Logo

Temi del giorno:

Dopo la morte di Mustapha Ladid, intossicato in una cisterna, Avs chiede più controlli sulla sicurezza sul lavoro
Nel riquadro, Mustapha Ladid

L’interrogazione parlamentare dopo la tragedia alla Carrara Group di Brusaporto. Nel mirino le procedure di sicurezza negli ambienti confinati e il sistema degli appalti: “La prevenzione non può essere considerata un costo”

Brusaporto. Un’interrogazione parlamentare ai ministri del Lavoro e della Salute per chiedere più controlli e norme più stringenti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare negli spazi confinati. A presentarla è stato il senatore di Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni dopo la morte di Mustapha Ladid, il lavoratore di 32 anni residente a Nembro rimasto gravemente intossicato il 28 aprile scorso alla Carrara Group di Brusaporto durante operazioni di pulizia all’interno di un’autocisterna.

L’uomo è deceduto il 12 maggio dopo giorni di ricovero in gravissime condizioni. Secondo quanto ricostruito, Ladid sarebbe stato sopraffatto dalle esalazioni mentre tentava di soccorrere un collega all’interno della cisterna. Magni, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, ha presentato nella mattina di lunedì 18 maggio un’interrogazione a risposta scritta ai ministri Marina Calderone e Orazio Schillaci.

“Si tratta dell’ennesimo grave incidente avvenuto in uno spazio confinato – scrive il senatore – ambito lavorativo nel quale il rischio di infortuni mortali continua a manifestarsi con una frequenza allarmante e spesso riconducibile a carenze nelle procedure di sicurezza, nella formazione specifica e nei sistemi di prevenzione”. Magni chiede di accertare “se siano state effettuate le verifiche preventive sulla salubrità dell’ambiente, se fossero presenti adeguati dispositivi di protezione individuale e se le procedure previste per l’accesso agli spazi confinati siano state correttamente adottate nel Dvr aziendale e quindi rispettate”.

Il senatore domanda inoltre se i lavoratori coinvolti avessero ricevuto “una formazione e un addestramento specifici” per le attività in ambienti confinati o sospetti di inquinamento e se fosse stata predisposta una preparazione adeguata per la gestione delle emergenze. Nell’interrogazione viene citata anche la tragedia di Casteldaccia del 2024, nella quale persero la vita cinque lavoratori. Un episodio che, secondo Magni, “conferma la persistente insufficienza delle misure di prevenzione negli ambienti confinati”.

Da qui la richiesta al Governo di chiarire “quali iniziative urgenti” intenda assumere per rafforzare i controlli sul rispetto della normativa in materia di sicurezza sul lavoro negli spazi confinati, potenziare gli strumenti ispettivi e aggiornare protocolli operativi e norme relative agli interventi di emergenza e soccorso. Tra i punti sollevati anche la necessità di garantire “una formazione obbligatoria, continua e specifica” per lavoratori e datori di lavoro impegnati in operazioni in cisterne, silos e altri ambienti confinati.

Sulla vicenda interviene anche Alfredo Di Sirio, segretario provinciale di Sinistra Italiana Bergamo: “In Bergamasca i fatturati degli imprenditori crescono, ma troppo spesso la sicurezza sul lavoro è considerata una voce di costo da tagliare, specialmente nel lavoro in appalto”. Di Sirio aggiunge: “Occorre riflettere sul fatto che nella nostra provincia i numeri dell’economia crescono, ma il lavoro è troppo spesso povero, nero e precario”.

Sul tema della sicurezza e delle condizioni lavorative, Sinistra Italiana Lombardia e Unione Giovani di Sinistra hanno promosso per giovedì 28 maggio alle 20,30, a Trescore Balneario, nella sede del Circolo Valcalepio e Val Cavallina di Sinistra Italiana, un incontro con lavoratrici e lavoratori dedicato all’ascolto e alla raccolta di testimonianze e proposte. Sarà presente anche il senatore Tino Magni.