle acque e l’equilibrio dell’ecosistema alpino, in un territorio già segnato da problematiche ambientali e episodi di deposito abusivo di rifiuti. Si sottolinea nell’interrogazione la necessità di garantire la massima trasparenza sull’iter della richiesta, sulla rigorosità delle valutazioni tecnico-scientifiche e sulle ascolto delle preoccupazioni delle comunità locali e degli enti territoriali.