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La maestra di Giulio, investito in piazzale Risorgimento: “Un bimbo pieno di tenerezza”
Nel riquadro, Giulio Lovera

Il bambino frequentava la scuola Imiberg di via Santa Lucia. Il ricordo di Sara Gusmini: “Amava la matematica e aveva sempre la battuta pronta”. La camera ardente alla Casa del Commiato di Brembate Sopra, i funerali sabato alle 15 alla parrocchiale del quartiere di San Paolo

“Ci siamo dati del tempo. I bambini hanno chiesto di poter condividere ancora momenti di dialogo, e noi asseconderemo questa loro necessità”. Per Sara Gusmini, maestra tutor della classe 4^A dell’Imiberg di via Santa Lucia, la forza non arriva dall’esterno: nasce dal desiderio di stringersi attorno ai suoi piccoli alunni, cercando insieme a loro un modo per attraversare il dolore.

Con un peso enorme che incombe su tutti loro: la vista su quel banco vuoto, quello che era di Giulio Lovera, il bambino di 9 anni morto nel pomeriggio di mercoledì 13 maggio dopo essere stato travolto da una Smart in piazzale Risorgimento nel quartiere Loreto.

“Questa mattina abbiamo accolto i bambini con l’aiuto di tutta la scuola, cercando di stare uniti in un abbraccio – racconta la maestra -. Abbiamo utilizzato proprio questa parola. Sono bambini molto provati e, nei limiti del possibile, stiamo cercando di restare il più possibile vicino a loro”.

Giulio viveva nel quartiere San Paolo con la mamma Loredana, il papà Giovanni e il fratello maggiore Giorgio. Amava la matematica, l’Atalanta e lo sci, passione condivisa con la famiglia nei fine settimana invernali. “Tornava sempre contento da quelle giornate”, chiosa Sara.

“Era un bambino allegro, energico, brillante – ricorda Gusmini -. Sapeva sempre fare una battuta e sdrammatizzare le situazioni. Ma era anche molto dolce: cercava spesso la vicinanza della maestra, della sua figura di riferimento. Alternava l’esuberanza tipica dei suoi nove anni a momenti di grande tenerezza”.

All’interno della classe il tempo sembra essersi fermato proprio attorno a quel banco rimasto vuoto. In queste ore i suoi compagni rendono omaggio a Giulio con un disegno a colori o un piccolo un pensiero scritto su un bigliettino. “I bambini – prosegue – all’interno della scuola hanno creato anche uno spazio condiviso fatto di rametti e sassolini: un luogo dedicato a Giulio, in cui sentirlo vicino, presente”.

Per la scuola, ora l’intento principale, è quello di voler stare accanto ai bambini, lasciando spazio ai loro pensieri e ai gesti nati per ricordare il compagno scomparso. “Abbiamo cercato di stare uniti in un abbraccio. È la parola che ci siamo dati, e continueremo a farlo”, conclude la maestra.

Nella mattinata di giovedì l’intera scuola si è raccolta anche attorno alla messa celebrata dal vescovo di Bergamo, Monsignor Francesco Beschi, davanti ai bambini e alle famiglie. Le sue parole hanno attraversato il silenzio del cortile con un invito semplice e profondo: “Ognuno di noi non è al mondo per caso. Siamo preziosi, unici nell’universo”. I funerali del piccolo Giulio si svolgeranno sabato 16 maggio alle 15 alla chiesa di San Paolo a Bergamo. La camera ardente è stata allestita alla Casa del Commiato di Brembate Sopra in via Indipendenza 18.