Atalanta in emergenza retroguardia: con il Bologna è l’occasione per lanciare la difesa a quattro
Già nei mesi scorsi è stata una possibilità a gara in corso: ora con le diverse defezioni nei vari reparti Palladino potrebbe valutare di proporla dal primo minuto
Kossounou e Scalvini out, Hien squalificato, molto probabilmente anche Djimsiti. Letteralmente mezzo reparto difensivo. L’Atalanta affronta la sfida con il Bologna dovendo fronteggiare una situazione non semplice, ovvero l’assenza dei due braccetti destri della retroguardia a tre. Sarebbe stato semplice immaginare la sostituzione con Djimsiti, che quel ruolo lo ha coperto in più occasioni soprattutto negli anni scorsi, meno nell’era Palladino, oppure di un mancino come Kolasinac o Ahanor. Ecco perché viene da chiedersi: perché non sperimentare la difesa a quattro?
In fondo, dal primo minuto si è vista una volta sola, nell’1-6 col Bayern che fa davvero poco testo. Spesso è stata una soluzione adottata a partita in corso soprattutto in situazioni di svantaggio, ma per la varietà di interpreti su cui può contare il roster nerazzurro è più che credibile anche un passaggio a quello che potrebbe essere disegnato come un 4-2-3-1. Con uno tra Scamacca e Krstovic a fare da vertice offensivo, Raspadori alle sue spalle a girargli intorno nel ruolo che forse interpreta meglio di tutti, più De Ketelaere sul lato destro che occupa abitualmente con licenza di svariare e sulla sinistra Zalewski a dare ampiezza.
E in difesa? Hien squalificato, magari Djimsiti e uno tra Ahanor e Kolasinac, con Bellanova e Zappacosta sulle corsie, dotati di gamba e accelerazione per coprire tutte la fascia e proporsi anche in avanti con credibilità, mettendo in difficoltà gli esterni offensivi con tanto talento su cui conta il Bologna come Orsolini, Rowe e Bernardeschi (mentre è infortunato l’ex Cambiaghi). Il tutto con la coppia Ederson-De Roon a cui tutto ruota sempre e comunque intorno.
Si tratta di ipotesi che nella testa di Palladino possono prendere piede, anche considerando quanto i terzini felsinei riescono a spingere e sovrapporsi in fascia (e come avere due uomini aperti possa essere d’ostacolo). Ma non sono certo gli unici. Perché alla fine l’opzione di arretrare De Roon e inserire Pasalic non sembra poi così impraticabile, anzi, è forse la più probabile, oppure l’inserimento direttamente di Bellanova da braccetto destro, un po’ come fece Gasperini a San Siro un anno fa per contenere la velocità di Leao — anche se va detto che l’esterno era in un’altra condizione mentale e fisica e non stava affrontando le stesse difficoltà di quest’anno.
Certo, lasciare la collaudatissima difesa a tre potrebbe essere un rischio, ma una scelta di coraggio in questo momento potrebbe anche essere un segnale in vista del prossimo anno, con la necessità di tracciare una linea di separazione che sembra ormai piuttosto necessaria dopo questa’anno di transizione. E chissà che proprio il cambio di modulo possa essere il primo passaggio, soprattutto considerando quante volte Palladino, sollecitato sul tema, abbia aperto a questa possibilità, ora spinta a maggior ragione anche dagli infortuni di Scalvini e Kossounou.
La partita col Bologna sarà decisiva per blindare la qualificazione alla Conference League, con la Dea che parte con la certezza di dover fare un punto oppure perdere di un solo gol di scarto — ma anche due potrebbero bastare, visto che la differenza reti è di +16 contro il +2 felsineo. Insomma, servirebbe un’impresa al contrario per cadere all’8° posto: due sconfitte pesanti. Ecco perché, come già fatto a San Siro, i nerazzurri dovranno mettere in campo una discreta spavalderia.





