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L’ultimo saluto al piccolo Giulio, i compagni: “La sua gentilezza ha riempito di gioia le nostre giornate”
Foto di Sebastian Molina fotografía su Unsplash

I funerali sono stati celebrati nel pomeriggio di sabato all’interno della chiesa del quartiere di San Paolo

Bergamo. Una moltitudine di piccoli lumini accesi per accompagnare Giulio nel suo ultimo viaggio: un lungo corridoio di luce, formato da candele in mano e una rosa bianca stretta tra le dita, simbolo di purezza e innocenza. “Ti ringraziamo Signore per la sua gentilezza e la sua simpatia, che hanno riempito di gioia le nostre giornate”. All’uscita della chiesa di San Paolo Apostolo, i compagni della classe quarta della Imiberg hanno voluto omaggiare e ricordare così il loro amico Giulio Lovera, nel giorno dell’ultimo, struggente saluto. Il bambino di 9 anni, è morto mercoledì pomeriggio dopo essere stato investito da una Smart in piazzale Risorgimento, a Bergamo.

Le esequie, alla quale vi hanno partecipato centinaia di persone, si sono svolte nel pomeriggio di sabato 16 maggio all’interno della parrocchia del quartiere San Paolo di Bergamo, dove il piccolo viveva con la sua famiglia.

Nei banchi posti dinanzi all’altare mamma Loredana, papà Giovanni e il fratello Giorgio, che hanno ricevuto anche l’abbraccio della sindaca di Bergamo Elena Carnevali. Erano presenti anche rappresentanti dell’Aido: i familiari hanno scelto di donare gli organi del piccolo, trasformando il dolore in un regalo di vita per altri bambini.

A presiedere la celebrazione è stato don Vincenzo Pasini, Vicario della parrocchia di San Paolo, affiancato da altri sacerdoti tra cui don Matteo Stoduto, rettore della Imiberg. “Non è facile questo momento, ma chiediamo al Signore di aiutarci a viverlo con occhi lucidi e con profonda fiducia, nonostante la fatica e il dolore”, ha detto don Vincenzo all’inizio della funzione.

Nel cuore della celebrazione alcune mamme hanno deposto davanti all’altare l’immagine di un labirinto, segno del cammino della vita, spesso tortuoso e non lineare. Don Vincenzo ha ripreso quel simbolo per parlare alla comunità raccolta: “Il labirinto rappresenta la nostra vita: si entra da un punto e si cerca un’uscita, ma il percorso non è mai diretto. Ci si perde, si riparte, si ricomincia. E proprio lì siamo chiamati a non smarrire la luce”.

Il sacerdote ha poi richiamato il Vangelo e il gesto della vicinanza di Gesù davanti al dolore umano, sottolineando come la presenza condivisa sia già una forma di cura. “Di fronte a ciò che ci spaventa, avvicinarsi e guardarlo in faccia può aiutarci a comprenderlo”, ha aggiunto, indicando il senso di una partecipazione che non cancella il dolore ma lo attraversa.

Al centro dell’edificio è stato collocato un crocifisso con il Cristo risorto, segno di speranza oltre la morte. “Giulio ha compiuto un cammino luminoso. Se lo sguardo resta fermo alla croce resta incompleto. – ha proseguito dom Vincenzo -. La risurrezione dice che oltre questo passaggio c’è ancora vita”.

Spazio anche alla memoria di chi lo aveva conosciuto e vissuto. La professoressa Barbara Mocibob, amica della famiglia di Giulio, lo ricorda così: “Vogliamo parlare di Giulio, della sua dolcezza che si riconosce subito negli occhi dei bambini buoni. Oggi il pensiero va anche alla sua famiglia, a due genitori che hanno sempre affrontato la vita con forza e amore. Non si sono mai tirati indietro davanti alle difficoltà degli altri: c’erano sempre, offrendo sostegno, ascolto e sorrisi. Non esiste un motivo che possa davvero consolare. Accanto alle lacrime torneranno anche i sorrisi, perché l’amore non finisce con la sofferenza”.

Negli ultimi tempi il piccolo aveva trovato nello sci una delle sue passioni più forti. Faceva parte della società sportiva bergamasca Time 4.2 e spesso saliva al Passo della Presolana per allenarsi nei fine settimana. A ricordarlo sono stati gli allenatori e tutto lo staff dell’associazione, attraverso la voce di Cristina Ramorino: “Mi ricordo il tuo sorriso, quello che ti illuminava il viso in un istante. Bastava vederti per dimenticare la stanchezza”.

Al termine della celebrazione il feretro bianco è stato accompagnato all’esterno tra gli applausi e il lungo corridoio di luce formato dai bambini, prima di proseguire verso il cimitero monumentale, dove Giulio riposerà.