Logo

Temi del giorno:

Flash mob in ricordo di Giulio Lovera: “È ora di rendere davvero sicure le nostre strade”

Mercoledì 20 maggio intorno alle 21 un centinaio di persone si sono radunate nuovamente sul luogo dell’incidente in piazzale Risorgimento

Bergamo. Piazzale Risorgimento è colmo di persone: bambini, genitori, anziani e semplici conoscenti, tutti uniti per un’unica, profonda causa. Sono lì per ricordare il piccolo Giulio Lovera, travolto e ucciso da una smart lo scorso 13 maggio proprio in quel luogo. L’atmosfera è carica di commozione e rispetto. Nel silenzio della piazza, accompagnato solo dai bambini intenti a tracciare disegni in memoria del loro amico, la folla si stringe in un grandissimo cerchio per intonare all’unisono il brano “Volare”. È una scelta colma di significato: il desiderio corale è quello di salutare Giulio come un angelo che ha preso il volo, purtroppo troppo in fretta. Una piccola vita spezzata, come commenta addolorato un abitante del quartiere di Loreto.

Il cordoglio, tuttavia, lascia spazio anche a un forte appello per la sicurezza cittadina. “Siamo riuniti qui per ricordare Giulio, un bambino straordinario e benvoluto da tutti, ma anche perché è ora di rendere davvero sicure le nostre strade. I nostri figli devono avere il diritto di essere liberi di giocare in totale sicurezza”, dichiara con fermezza una residente.

A questa voce se ne aggiunge un’altra, che sottolinea il contrasto tra l’innocenza dei piccoli e le responsabilità dei grandi: In questo momento i nostri bambini stanno disegnando cuori, stelle e fiori; immaginano un mondo dove ci si possa muovere in tranquillità, senza paura. Credo che questo cerchio formato da noi adulti debba rappresentare un’assunzione di responsabilità per garantire ai nostri figli un ambiente libero e sicuro. Il loro è un mondo a colori, pieno di fantasia, mentre noi adulti, purtroppo, tendiamo a vederlo sempre più grigio. Dovremmo invece iniziare a cambiare prospettiva, per loro”.

A conclusione del commovente flashmob, i presenti si prendono per mano raccogliendosi in preghiera. È un gesto denso di speranza, un augurio affinché si possa intervenire in modo concreto e che tragedie di questo genere non si ripetano mai più. Alla fine, un lungo e sentito applauso squarcia il silenzio, avvolgendo il ricordo di Giulio in un ultimo, grande abbraccio.