Il Vescovo Francesco alla Imiberg, in ricordo del piccolo Giulio: “L’amore è più forte del dolore”
La messa nel cortile della scuola che frequentava il bambino investito nella serata di mercoledì in via Risorgimento
Bergamo. Un lieve venticello attraversa il cortile della scuola Imiberg di via Santa Lucia. Una brezza quasi primaverile che, durante la messa celebrata dal vescovo di Bergamo, Francesco Beschi, sembra trasformarsi in qualcosa di gelido, pesante come il dolore che attraversa i volti di dirigenti, insegnanti, maestre e dei tanti genitori seduti accanto ai bambini della scuola. Doveva essere una giornata di festa per la visita del vescovo. E invece, all’Imiberg, la scuola del piccolo Giulio, ogni pensiero corre al bambino morto mercoledì pomeriggio dopo essere stato travolto da una Smart in piazzale Risorgimento, nel quartiere Loreto.
Nel cortile cala un silenzio insolito. Centinaia di bambini siedono composti uno accanto all’altro, molti stringono tra le mani i fogli dei canti, altri abbassano lo sguardo. Maestre e mamme trattengono a fatica la commozione. Qualcuno si asciuga le lacrime mentre, all’inizio della celebrazione, viene intonato il canto “Non avere paura”. I compagni di Giulio lo seguono con voce flebile, cercando un sorriso che non arriva. Sull’altare, accanto al leggio, è stato poggiato un grande mazzo di rose bianche e gialle, quasi a custodire nel silenzio il ricordo del bambino.
Il vescovo Beschi prende la parola e invita tutti a guardarsi dentro, nel dolore di queste ore che ha travolto l’intera comunità scolastica. “Desidero salutarvi all’inizio di questa messa. Sto provando i vostri stessi sentimenti”, afferma rivolgendosi ai bambini e alle famiglie. “Non dovete stare attenti a me, ma cercare di vivere questo momento entrando nel vostro cuore, perché è lì che custodiamo le cose importanti”.
Poi Beschi chiede qualche istante di silenzio. Nel cortile non si sente più nulla, solo le folate che attraversano il portico centrale della scuola. “In questo vostro cuore vorrei deporre tre parole”, dice lentamente. “Vi chiedo un attimo di silenzio. Se qualcuno vuole chinare il capo per guardare dentro il proprio cuore, lo faccia. Un istante in cui ciascuno possa dire: nel mio cuore c’è questo sentimento, questa parola che racconta ciò che sto provando”.

Il pensiero torna subito a Giulio, ai suoi genitori, mamma Loredana e papà Giovanni, e al fratello Giorgio. “Vogliamo ricordare il nome di Giulio, dei suoi genitori, di suo fratello. Dio conosce il nome di tutti i bambini e di tutti i ragazzi del mondo. Nessuno di noi è uno qualunque: ognuno è prezioso, ognuno è unico. Come unico era Giulio”. Alcuni bambini abbassano la testa, altri cercano lo sguardo delle maestre sedute nelle prime file. Il dolore si mescola allo smarrimento per una tragedia che, nel giro di pochi secondi, ha spezzato una vita e travolto l’animo di chiunque.
La tragedia si è consumata attorno alle 16.30 di mercoledì. Giulio si trovava in auto con il padre, fermo al semaforo in direzione via Broseta. Secondo una prima ricostruzione, il genitore avrebbe accostato per far scendere il figlio, diretto verso il centro estetico gestito dalla madre, sull’altro lato della strada. Arrivato all’altezza dell’incrocio con via Trecourt, il bambino avrebbe tentato di attraversare passando tra un’auto e un camion fermi al rosso, senza accorgersi della Smart che stava sopraggiungendo nella corsia opposta. Il camionista avrebbe suonato più volte il clacson nel tentativo di avvertirlo, ma non è bastato.
Accanto al vescovo, il rettore dell’Imiberg, don Matteo Stoduto, affida alla preghiera il dolore della scuola: “La vita ci ha profondamente scossi, ha colpito la famiglia del nostro carissimo Giulio e tutta la famiglia Imiberg. Riceviamo la visita del vescovo come quella di un padre. In questo momento così difficile e frastornato, ci indica una strada e ci rassicura nella speranza, ricordandoci che Dio ci è vicino”. E proprio ai bambini il vescovo lascia l’ultimo pensiero della celebrazione: “Ognuno di noi non è al mondo per caso. Siamo preziosi, unici nell’universo”.









