Bergamo crocevia ferroviario d’Europa, in autostrada pedaggio con la “vignetta svizzera”: le proposte di Aci
Entro l’autunno Regione Lombardia varerà l’aggiornamento del Programma regionale della mobilità e dei trasporti. La lezione di Sonzogni: “Non si perda l’occasione per sfruttare le potenzialità di città e provincia”
La Bergamasca rischia di perdere il treno, sprecando l’occasione di assumere un ruolo strategico nelle reti europee della mobilità e della logistica. È questo, forse, il messaggio più importante contenuto nel documento elaborato da Aci Lombardia per l’aggiornamento del Programma Regionale della Mobilità e dei Trasporti (Prmt) della Lombardia.
In sostanza si tratta della revisione del principale strumento di pianificazione con cui la Regione decide come sviluppare nel tempo il sistema dei trasporti e della mobilità: treni, strade e trasporto pubblico, ma anche ciclabilità e logistica. La versione vigente era stata approvata nel 2016. In vista dell’aggiornamento, il presidente di Aci Bergamo Valerio Bettoni e l’architetto Felice Sonzogni, presidente della Commissione Mobilità del club orobico e già assessore provinciale, hanno illustrato le proposte alla Commissione Regionale V presieduta dal consigliere brembano Jonathan Lobati.
Uno dei passaggi più forti dell’incontro è il richiamo al ruolo potenziale della provincia nello scenario infrastrutturale europeo. “Il senso è tenere la potenzialità della terra bergamasca nella grande rete – spiega Sonzogni -. L’incrocio, autostradale e ferroviario, tra il corridoio est-ovest e quello nord-sud (l’asse Rotterdam-Milano-Genova, ndr) poteva fare di Bergamo un crocevia europeo. Perdere questa opportunità significa prendere atto di scelte che penalizzeranno il territorio”.
Un rischio che, secondo l’architetto, riguarda da vicino il futuro dell’aeroporto di Orio al Serio: “Anche le prospettive dello scalo, che tra non molto disporrà del collegamento ferroviario con la città, ne risultano depotenziate. L’invito è avere la forza di mettersi in primo piano e non rischiare l’isolamento”.
Sul piano della governance, Aci chiede maggiore certezza nella programmazione delle infrastrutture, con risorse definite su orizzonti pluriennali da parte di Regione, Anas e Rfi. Un tema condiviso anche da Jonathan Lobati, che richiama la necessità di una visione stabile: “Il piano viene aggiornato ogni dieci anni ed è estremamente importante da un punto di vista territoriale. Ci sono molte opere attese dai bergamaschi, la mobilità è fondamentale per sviluppo e benessere del territorio”.
Sul fronte viabilistico, nel piano di programmazione regionale sono inclusi il terzo lotto della Tangenziale Sud di Bergamo – la Paladina-Sedrina – ma anche la variante delle Curve della Selva e la Penetrante Est Gorle-Pedrengo. Aci sottolinea la necessità di interventi rapidi per migliorare la fluidità del traffico, in attesa delle grandi opere infrastrutturali. “Serve intervenire subito sfruttando la tecnologia – sostiene Sonzogni -. Il sistema di telecamere deve essere messo in collegamento: i dispositivi devono parlare tra loro per governare i flussi di traffico. Non si possono affrontare fenomeni nuovi con sistemi vecchi e statici”.
Lobati annuncia l’impegno della Commissione nel vigilare sui progetti: “Terremo un occhio attento affinché tutte le opere bergamasche restino nella programmazione, dalle infrastrutture viarie alla futura stazione dell’alta velocità a Treviglio”. Era stato proprio il consigliere bergamasco a proporre un ordine del giorno, poi approvato, per impegnare la giunta regionale a farsi promotore di uno studio di fattibilità tecnico-economica per portare l’alta velocità nella Bassa Bergamasca, infrastruttura pensata come nodo strategico del corridoio Lione-Trieste.
Nel documento di Aci grande attenzione viene dedicata al sistema ferro-tranviario provinciale. Le proposte prevedono il prolungamento della linea Teb T1 fino a Vertova e della T2 fino a San Pellegrino Terme, il rafforzamento dei collegamenti urbani nel capoluogo e l’integrazione tra la rete ferroviaria e la Teb all’interno del progetto di Porta Sud. “Il sistema su ferro per essere attrattivo deve diventare una rete diffusa, con mezzi moderni e frequenti”, osserva Sonzogni, che insiste sulla necessità di una mobilità pubblica più competitiva rispetto all’auto privata.
Nel trasporto pubblico spazio a integrazione tariffaria e bigliettazione unica, mentre per quanto riguarda la mobilità dolce il documento spinge per lo sviluppo dei percorsi cicloturistici, con il completamento di itinerari ormai noti come la Ciclovia dei Laghi e la Ciclovia Monaco-Milano, che attraversa la Bergamasca per più di 70 chilometri.
Un ulteriore tema riguarda la revisione dei sistemi di pedaggio autostradale, con l’ipotesi di modelli più moderni sul tipo della “vignetta svizzera” – che con 40 franchi permette di viaggiare su tutte le autostrade elvetiche per 14 mesi – e politiche più favorevoli per l’interscambio tra auto e trasporto pubblico, soprattutto nei parcheggi di attestamento. “Serve razionalizzare ciò che esiste e far funzionare meglio il sistema”, ribadisce Sonzogni, richiamando anche la necessità di tariffe di sosta più accessibili per incentivare l’uso del trasporto pubblico.
Felice SonzogniTra le proposte finali anche l’istituzione di una Consulta Provinciale Permanente della Mobilità che coinvolga Provincia, Agenzia Tpl, Anas, Rfi, Teb, Atb, Sacbo e operatori logistici, con l’obiettivo di garantire una regia stabile e coordinata delle politiche infrastrutturali del territorio. I lavori della Commissione V sull’aggiornamento del Prmt dovrebbero concludersi prima della pausa estiva, prevista in agosto. L’iter proseguirà poi in Consiglio regionale nella seconda metà di settembre, con l’obiettivo di arrivare all’approvazione del nuovo Piano entro ottobre.



