Logo

Temi del giorno:

Spaccate in centro, il Consiglio boccia la proposta di FdI: “Ordine pubblico competenza dello Stato”
A sinistra, la vetrina frantumata del Caffè di via Paglia a inizio maggio

In tema di sicurezza passa l’ordine del giorno della maggioranza, l’opposizione: “Il Comune può fare di più”. Intanto spunta un altro episodio a inizio maggio in via Paglia e le forze dell’ordine visionano 680 ore di immagini delle telecamere per risalire ai responsabili dei furti

Bergamo. Tra accuse reciproche e ore di discussione, c’è un dato che accomuna tutti: il tema sicurezza è tornato centrale nel dibattito cittadino. Le quattro spaccate in centro in meno di una settimana diventano così un caso politico. Quella andata in scena nel Consiglio comunale di lunedì sera a Bergamo è stata una vera e propria maratona: la seduta, iniziata poco dopo le 18,15, si è chiusa soltanto intorno alle 23,30, dopo ore di confronto acceso sul tema sicurezza tra maggioranza e opposizione.

Dopo l’approvazione di diverse delibere, il dibattito si è concentrato sui due ordini del giorno urgenti presentati in seguito agli episodi degli ultimi giorni. Il primo, firmato da Fratelli d’Italia, chiedeva la creazione di una commissione permanente sulla sicurezza urbana per coordinare istituzioni e forze politiche nel tentativo di dare risposte concrete ai cittadini. “Le spaccate si inseriscono in un trend più ampio che riguarda anche altri quartieri e zone residenziali”, sostiene il consigliere di FdI Arrigo Tremaglia.

Il secondo documento, sottoscritto da tutte le liste di maggioranza e presentato dalla capogruppo del Partito Democratico Francesca Riccardi, chiedeva invece di promuovere un confronto istituzionale con la Prefettura coinvolgendo i capigruppo consiliari. “Ogni cittadino ha il diritto di sentirsi protetto nella sua città – osserva -. Ai colleghi della minoranza chiediamo di sostenere un modello di sicurezza integrata e favorire la collaborazione tra le forze politiche”.

Quattro spaccate in cinque giorni. Un numero che potrebbe però non rappresentare il quadro completo, tra segnalazioni sui social e denunce formali. Nelle ultime ore è emerso infatti un nuovo episodio, avvenuto nel Caffè di via Paglia nella notte tra domenica 3 e lunedì 4 maggio. “I ladri hanno rubato il fondo cassa e numerose bottiglie di vino, alcune anche molto costose – racconta il titolare Omar Curti -. Sono spariti pure i mazzi di chiavi e ho dovuto cambiare tutte le serrature”

Per risalire ai responsabili dei furti, le forze dell’ordine stanno visionando circa 680 ore di immagini della videosorveglianza. Intanto i commercianti si sono dati appuntamento per la mattina di sabato 16 maggio sul Sentierone, per un flash mob di protesta sostenuto anche da diverse forze politiche di centrodestra, dalla Lega a Forza Italia.

Dopo la prima spaccata, quella ai danni della boutique di Tiziana Fausti, la sindaca Elena Carnevali aveva scritto una lettera al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi chiedendo un potenziamento della sicurezza in città. “Una richiesta che merita una condivisione bipartisan – osserva in aula la sindaca -. Non può essere solo il numero di abitanti l’unico criterio che determina la distribuzione delle forze dell’ordine. I dati dimostrano la concretezza di questa amministrazione sul tema sicurezza: siamo consapevoli che non sia possibile presidiare ogni angolo della città, ma quanto accaduto negli ultimi giorni ci ha allarmato. Bisogna però ribadire che sicurezza e ordine pubblico sono esclusiva competenza dello Stato”.

A rispondere alle istanze delle forze politiche è l’assessore alla Sicurezza Giacomo Angeloni. “Gli indicatori del comparto restituiscono segnali positivi – sottolinea -. Entro fine giugno la polizia locale raggiungerà quota 176 agenti, in una lotta infinita contro il turnover: soltanto quest’anno ci sono già state 19 cessazioni. Coprire i vuoti di organico non è semplice ed è un investimento di tutta la Giunta: il 45% del piano assunzioni 2026 è stato destinato al corpo”.

“Sulla sicurezza la città vive un declino completo – afferma Giulia Ceci, consigliera di Forza Italia -. Chiediamo una presa d’atto, una direzione politica chiara: serve garantire agli agenti della polizia locale strumenti di protezione personale”. Angeloni rivendica il potenziamento delle dotazioni per gli agenti. “La polizia locale utilizza giubbotti antitaglio, armature leggere che consentono maggiore protezione in caso di aggressione – spiega -. Il bastone distanziatore è richiesto sia dagli agenti sia dai sindacati, ma dal Ministero era arrivato già due anni fa un parere contrario al suo utilizzo. In un quadro normativo complesso stiamo lavorando anche per introdurre le bodycam”.

Nei primi quattro mesi del 2026, la polizia locale ha già arrestato 18 persone: nell’intero 2025 gli arresti erano stati 39. “Il corpo deve rispondere sia alle esigenze del centro sia a quelle dei quartieri periferici – ricorda Angeloni -. Il nucleo appiedato, composto da otto agenti impegnati su due turni, fino ad aprile aveva svolto 4.600 ore di presidio. Nel 2025 sono state effettuate oltre 6.130 ore di servizio in strada in più rispetto all’anno precedente. La presenza degli agenti in ufficio è stata ridotta il più possibile: sono nelle vie della città, osservano fenomeni complessi e fanno la loro parte con la consapevolezza che l’ordine pubblico non è il loro compito primario”.

Sul fronte del commercio, il vicesindaco e assessore Sergio Gandi ricorda il bando pubblicato lo scorso novembre dal Comune, che metteva a disposizione 30 mila euro di contributi a fondo perduto per sostenere i commercianti nell’acquisto di sistemi di sicurezza, come telecamere e vetri antisfondamento. Una misura simile era già stata prevista anche nel 2024. “A breve torneremo su questo tema”, assicura Gandi che precisa come  sia il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica “la sede deputata al confronto istituzionale. Per migliorare la situazione servono proposte utili e, francamente, sul tavolo non ne vedo molte”.

“Il problema non è la mancanza di organi competenti – osserva Enrico Facchetti (lista Elena Carnevali Sindaco) -. Serve, come richiesto da Anci, un nuovo patto per la sicurezza: i Comuni non possono essere lasciati soli”. “La destra ha sollevato il tema sicurezza in tempi non sospetti, ma la Giunta da tempo ha preso atto di un problema che è reale – sottolinea Roberto Amaddeo (lista Gori per Carnevali) -. Serve trovare punti in Comune: se continuiamo a fare propaganda, non ne verremo mai a capo”.

Secondo Tremaglia, l’ordine del giorno della maggioranza sarebbe “uno scaricabarile, un tentativo di buttare la palla in tribuna e addossare responsabilità agli altri”. Di diverso avviso il consigliere Pd Alessandro De Bernardis: “È il Governo che scarica sugli enti locali i tagli alla sicurezza. Dalla destra vedo propaganda politica, mentre servirebbe riconoscere la criticità e portare avanti richieste legittime”.

“Alcune questioni, forse, andavano affrontate tempo indietro”, sostiene Alberto Ribolla (Lega). “Il Comune non ha tutte le responsabilità sulla sicurezza, ma c’è margine per intervenire su alcune questioni”, riflette il consigliere del Carroccio Alessandro Carrara.

“Ben venga la richiesta allo Stato di inviare più risorse per garantire l’ordine pubblico, ma è essenziale remare tutti dalla stessa parte – riflette Andrea Pezzotta, figura di spicco dell’opposizione ed ex candidato sindaco -. Mi piacerebbe però sentire dall’amministrazione una presa d’atto del fatto che negli ultimi due anni la situazione della sicurezza in città sia sensibilmente peggiorata”.

“Non bisogna restituire ai cittadini una visione distorta della città”, replica Riccardi. “Nella destra avverto un doppio metro di giudizio a seconda che il sindaco sia di centrodestra o centrosinistra”.

“La sicurezza non può essere trattata come un compartimento stagno – sostiene Aldo Lazzari (Futura-Verdi e Sinistra-Oltre) -. Riguarda una molteplicità di temi: dall’accoglienza delle persone in stato di marginalità alla capacità di lavorare in rete con le altre istituzioni. Non bisogna mettere in correlazione povertà e criminalità”.

A notte inoltrata, il Consiglio arriva al voto finale. L’ordine del giorno della minoranza viene respinto con 20 voti contrari e 7 favorevoli, mentre il documento della maggioranza passa con 21 voti favorevoli e 6 astensioni. Tra i voti favorevoli anche quello dell’avvocato Pezzotta.