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“Cose mai viste”: alla Biblioteca Angelo Mai il dietro le quinte delle grandi mostre d’arte

Mercoledì 13 maggio incontro con Andrea Bacchi, curatore della mostra “Bernini e i Barberini”

Non soltanto raccontare una mostra, ma spiegare come nasce. È questa l’idea al centro di “Cose mai viste. L’arte in mostra”, il progetto promosso dalla Commissione Cultura della Biblioteca Civica Angelo Mai in collaborazione con Accademia Carrara e con il sostegno dell’Associazione Amici della Biblioteca civica Angelo Mai.

Il ciclo di incontri, inaugurato lo scorso 8 aprile, propone un format originale: una volta al mese il pubblico viene accompagnato “dietro le quinte” delle più importanti esposizioni d’arte in corso in Italia attraverso il racconto diretto dei loro curatori. Più che semplici conferenze divulgative, si tratta infatti di occasioni per comprendere come nasce un grande progetto espositivo, quali siano i presupposti scientifici, gli obiettivi culturali, le difficoltà organizzative e le scelte narrative che trasformano un’idea in una mostra capace di dialogare con il pubblico.

L’intento è anche quello di fornire strumenti critici per orientarsi nell’affollato calendario delle esposizioni italiane, sempre più ricco ma non sempre di pari qualità. Gli incontri affrontano temi spesso poco conosciuti ai non addetti ai lavori: dalla progettazione dell’allestimento alla comunicazione culturale, fino alla costruzione di un catalogo scientifico destinato a diventare memoria duratura della mostra stessa.

Ad aprire il ciclo è stato Paolo Plebani, curatore della mostra dedicata ai Tarocchi all’Accademia Carrara.

Il prossimo appuntamento è in programma mercoledì 13 maggio 2026, alle ore 18, al Salone Furietti della Biblioteca Angelo Mai (ingresso libero), con Andrea Bacchi, storico dell’arte e direttore della Fondazione Federico Zeri, considerato uno dei massimi esperti di scultura italiana del Cinque e Seicento.

Bacchi, curatore insieme a Maurizia Cicconi della mostra “Bernini e i Barberini”, illustrerà il progetto espositivo ospitato alla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini fino al 14 giugno. L’esposizione è dedicata al rapporto tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, suo primo e più decisivo committente, eletto pontefice nel 1623 con il nome di Urbano VIII.

La mostra, realizzata con il patrocinio della Fabbrica di San Pietro, si colloca nel quadro delle celebrazioni per il quattrocentesimo anniversario della consacrazione della nuova Basilica di San Pietro del 1626, uno dei momenti più alti del Barocco romano e dell’attività berniniana.

Il 10 giugno sarà invece la volta di Riccardo Venturi, docente di Storia dell’arte alla Sorbonne Université e tra i più autorevoli studiosi di Mark Rothko, autore di un recente saggio pubblicato nel 2026 da Electa. Venturi approfondirà la grande mostra dedicata all’artista americano a Palazzo Strozzi.

Dopo la pausa estiva, il progetto riprenderà a settembre con nuovi appuntamenti ancora in fase di definizione.

“Cose MAI viste” si propone con un’offerta di estremo interesse, come un laboratorio di educazione allo sguardo e alla conoscenza dell’arte, capace di avvicinare il pubblico non solo alle opere, ma anche al complesso lavoro culturale che rende possibile ogni grande mostra.