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Un nuovo capitolo per Confcommercio Bergamo: Luciano Patelli raccoglie l’eredità di Zambonelli

L’81ª Assemblea segna il passaggio di testimone. Rinnovato il consiglio direttivo per guidare le imprese nelle sfide del presente

Bergamo. L’81esima assemblea di Confcommercio Bergamo segna uno snodo cruciale per l’associazione: un momento in cui il bilancio di un lungo e proficuo mandato si intreccia con le sfide di una società in profonda trasformazione. Sotto il titolo programmatico “Capire il presente, per costruire il futuro”, l’incontro ha ufficializzato un importante avvicendamento al vertice: dopo otto anni, Giovanni Zambonelli lascia la guida dell’associazione a Luciano Patelli. Zambonelli era stato eletto nel 2025 come nuovo presidente della Camera di Commercio Bergamo.

Il congedo di Giovanni Zambonelli: un’eredità solida e rinnovata

È stato lo stesso Zambonelli a volere che questa assemblea non avesse il sapore di una mera autocelebrazione, ma che fungesse da bussola per gli anni a venire. Nel tracciare il bilancio del suo mandato, iniziato nel 2018, il presidente uscente ha ricordato il legame profondo che lo unisce all’associazione, rivolgendo un pensiero speciale ai vertici nazionali: “Un doveroso ringraziamento al nostro presidente Sangalli, che nonostante i suoi numerosi impegni, ha voluto essere presente a questa giornata, che vede concludere il mio mandato di presidente di Confcommercio Bergamo, iniziato dal 2018. E anche se i ricordi mi riportano quando da bambino accompagnavo mio padre negli uffici Ascom di via Zilioni e da lì la costante frequentazione dell’associazione, che man mano nel tempo, sentivo sempre più come una cosa che mi apparteneva. Esperienza totalizzante che mi ha cresciuto e che mi ha permesso di conoscere persone di grande spessore, e che solo anche per questo merita un grazie per avermi ripagato per tutto il tempo per l’impegno che ho dedicato”.

Guardando allo stato di salute di Confcommercio Bergamo, Zambonelli ha sottolineato lo sforzo fatto per modernizzare la struttura e renderla aderente alle nuove dinamiche di mercato: “Quando ci siamo confrontati in Confcommercio su che taglio dare alla mia relazione, ho detto loro che non doveva essere una celebrazione di quanto fatto, ma deve essere uno sguardo verso il futuro, da qui il tema della riunione: capire il presente per costruire il futuro, e per farlo abbiamo chiamato il segretario generale del Censis il Dottor Giorgio Derita. Ma proprio perché dobbiamo guardare al futuro è doveroso guardare che Confcommercio io lascio. Devo ringraziare chi mi ha preceduto. Devo lasciare un’associazione molto forte, con una sede bellissima, molto solida patrimonialmente, ma anche un’organizzazione che era figlia del suo tempo e di un mondo che sta scomparendo. Con l’aiuto del vicepresidente del comitato di direzione e del direttore, del vicedirettore, e l’approvazione del consiglio direttivo, abbiamo iniziato un percorso di totale riorganizzazione della nostra Confcommercio e nelle società di servizio rimettendo al centro l’associato e le sue esigenze, a queste è stato chiesto di evolversi al fine di essere più performanti ed erogare servizi più conformi ai valori di mercato e le aspettative degli associati. Abbiamo ben 3 piani nel nostro edificio: i primi due c’è la società di servizi e lì bisogna fare imprese. Al terzo piano l’azione, lì dobbiamo fare il sindacato di associazione. Il processo è quasi terminato, lo lascio in eredità a Luciano e Cristian e a tutto il comitato che mi ha affiancato in questi anni, che lo porteranno al termine per il bene dell’associazione e degli associati. No siamo un’associazione di rappresentanza”.

Un lavoro encomiabile, riconosciuto pubblicamente anche dal Presidente nazionale di Confcommercio, Carlo Sangalli, che ha voluto omaggiare il presidente uscente: “ti ringrazio per la serietà con cui ti sei preso cura di Confcommerio Bergamo”.

Il nuovo corso: Luciano Patelli e il Consiglio Direttivo

A raccogliere il testimone per il mandato che arriverà fino al 2027 è Luciano Patelli, eletto dal consiglio direttivo. Classe 1958, una lunga esperienza imprenditoriale e associativa alle spalle, Patelli è dal 1982 titolare della Patelli Immobiliare. Il suo curriculum all’interno del sistema Confcommercio è di assoluto rilievo: già vicepresidente dal 2018 e vicario dal 2022, ha guidato Promoberg-Fiera di Bergamo come presidente (dal 2022 al 2026) e ha portato la Fimaa (Federazione italiana mediatori e agenti immobiliari) a diventare l’associazione più rappresentativa del settore bergamasco durante la sua presidenza (2004-2017).

Accogliendo il nuovo incarico, Patelli ha tracciato la rotta della sua presidenza all’insegna della continuità e dell’ascolto: “Non posso che ringraziare il presidente Giovanni Zambonelli per il lavoro svolto e per gli anni trascorsi al suo fianco e per l’associazione che mi affida oggi- commenta il neopresidente Luciano Patelli-. Continuerò a rappresentare Confcommercio Bergamo in continuità con quanto fatto finora, con un’attenzione sempre più alta all’associato e alle sue esigenze. La nostra sede avrà le porte sempre aperte all’ascolto e all’accoglienza di ogni esigenza degli imprenditori, con risposte puntuali ad ogni domanda. In questi anni complessi daremo sempre più voce alle istanze delle imprese, con una rappresentanza e tutela solide e forti di ogni categoria del terziario”.

Ad affiancarlo in questo percorso ci sarà un consiglio direttivo consolidato e arricchito da nuove nomine. Cristian Botti assume la carica di vicepresidente vicario, mentre Diego Rodeschini (presidente di Fipe Bergamo e del Gruppo Bar, Caffetterie, Pasticcerie) fa il suo ingresso nel consiglio.

La squadra (in carica dal 2022 al 2027) si completa con:

  • Emiliano Amadei (Presidente Fioristi)
  • Luca Bonicelli (Presidente Gastronomi Salumieri)
  • Alessandro Capozzi (Presidente Federalberghi Bergamo)
  • Lorenzo Cereda (Presidente Gruppo Mobili e Arredamento)
  • Petronilla Frosio (Presidente Gruppo Ristoratori)
  • Alessandro Riva (Presidente Commercianti di preziosi – Gioiellieri e Antiquari)
  • Giampietro Rota (Presidente Grossisti Vino e bevande)

La sinergia istituzionale e le sfide del nostro tempo

L’assemblea ha visto una forte partecipazione delle istituzioni locali, a testimonianza di quanto le dinamiche del commercio e dei servizi siano nevralgiche per il territorio. Sono intervenute la Sindaca di Bergamo Elena Carnevali, Elisabetta Donati in rappresentanza della Provincia e l’assessora regionale alle infrastrutture Claudia Maria Terzi.

Dal loro confronto è emersa un’urgenza condivisa: la necessità di un lavoro sinergico per affrontare uno scenario complesso, segnato da mutamenti geopolitici, da un’Europa in evoluzione, da un preoccupante calo demografico e da una disaffezione dei giovani under 35 verso l’imprenditorialità. Temi che richiedono un’alleanza stretta tra i corpi intermedi, come Confcommercio, e gli enti governativi.

L’analisi del Censis: la vera sfida è “stare nel presente”

A chiudere il cerchio, dando profondità al tema dell’assemblea, è stato l’intervento del Dottor Giorgio Derita, Segretario Generale del Censis. La sua analisi ha spostato l’attenzione dall’ansia per il futuro alla necessità di comprendere l’oggi. “Stare nel presente è la sfida che abbiamo davanti”, ha spiegato Derita, sottolineando come il futuro si costruisca unicamente interpretando la complessità del momento attuale, incluse le instabilità globali.

Ma quali sono i punti di forza su cui fare leva? Il segretario del Censis ne ha individuati diversi:

  1. La solidità patrimoniale e il risparmio: L’Italia si conferma una società con un enorme capitale immobiliare e un’altissima propensione al risparmio (attestatasi al 22% anche durante le crisi recenti, come la pandemia o l’alta inflazione del 2022).
  2. La vitalità culturale: Si registra una crescente affermazione e sensibilità culturale tra gli italiani.
  3. La nuova “cetomedizzazione”: Pur avendo perso la granitica sicurezza degli anni ’70, la classe media italiana mostra oggi una dinamica nuova, definita “class economy”. È un ceto medio che magari naviga verso il basso in alcuni ambiti, ma resta vitale, capace di concedersi ancora consumi di lusso, come il viaggio o la ristorazione di qualità.

Derita ha infine inquadrato l’Italia nel più ampio contesto europeo , interrogandosi su quale debba essere il ruolo di un’Europa che non ha nel suo “codice genetico” l’essere una potenza militare , e ha evidenziato le forti diversità territoriali del nostro Paese.

In questo quadro, i corpi intermedi e le istituzioni sono chiamati ad affrontare due grandi rischi imminenti. Il primo è legato alla tecnologia e all’Intelligenza Artificiale, un ambito in cui c’è ancora molta impreparazione e che rischia di generare una pericolosa “sottoutilizzazione del capitale umano”, specialmente tra i giovani, che davanti a retribuzioni inadeguate o mancanza di prospettive scelgono di abbandonare il campo. Il secondo, fondamentale, riguarda il recupero della rappresentanza: vincere lo sconforto delle nuove generazioni non è un compito da delegare esclusivamente alla politica, ma una responsabilità civile quotidiana che spetta all’intera classe dirigente.