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Sarà Conference, ma è già il momento di pensare al futuro: bisogna costruire una nuova Atalanta
Foto Getty

L’atteggiamento non è positivo, l’attuale squadra sembra troppo remissiva e ha bisogno di un passo avanti nella mentalità

La Dea centra la qualificazione in Conference League, ma viene sconfitta di misura in casa dal Bologna. Davanti ad un buon pubblico e alla curva Pisani che inneggia alla Coppa Italia della Primavera, le due squadre offrono una prestazione da fine stagione con ritmi lentissimi.

L’Atalanta punta sin dall’inizio a cercare di non perdere, lasciando troppo spesso però il pallino del gioco nelle mani dei rossoblu che onestamente giocano meglio.

La gara va avanti sonnecchiante, con i bolognesi che cercano maggiormente la via del gol senza però riuscirvi. Anche e soprattutto grazie ad uno straordinario Carnesecchi che in un paio di occasioni è fenomenale.

Nella ripresa la solfa non cambia e le due squadre si equivalgono sul piano del gioco. Non mi diverto per nulla e l’atteggiamento della squadra non mi piace. Krstovic è forse l’unico che si danna l’anima ma senza costrutto. Kamalden entra e sfiora il gol, peccato. Ma è l’ex Orsolini, prima relegato in panca, che punisce i nostri a pochi minuti dalla fine sfruttando una punizione profonda.

A quel punto capisco che rimontare oggi è impossibile, non c’è voglia di fare di più, se non quella di evitare una sconfitta troppo pesante che comprometterebbe la qualificazione europea. Prendiamo solo questo dalla giornata odierna, ma personalmente non sono soddisfatto per come la squadra si è posta.

C’è ancora una gara alla fine del torneo, ma sarà bene che la società cominci a pensare al prossimo campionato e a dover costruire la nuova Atalanta, non solo sul piano tecnico ma anche di mentalità: quella attuale mi sembra troppo remissiva.