In fiera
Al via la sesta edizione di IVS: a Bergamo e provincia le valvole trainano una filiera da 1,7 miliardi
Numero record per l’edizione 2026 per il più importante appuntamento internazionale dedicato alle tecnologie delle valvole industriali e allo soluzioni per il flow control
Quattrocentoventi espositori, provenienti da 20 Paesi, distribuiti su una superficie di 21.400 metri quadrati che occupa l’intero layout della Fiera di Bergamo, un palinsesto composto da 68 eventi tra convegni, tavole rotonde e conferenze attorno a sei aree tematiche principali e un focus specifico su nucleare e intelligenza artificiale.
Sono i numeri record, tutti ritoccati sensibilmente verso l’alto, della sesta edizione di IVS – Industrial Valve Summit, che si si conferma così il più importante appuntamento internazionale dedicato alle tecnologie delle valvole industriali e allo soluzioni per il flow control, oltre che fiera regina nel calendario di Promoberg.
Il programma si estende su tre intere giornate di apertura al pubblico, dal 19 al 21 maggio, per rispondere alla crescente domanda di contenuti, occasioni di business B2B e confronto qualificato con operatori del settore provenienti da tutto il mondo, con oltre cento imprese arrivate da oltre confine: un aspetto, questo, che assume ancora più rilevanza all’interno di un quadro geopolitico caratterizzato da forti tensioni geopolitiche in aree del mondo strategiche per tutto il comparto, bisognoso di dare letture precise degli scenari e, possibilmente, anticipare tendenze e aperture di nuove opportunità.
Una fiera di riferimento in un territorio che rappresenta l’assoluta eccellenza italiana: se tutto il comparto italiano vale 11 milioni di fatturato, isolando le aziende che producono per l’Oil & Gas si arriva a 4 miliardi, con 146 imprese che impiegano più di 10mila addetti. Leader in Europa, l’Italia produce il 30% delle valvole del continente, con una forte concentrazione lombarda e bergamasca.
Un settore che territorialmente attiva una sua filiera: partendo da 25 produttori di valvole O&G, il ventaglio si amplia a oltre 100 imprese che le servono direttamente, e per un fatturato diretto di 652 milioni se ne generano complessivamente 1,7 miliardi.
La vocazione all’export è pressoché totale e nel 2025 ha toccato i 4,1 miliardi, confermando il cambio di passo che le aziende italiane sono state capaci di mettere in campo cogliendo tutte quelle opportunità che erano sfuggite invece nell’immediato post Covid, sfiorando ormai una quota di mercato pari al 10%.
Due le aree principali di destinazione dei prodotti italiani: l’Europa Occidentale e l’area NAFTA (Stati Uniti, Canada e Messico), con ottimi risultati anche in America Latina e nella zona del golfo. Tra i 100 mercati nei quali le imprese italiane esportano (nella classifica dei migliori esportatori solo Cina e Germania fanno meglio), in 38 il market share è risultato in aumento, in 18 è rimasto in linea con quello dei competitor e in una quarantina si è invece registrata una flessione. Ma la diversificazione è sicuramente un elemento positivo, capace di dare garanzie ampie in una fase molto perturbata sui mercati come quella attuale.
Il Medio Oriente, come detto, è destinazione che pesa per poco meno il 20% sulle esportazioni, con l’Arabia Saudita a fare la parte del leone: un mercato che ha messo in mostra tutta la sua volatilità, ma seguita da una grande capacità di lettura da parte delle nostre imprese che in quella zona specifica del mondo ha i produttori cinesi come principali competitor.
In un mercato italiano che overperforma rispetto ad altre aree, continentali e non, Bergamo e provincia sono state in grado di far segnare numeri ancor più incoraggianti: il settore è cresciuto di oltre il 26% tra il 2023 e il 2024, oltre 10 punti percentuali in più rispetto alla media italiana, ma è stato in grado di accompagnare le crescita anche con marginalità importante, con un Ebidta del 13,8%.
Lo sguardo al futuro però deve essere attento e prudente: la guerra in Iran interessa un’area cruciale per il settore dell’Oil & Gas e la crisi in atto può essere potenzialmente molto impattante, generando una tendenza a spostare gli investimenti delle grandi Major più a Ovest. Spostamenti già evidenti in alcuni casi, con il Mediterraneo come destinazione: un’opportunità che le aziende italiane, ben presenti nell’area, devono saper cogliere.
“IVS si conferma un appuntamento fondamentale per il settore delle valvole industriali, grazie al quale gli operatori potranno confrontarsi in un contesto d’eccellenza sugli scenari di mercato, le principali innovazioni e le nuove applicazioni – ha sottolineato Giovanna Ricuperati, presidente di Confindustria Bergamo -. L’aumento degli espositori, con una crescita del 30 per cento rispetto al 2024, conferma la crescente attrattività internazionale della manifestazione ed è un indicatore di grande importanza, visto anche il difficile panorama politico internazionale in cui si svolge l’edizione 2026, fra conflitti e tensioni crescenti, rincari dei prezzi e i timori per possibili carenze di risorse energetiche. Le protagoniste di questa rassegna sono le imprese che, pur essendo concorrenti, sono riuscite a guardare lontano, unendo gli sforzi e immaginando un ambito dove crescere insieme a beneficio del settore. Un modo di operare da subito sostenuto da Confindustria Bergamo e che rappresenta un felice esempio di politica industriale dei territori, dimostrando l’importanza di un approccio che valorizzi le filiere produttive ai fini di una loro riconoscibilità sui mercati internazionali. Caratteristica vincente del modello IVS è anche l’ampia articolazione della manifestazione, che integra l’esposizione con gli approfondimenti scientifici, le attività dedicate all’aggiornamento delle persone impiegate nelle imprese del settore e le proposte per gli studenti, che sono state ulteriormente ampliate. Anche in questa edizione abbiamo prodotto contenuti di altissimo livello, fra cui spicca l’analisi a cura dell’Osservatorio IVS-Prometeia, che rappresenta un momento fondamentale per lo studio e le previsioni del settore”.
“In qualità di Presidente di Promoberg sono orgoglioso di ospitare, di concerto con Confindustria, la sesta edizione di IVS – Industrial Valve Summit, manifestazione che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro calendario fieristico – ha aggiunto Paolo Agnelli – IVS richiama i principali player globali e le eccellenze della produzione italiana e internazionale, ma soprattutto rappresenta un hub privilegiato per discutere i nuovi scenari del settore, promuovere formazione, sviluppo aziendale e attrattività del territorio. Per Promoberg si tratta di un evento strategico, perfettamente in linea con il percorso di internazionalizzazione che guiderà il mio mandato. IVS mette al centro una filiera, ne racconta concretamente le evoluzioni, le innovazioni e le sfide, trasformando per tre giorni la Fiera di Bergamo in un polo internazionale dedicato alle tecnologie delle valvole industriali e alle soluzioni di flow control. Credo fortemente nelle fiere verticali B2B e IVS ne è un esempio concreto: un appuntamento capace di valorizzare il Made in Italy e di proiettare il comparto italiano Oil & Gas in uno scenario di competitività globale. L’Italia si conferma punto di riferimento europeo nella produzione di valvole industriali, con una filiera che esprime competenze, capacità industriale e leadership. In questo scenario, la Lombardia e il territorio bergamasco rappresentano il cuore produttivo del settore, rendendo Industrial Valve Summit un’occasione strategica di respiro globale. La crescita record di questa edizione conferma la forza e l’attrattività del comparto, capace di guardare al futuro con solidità e visione internazionale”.
Francesco Apuzzo, Presidente di Valve Campus, ha concluso: “Con l’edizione 2026, Valve Campus rafforza ulteriormente il proprio ruolo all’interno di IVS – Industrial Valve Summit, contribuendo a consolidarne il posizionamento come appuntamento internazionale di riferimento per il comparto delle valvole industriali. La crescente partecipazione di aziende, EPC, end user, università ed esperti provenienti da diversi Paesi conferma la capacità della manifestazione di
essere un luogo di confronto autorevole e sempre più aperto alla dimensione globale. Il programma scientifico sarà fortemente orientato alle esigenze concrete del mercato e ai principali temi che stanno trasformando il settore: innovazione tecnologica, digitalizzazione, nuovi materiali ed evoluzione dei processi industriali. L’approccio scelto privilegia casi applicativi, testimonianze operative e scambio diretto di esperienze lungo tutta la filiera, con l’obiettivo di favorire un dialogo efficace tra industria, ricerca e utilizzatori finali. Accanto ai contenuti tecnici, continueranno ad avere un ruolo centrale la formazione e il coinvolgimento delle nuove generazioni, aspetti fondamentali per accompagnare la crescita futura del comparto. In questo contesto, Valve Campus si conferma una piattaforma indipendente di conoscenza e aggiornamento, riconosciuta per la qualità e l’utilità concreta dei propri contenuti”.


