Ponte di Brivio chiuso, la sindaca di Cisano sul caos traffico: “Problemi su problemi in un territorio già fragile”
Il viadotto è chiuso al traffico dal 4 maggio 2026 e lo resterà almeno fino all’estate del 2027. Rebus viabilità: nel fine settimana sono previsti lavori da parte di Anas lungo la statale che attraversa Cisano Bergamasco e che attualmente rappresenta l’unica alternativa. La prima cittadina: “Strada deteriorata e pericolosa”. Il quadro completo
Lo sguardo costantemente rivolto verso le strade del paese, le telefonate continue con Anas e la preoccupazione per cittadini e pendolari costretti ogni giorno a fare i conti con traffico, deviazioni e tempi di percorrenza sempre più lunghi. Per Antonella Sesana sono settimane particolarmente delicate dopo la chiusura del Ponte di Brivio, fermo dal 4 maggio per lavori che dureranno (almeno) fino all’estate del 2027.
Al centro delle preoccupazioni della sindaca di Cisano Bergamasco c’è in questi giorni soprattutto la statale 639, l’arteria che attraversa direttamente Cisano Bergamasco e che oggi rappresenta l’alternativa alla strada che transita per il ponte, attualmente inagibile.
“La mia attenzione è costantemente sulla strada – spiega Sesana -. Che controllo personalmente e con l’ausilio della Polizia Locale. Nelle ultime ore ho ricevuto conferma definitiva attraverso l’ordinanza di Anas per il ripristino della statale 639. Molto deteriorata e pericolosa”.
Nel fine settimana sono previsti nuovi interventi lungo la direttrice, con lavori programmati nella notte tra venerdì e sabato per sistemare alcuni tratti particolarmente usurati tra Cisano e Monte Marenzo in considerazione del fatto che si tratta di un’arteria a intenso traffico da sempre. “Abbiamo già informato i cittadini – prosegue la sindaca – e procederemo con le comunicazioni, se ce ne saranno, in tempo reale”.
Secondo Sesana, però, il problema non riguarda soltanto la chiusura del ponte di Brivio. L’intera Isola bergamasca si trova infatti a convivere contemporaneamente con più criticità infrastrutturali che stanno finendo per sommarsi tra loro. Da mesi il territorio è interessato dai lavori ferroviari legati al raddoppio della linea nella zona di Ponte San Pietro, un intervento che sta modificando la circolazione ferroviaria tra Bergamo e Lecco e che sta già causando disagi ai pendolari. A questo si aggiunge anche la sospensione estiva della tratta ferroviaria che unisce Calolziocorte e Ponte San Pietro: tra luglio e agosto la linea verrà infatti interrotta per consentire ulteriori lavori infrastrutturali. Sì, ci saranno servizi sostitutivi ma che di certo non aiuteranno a compensare il disagio presente. “Una notizia che ho appreso dai giornali, il Comune non è ancora stato informato di questa sospensione” chiosa la sindaca
Una situazione che preoccupa particolarmente la sindaca, soprattutto per le ricadute sui cittadini di Cisano e dei paesi dell’Isola bergamasca. “Si stanno sommando problemi enormi in un territorio già fragile – sottolinea Sesana -. Abbiamo il ponte chiuso, il cantiere della variante e quello ferroviario”.
Per la sindaca, una parte dei problemi attuali sarebbe stata meno pesante se fosse già stata completata la variante di Cisano nella sua totalità, il collegamento viabilistico progettato proprio per alleggerire il traffico nel centro abitato. L’opera, ancora in fase di sviluppo, prevede un tracciato di circa due chilometri con partenza da via Tre Fontane, un lungo tratto in galleria sotto la zona della Briantea e un successivo collegamento verso l’area industriale e la zona del torrente Sonna. Ma è la realizzazione del secondo lotto, che permetterebbe di evitare il passaggio diretto nel centro del paese. Lotto inserito nel Contratto di Programma tra Anas e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’aprile 2024, e che collegherà la variante di Cisano alla Briantea.
“Se avessimo avuto la variante completa – conclude Sesana – questi problemi sarebbero stati minimi. La viabilità è una questione di primaria importanza che toccala sicurezza, l’economia e la qualità della vita quotidiana, implica la necessità di una pianificazione centralizzata, strategica e gerarchica del traffico , piuttosto che iniziative locali e frammentate.”.
Nel frattempo gran parte del traffico confluisce verso il Ponte San Michele tra Paderno e Calusco, dove nelle ore di punta si formano code chilometriche verso Carvico e l’Isola bergamasca. Una situazione aggravata anche dal fatto che sul ponte non possono transitare i mezzi pesanti, costretti quindi a percorsi ancora più lunghi verso la zona lecchese.
Il Ponte di Brivio è chiuso al traffico dal 4 maggio 2026 e lo resterà almeno fino all’estate del 2027 per consentire un importante intervento di manutenzione straordinaria promosso da Anas. Una chiusura lunga quindici mesi che sta già modificando in modo profondo la mobilità tra le province di Bergamo e di Lecco, con pesanti ripercussioni sul traffico, sui pendolari e sulle attività economiche del territorio.
La storia
Il ponte venne costruito tra il 1913 e il 1917 per collegare le due sponde dell’Adda tra Brivio e Cisano Bergamasco lungo la statale Briantea. Lungo circa 130 metri, rappresenta da oltre un secolo uno dei collegamenti più importanti dell’area tra Bergamo, Lecco e Brianza.
Ogni giorno vi transitano circa 16 mila veicoli tra auto, autobus e mezzi pesanti. Per molti lavoratori e studenti il ponte costituiva il collegamento più rapido tra le due province, diventando negli anni una vera infrastruttura strategica per la mobilità quotidiana del territorio.
I motivi della chiusura
Secondo Anas, i lavori non erano più rinviabili. Le verifiche tecniche effettuate sulla struttura hanno evidenziato la necessità di intervenire sulle parti portanti del ponte, anche in relazione alla sua età e all’adeguamento alle normative antisismiche più recenti.
Il progetto prevede un intervento molto complesso: verranno rinforzate arcate, travi e pendini, mentre l’impalcato – cioè il piano stradale – sarà completamente demolito e ricostruito. Saranno inoltre installati ponteggi sospesi per permettere di lavorare in sicurezza sopra il fiume Adda. L’investimento complessivo supera i 14 milioni di euro e, al termine del cantiere, il ponte potrà sostenere carichi molto superiori rispetto a oggi, tornando pienamente operativo senza limitazioni. La chiusura totale è stata scelta perché alcune lavorazioni rendono impossibile mantenere il traffico aperto, anche solo parzialmente. Per questo motivo non possono transitare nemmeno pedoni, biciclette e motocicli.
Una decisione discussa per mesi
La chiusura del ponte è stata al centro di confronti e tensioni istituzionali per molti mesi. Inizialmente Regione Lombardia aveva chiesto di rinviare i lavori almeno fino al termine delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, richiesta poi accolta da Anas.
I sindaci dei territori coinvolti hanno però più volte lamentato scarsa comunicazione e poca chiarezza sulle tempistiche e sulla gestione dell’emergenza. In particolare, nei giorni precedenti allo stop definitivo, i primi cittadini di Cisano Bergamasco e Brivio avevano criticato il ritardo con cui erano arrivate alcune indicazioni operative sulla viabilità alternativa.
Nel dibattito politico è emerso anche il tema del vincolo paesaggistico e storico. Alcuni amministratori locali e consiglieri regionali hanno sostenuto che demolire completamente il ponte e ricostruirlo da zero avrebbe forse consentito tempi più rapidi e costi inferiori. Altri, invece, hanno ribadito l’importanza di preservare un’infrastruttura storica inserita in un contesto ambientale delicato come quello dell’Adda.
Il nodo del traffico
Il problema principale riguarda ora la viabilità. Con la chiusura del ponte, migliaia di veicoli vengono deviati verso gli altri attraversamenti dell’Adda, soprattutto in direzione Bergamo.
L’alternativa principale indicata da Anas è il ponte Cesare Cantù tra Calolziocorte e Olginate, ma il percorso comporta un allungamento di circa dodici chilometri e tempi di percorrenza che nelle ore di punta possono aumentare anche di quaranta minuti.
Molti automobilisti stanno però tentando di utilizzare anche il Ponte San Michele tra Paderno e Calusco, già oggi fortemente congestionato. Qui il traffico è regolato da un senso unico alternato e dal passaggio dei treni, che obbliga periodicamente al rosso fisso per le automobili. Nei primi giorni successivi alla chiusura di Brivio il traffico è aumentato in modo significativo, con lunghe code sia verso Lecco sia verso Bergamo.
La situazione preoccupa soprattutto i Comuni dell’Isola bergamasca e della zona di Cisano, dove le amministrazioni locali temono un forte peggioramento della circolazione lungo la statale 639 e sulle strade provinciali già oggi molto trafficate.
I percorsi alternativi
Con la chiusura del ponte, Anas ha predisposto una serie di deviazioni per cercare di distribuire il traffico verso gli altri attraversamenti dell’Adda tra Bergamo e Lecco. I percorsi alternativi principali coinvolgono soprattutto la statale 639 e alcune strade provinciali tra Cisano e Brivio, già normalmente molto trafficate.
Bergamo → Como / Lecco. Deviazione dalla statale 342 verso la statale 639 in zona Cisano, poi prosecuzione lungo le provinciali 74 e 72 con successivo rientro sulla Briantea all’altezza di Brivio.
Como / Lecco → Bergamo. Percorso inverso attraverso la viabilità provinciale tra Brivio e Cisano, con rientro finale sulla statale 342 in direzione Bergamo.
Traffico proveniente dalla SP 169 verso Como / Lecco Prosecuzione verso la statale 639 e deviazione lungo le provinciali 74 e 72 fino al collegamento con la Briantea.
Direzione Bergamo. Resta percorribile la statale 342 Briantea, pur con possibili rallentamenti e aumento dei tempi di percorrenza nelle ore di punta.
Molti automobilisti stanno inoltre utilizzando anche il Ponte San Michele tra Paderno e Calusco oppure il ponte tra Calolziocorte e Olginate, con un inevitabile aumento delle code soprattutto nelle fasce orarie di ingresso e uscita dal lavoro.
Disagi per lavoratori, studenti e imprese
Le conseguenze della chiusura non riguardano soltanto gli automobilisti. Molti studenti che si spostano tra Bergamo e Lecco dovranno affrontare tragitti più lunghi, mentre diverse aziende del territorio stanno già riorganizzando orari di lavoro e consegne. Anche il trasporto pubblico ha dovuto modificare percorsi e orari. Alcune linee autobus sono state deviate o ridotte, con tempi di viaggio più lunghi rispetto al passato.
Preoccupano inoltre le possibili ripercussioni economiche sulle attività commerciali dei paesi vicini al ponte. Alcuni sindaci hanno già ipotizzato la richiesta di ristori nel caso in cui i negozi dovessero subire cali di clientela legati ai problemi di traffico.
Le alternative e le proposte
Negli ultimi mesi sono state avanzate diverse proposte per limitare i disagi. Tra queste, la realizzazione di una passerella ciclopedonale parallela al ponte, che però richiederà tempi lunghi e al momento dispone soltanto dei finanziamenti per la progettazione preliminare. Si è discusso anche del potenziamento del traghetto leonardesco tra Imbersago e Villa d’Adda per pedoni, ciclisti e motociclisti, oltre a possibili interventi sui semafori del ponte di Paderno-Calusco per rendere più fluido il traffico.
Dal territorio sono arrivate anche proposte più ampie legate allo smart working, agli orari scolastici scaglionati e a una maggiore integrazione tra automobile e trasporto ferroviario, nel tentativo di ridurre il numero di veicoli sulle strade durante le ore di punta.La sensazione condivisa da molti amministratori e cittadini, però, è che la chiusura del ponte di Brivio abbia fatto emergere un problema più profondo: la fragilità dei collegamenti tra Bergamo, Lecco e Brianza e la difficoltà del territorio nel gestire la chiusura di una sola infrastruttura strategica senza andare incontro a pesanti conseguenze sulla mobilità quotidiana










