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“Domani” : il film che mostra la battaglia nei tribunali dell’attivista curda, in fuga dal regime iraniano e le difficoltà di liberarsi da un sistema normativo angosciante.

Bergamo. Un ritorno necessario al buonsenso e all’umanità, che guardi oltre il limbo di fredde disposizioni legislative. Un ritorno al confronto umano prima che con leggi dello Stato in contrasto con una “legge morale”, è quello che nasce, come speranza futura, in “Domani – Il Viaggio di Maysoon Majidi”, di Vincenzo Caricari e Barbara Di Fabio presentato giovedì 14 maggio all’Auditorium CULT!, in concorso alla 20ª edizione dell’Integrazione Film Festival, in programma a Bergamo fino al 16 maggio.

Protagonista è Maysoon Majidi, attivista curda in fuga dal regime iraniano che, sbarcata in Italia, viene arrestata con l’accusa di essere una trafficante. Inizia quindi un lungo processo nelle aule di tribunale per tornare in libertà.

Un film nato “per caso”, che si intreccia con un’altra vicenda italiana legato all’immigrazione, quella di Mimmo Lucano. “Un caso del tutto fortuito ha voluto che Mimmo Lucano, sindaco di Riace e ideatore dei progetti di accoglienza in Calabria, ci chiamasse per presentarci Maysoon – spiega Vincenzo Caricari .

“ Sfruttiamo l’istinto iniziale, in questo caso la tremenda indignazione derivante da ciò che ha subito Maysoon. Di conseguenza, senza un budget, abbiamo coinvolto amici professionisti che si sono prestati alla causa”.

Il confronto tra i registi e l’attivista curda si è aperto dopo un comprensibile periodo di diffidenza da parte della donna. “Abbiamo cercato di instaurare un rapporto di fiducia stretta mirando, per quanto possibile, alla veridicità delle sue reazioni emotive durante le riprese”.

Trecento giorni di carcere che riflettono i procedimenti giuridici spesso kafkiani. “Il film riflette sulla legittimità dell’art.12 del Testo Unico dell’Immigrazione in merito al buon senso e umanità. La norma è  in aperto contrasto alla ‘legge morale’; che dovrebbe favorire chi scappa da violenza, guerra e carestia. Maysoon è solamente una delle tante accusate di ‘scafismo’ : Giancarlo Liberati , il suo avvocato, ha curato personalmente centinaia di casi, segno di problemi governativi che punta a velocizzare gli arresti ”.

Un meccanismo oppressivo che si aggiunge a quello vissuto in Iran. Chi arriva in Italia come migrante resta annodato in una norma che costituisce angoscia, aggravata da magistrati che la interpretano freddamente, senza tener caso alle situazioni reali, tutto si complica”.

link trailer:  https://www.youtube.com/watch?v=inUT95lmosE