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Un Patto di Comunità contro la dispersione scolastica: “Vicini ai giovani nelle difficoltà, così li orientiamo verso il lavoro”

Un accordo di collaborazione triennale tra Comune di Bergamo, Provincia, Asst Papa Giovanni XXIIII, Ats e Ufficio Scolastico Territoriale. Tre linee di intervento per promuovere il benessere giovanile

Bergamo. Lotta alla dispersione scolastica, avvicinamento al lavoro e promozione del benessere giovanile. Questi i tre pilastri sui quali è stato costruito il Patto di Comunità per le giovani generazioni e il lavoro. Un accordo di collaborazione triennale, con possibilità di proroga, che vede come protagonisti il Comune di Bergamo, la Provincia, Asst Papa Giovanni XXIIII, Ats e l’Ufficio Scolastico Territoriale.

Una rete tra istituzioni, scuola, sistema sanitario, enti territoriali e servizi educativi che riconosce l’esistenza di un problema, e si impegna, si confronta, ragiona per cercare, insieme, delle soluzioni. “Il Patto di Comunità – spiega Marzia Marchesi, assessora alle Politiche giovanili – nasce dalla consapevolezza che nessun ragazzo e nessuna ragazza debbano sentirsi soli nel proprio percorso di crescita. Significa investire non solo su servizi e progettualità, ma anche sulla qualità delle relazioni educative e sulla capacità della comunità di essere presente nei momenti più complessi della vita dei giovani e delle loro famiglie”.

Il “Patto Educativo di Comunità” è uno strumento introdotto dal Ministero dell’Istruzione nel giugno 2020 per dare la possibilità a enti locali, istituzioni, pubbliche e private, realtà del Terzo Settore e scuole di sottoscrivere accordi specifici, rafforzando non solo l’alleanza scuola-famiglia, ma anche quella tra la scuola e tutta la comunità educante. Tra gli obiettivi principali del Patto di comunità prevenire e combattere la povertà educativa, la dispersione scolastica e il fallimento educativo di ragazzi e ragazze attraverso un approccio partecipativo, cooperativo e solidale di tutti gli attori in campo. Tre, quindi, le linee di intervento individuate.

Dispersione scolastica

La dispersione scolastica può essere sia esplicita o implicita: da un lato il visibile abbandono scolastico dei giovani, dall’altro studenti portano a termine gli studi senza però, di fatto, raggiungere i livelli di competenza previsti. “Il fenomeno della dispersione scolastica – spiegaKatia Piccinini, referente per la dispersione scolastica nell’Ufficio Scolastico Territoriale – è caratterizzato e determinato da numerosi fattori, tra cui la fragilità dei contesti familiari e sociali, la povertà culturale, le disuguaglianze territoriali, la povertà economica o il disagio giovanile”.

Per rispondere a questa necessità, si è pensato alla creazione di un osservatorio con un sistema di monitoraggio che permetta da un lato di prevenire il fenomeno e dall’altro di riagganciare ragazzi e ragazze già in dispersione. “La Provincia – aggiunge Elisabetta Donati, dirigente di via Tasso settore Politiche del lavoro – si impegnerà a realizzare una mappatura dei servizi e delle attività presenti sull’intero territorio provinciale, valorizzando le risorse esistenti e favorendo una maggiore accessibilità alle opportunità rivolte ai giovani”.

Impiego lavorativo

La seconda linea di intervento è legata alle opportunità di impiego. La strada verso il raggiungimento di un posto lavorativo che offra stabilità e crescita professionale può essere dissestata da difficoltà legate alla transizione scuola-lavoro, alla precarietà e alla disoccupazione giovanile. A tal proposito, è stato prevista la creazione di un sistema che riesca a riagganciare i ragazzi e le ragazze già in dispersione, riportandoli nel sistema lavorativo, sia attraverso la messa a disposizione dei servizi offerti dalla rete dei Centri per l’impiego sia attraverso la costruzione di progetti e servizi territoriali integrativi, offrendo anche supporto di orientamento.

Il benessere dei giovani

Infine, il benessere dei giovani. Quelle dell’infanzia e dell’adolescenza sono fasi caratterizzate da grandi cambiamenti e sfide specifiche legate anche a istruzione, lavoro, salute mentale e partecipazione sociale. Per cercare di rispondere a queste necessità si è pensato alla messa a disposizione di contesti in cui i giovani abbiano la possibilità di esprimersi, approfondire tematiche diverse – tra cui il digitale, la genitorialità, la socialità, a salute -, ma anche essere cittadini attivi. Spazi che siano luoghi di ascolto, di accompagnamento e orientamento ad eventuali servizi del territorio. Fondamentale anche il coinvolgimento delle famiglie perché si attivino in modo diretto su tematiche legate alla scuola e alla crescita socio-educativa dei figli.