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“Evasioni Artistiche”, il festival sul carcere torna a Bergamo dal 3 al 6 giugno

Arte, dibattiti e inclusione: il territorio bergamasco si mobilita per abbattere lo stigma e sostenere il reinserimento lavorativo dei detenuti

Bergamo. È stato presentato ufficialmente oggi, 19 maggio, “Unlock – Evasioni Artistiche”, un festival civile dedicato ai temi cruciali della libertà, della giustizia e del reinserimento sociale che, dal 3 al 6 giugno 2026, animerà il territorio bergamasco. Promossa da una virtuosa rete di oltre ventiquattro realtà locali, tra cui cooperative sociali, associazioni del terzo settore, enti pubblici, sindacati e istituzioni penitenziarie. La rassegna proporrà un fitto cartellone di diciassette eventi distribuiti tra gli spazi di Daste, in via Daste e Spalenga 13 a Bergamo, e la Cooperativa Sociale Areté, in via Imotorre 28 a Torre Boldone. Nel corso di queste quattro intense giornate, il pubblico potrà partecipare a convegni, cene pubbliche, proiezioni di cinema all’aperto, performance teatrali nate all’interno del carcere e un’importante tavola rotonda di respiro regionale incentrata sulle buone prassi penitenziarie, il tutto reso possibile anche grazie al sostegno di realtà del territorio quali Fondazione Comunità Bergamasca, Uniacque, Associazione Homo, Cereria Pernici e MP Elettrica.

Alla presentazione sono intervenute: Carla Coletti, direzione artistica e portavoce del festival; Marcella Messina, Assessora alle politiche sociali; Elisabetta Donati, dirigente del Settore Lavoro presso Provincia di Bergamo; Federica Bruletti, segretario generale Fondazione della Comunità Bergamasca; Gino Gelmi, vice presidente Associazione Carcere e Territorio.

“Unlock affronta un tema che riguarda tutti: cosa facciamo per evitare che una pena diventi solo esclusione e ricaduta. La sicurezza di una città si costruisce anche fuori dalle mura, investendo in percorsi di lavoro, formazione, cultura e relazioni. È questa la logica delle politiche che, come Amministrazione, vogliamo sostenere dichiara l’assessore alle politiche sociali, salute e sport. Il valore di Unlock è mettere intorno allo stesso tavolo imprese, cooperative, istituzioni, cittadini e persone che stanno scontando una pena”- spiega Marcellla Messina Assessora alle Politiche sociali, longevità, salute e sport del Comune di Bergamo.

Anche il reinserimento lavorativo è un tema cardine di questo festival: “Quando parliamo di persone ristrette o in esecuzione penale esterna, dobbiamo ricordare che il lavoro non è solo un’occupazione: è il cardine attorno a cui ruota il reale reinserimento sociale. Senza lavoro non c’è autonomia, e senza autonomia il rischio di recidiva resta altissimo. La forza del nostro intervento risiede nelle reti territoriali costruite negli anni, in collaborazione con le istituzioni carcerarie, il terzo settore ed il tessuto produttivo. È fondamentale sottolineare che l’inserimento lavorativo di persone provenienti dal circuito penale oggi vede sempre presente la cooperazione sociale, ma coinvolge sempre più spesso le aziende del settore privato, che dimostrano una crescente sensibilità e lungimiranza.- dichiara Elisabetta Donati, Dirigente del Settore Lavoro presso Provincia di Bergamo

“Due buone ragioni per dare lavoro ai detenuti:  per chi è fuori dal carcere il lavoro è vita, ma per i detenuti esso è vita e libertà perché senza lavoro non si accede alle misure alternative e quindi si resta in carcere non per ragioni giuridiche, ma sociali. E dando lavoro a un detenuto si riduce la recidiva e quindi si contribuisce ad una maggiore sicurezza sociale. Quindi quale migliore interpretazione della funzione sociale dell’impresa?.” – spiega Gino Gelmi, dell’Associazione Carcere e Territorio Bergamo.

Il programma

Il festival si apre mercoledì 3 giugno con il convegno “Aziende che scelgono. Persone che ricominciano”, dedicato al lavoro come prima leva di reinserimento, e prosegue in serata nel giardino della cooperativa Areté con “Una Luce sul Carcere”: una cena pubblica per quattrocento commensali, un giardino illuminato da tante candele, un pianoforte a coda al centro e un menù ideato con i prodotti di ‘economia carceraria di Bergamo e di altre carceri italiane.

Giovedì 4 giugno alle 19 l’aperitivo Speaker Corner e alle 20,30 il convegno “Buttiamo via la chiave?” che vuole indagare i legami di una persona in esecuzione penale e come le relazioni possano diventare la risorsa più potente per il reinserimento. Nel pomeriggio dello stesso giorno si svolge il Rat Award 2026, il contest video con e per i giovani come la serata musicale Lock Off Rap per rompere le barre.

Venerdì 5 e sabato 6 giugno il festival si sposta a Torre Boldone, nella meravigliosa cascina sede di Cooperativa Areté: la Bottega dell’Economia Carceraria, con i prodotti dei laboratori delle realtà bergamasche,  le cene sul viale alberato con musica dal vivo, la performance “Meglio stare zitti?” nata dal laboratorio teatrale della Casa Circondariale di Brescia-Canton Mombello, e il sabato in chiusura il concerto della Legalhaze Band e il cinema all’aperto. Sabato mattina, in città, la Formazione Accreditata mette intorno a un tavolo le esperienze di supporto alla genitorialità degli istituti penitenziari di Bergamo, Brescia, Mantova e Cremona grazie al progetto Terzo Tempo finanziato da Fondazione coi bambini.

Per consultare il programma completo e prenotare il proprio posto è possibile visionare il sito di Unlock cliccandoqui.