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Commercio, a Bergamo perse oltre 1.500 attività in dieci anni. Antonio Terzi: “Serve una mobilitazione”

Al via la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti per istituire le Zone Economiche Speciali di Prossimità (Zespro) e rilanciare il tessuto economico locale

Bergamo.La desertificazione commerciale colpisce duramente anche la provincia di Bergamo: un fenomeno che non rappresenta solo una contrazione economica, ma un profondo impoverimento del presidio sociale dei territori. A confermarlo sono i numeri: dal 2015 al 2024 le imprese attive del commercio nella Bergamasca sono passate da oltre 20.100 a 18.585. Una perdita di 1.524 attività in meno in dieci anni (−7,6%) che si fa sentire soprattutto nei quartieri e nei comuni di minori dimensioni, riducendo drasticamente i luoghi fisici di vendita, relazione e servizio alla comunità.

Per contrastare questa tendenza e ridare ossigeno ai centri urbani, prende ufficialmente il via da oggi, 19 maggio, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la raccolta delle 50.000 firme necessarie per portare in Parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, depositata ieri in Corte di Cassazione da Confesercenti Nazionale.

A lanciare l’appello sul territorio è Antonio Terzi, presidente di Confesercenti Bergamo: “La desertificazione commerciale, evidentissima anche nella nostra provincia, colpisce imprese e cittadini. Per le prime si chiudono le opportunità di lavoro, di impiego sia autonomo che dipendente, di trasmissione dell’attività alle nuove generazioni. Per i cittadini nel venir meno dei servizi di prossimità e di conseguenza del motivo stesso di risiedere in questi territori. La scelta dello strumento della legge di iniziativa popolare chiama gli uni e gli altri alla mobilitazione, per spingere la politica a trasformare intenzioni spesso solo dichiarate in fatti.”

Il cuore della proposta: le Zespro

Il cuore della proposta è l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (Zespro), aree urbane o periurbane che Regioni e Province autonome potranno individuare per ospitare programmi mirati di rivitalizzazione delle attività di vicinato. Nelle Zespro è previsto un regime fiscale di vantaggio per le imprese, nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, accompagnato da misure di sostegno finanziario e di semplificazione amministrativa. Il testo prevede inoltre l’istituzione, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di un Osservatorio per il monitoraggio e di un Fondo dedicato per finanziare gli interventi.

Un’iniziativa che punta a tutelare l’economia locale, come sottolineato da Nico Gronchi, presidente nazionale di Confesercenti: “Le imprese del commercio, della ristorazione e del turismo sono l’infrastruttura economica e sociale delle nostre città. Con la nostra proposta di legge chiediamo allo Stato di riconoscere che tenere aperta un’attività sul territorio è un atto di interesse pubblico, da agevolare con strumenti dedicati. E ai cittadini che vorranno sottoscriverla chiediamo di scegliere un modello di economia sostenibile per le città in cui viviamo, un modello che non sposta i profitti all’estero ma crea e diffonde ricchezza e occupazione sul territorio, garantendo allo stesso tempo pluralismo dell’offerta e accesso a beni e servizi essenziali per i residenti”.