Perquisizioni ai detenuti in carcere: un cellulare sequestrato. Giro di droga da oltre 17mila euro
Accertata l’introduzione di almeno 168 grammi di hashish, oltre ad un quantitativo non stimabile di cocaina, con la ricostruzione del sistema con cui queste venivano introdotte e gestite attraverso i telefoni
Bergamo. Negli ultimi tempi la Procura della Repubblica di Bergamo ha coordinato una serie di indagini, svolte sia dai Carabinieri che dalla Polizia di Stato, riguardo il fenomeno dell’introduzione illecita all’interno della Casa Circondariale di Bergamo – e successiva commercializzazione – di sostanze stupefacenti, nonché della introduzione di telefoni cellulari e schede, attraverso una pluralità di sistemi progressivamente individuati e ricostruiti.
Tra gli episodi recenti, il 17 aprile 2024 sono stati arrestati tre persone in flagranza di reato in prossimità della Casa Circondariale di Bergamo, nel tentativo di introdurre, mediante l’utilizzo di un drone, droga e diversi apparecchi cellulari comprensivi di accessori e di relative sim. A seguito di questo episodio, la prosecuzione dell’attività d’indagine, condotta dalla Squadra Mobile di Bergamo, ha portato a ricostruire ulteriori responsabilità a carico di 13 soggetti sia in relazione allo stesso episodio che ad altre vicende inerenti all’attività di illecita introduzione nella struttura di apparecchi cellulari e sostanza stupefacente. All’esito di tali indagini, a carico di un detenuto e della sua compagna, il Gip di Bergamo ha emesso un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari.
Nelle prime ore di oggi, martedì 12 maggio 2026, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bergamo, coadiuvati nelle fasi esecutive da militari dei Comandi Provinciali di Monza Brianza e Lecco, dal Nucleo Carabinieri Cinofili di Orio al Serio e dal Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria di Milano, hanno dato esecuzione a numerosi decreti di perquisizione personale e locale, nonché ad un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Bergamo, nei confronti di diversi indagati per i reati di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti all’interno della Casa Circondariale di Bergamo, introduzione illecita di telefoni cellulari e dispositivi di comunicazione in carcere e ulteriori violazioni connesse.
Le indagini, sviluppate attraverso attività tecniche, analisi dei tabulati telefonici, sequestri e numerosi riscontri investigativi, hanno permesso di accertare come la droga venisse introdotta nel carcere mediante pacchi destinati ai detenuti, capi di abbigliamento, generi alimentari e colloqui visivi, per poi essere distribuita all’interno della struttura detentiva. Si è accertata l’introduzione di almeno 168 grammi di hashish, oltre ad un quantitativo non stimabile di cocaina. Nel corso delle investigazioni è stata altresì accertata l’esistenza di un sistema illecito di comunicazione tra detenuti e soggetti esterni mediante telefoni cellulari clandestini e micro-dispositivi telefonici occultati all’interno delle celle della Casa Circondariale.
Le attività tecniche hanno consentito di documentare l’utilizzo continuativo degli apparecchi per organizzare le consegne dello stupefacente, impartire direttive operative e gestire i flussi finanziari derivanti dall’attività illecita. L’attività investigativa ha inoltre permesso di ricostruire movimentazioni economiche, bonifici e ricariche su carte prepagate ritenute profitto dell’attività di spaccio per un importo complessivo di oltre 17.000 euro, somma da sottoporre a sequestro preventivo su disposizione dell’Autorità Giudiziaria. stato accertato che i cellulari utilizzati all’interno del carcere nel periodo d’indagine sono stati almeno 33.
Nel corso delle operazioni odierne, effettuate all’interno del carcere, sono stati sottoposti a sequestro numerosi oggetti. Un telefono cellulare in possesso di un detenuto, che ha cercato di disfarsene subito prima delle operazioni di perquisizione. Trovati anche modici quantitativi di cocaina e di hashish, appunti manoscritti relativi a numeri telefonici e a contabilità dei proventi dell’attività di spaccio o di cessione di telefoni cellulari e anche un coltello che un detenuto aveva ricavato seghettando una delle piccole bombole di gas che vengono fornite per cucinare.
Sono state eseguite anche perquisizioni nei confronti di familiari e conoscenti dei detenuti che, nel corso dell’attività di indagine, si occupavano materialmente di introdurre all’interno del carcere la sostanza stupefacente. Nel corso della
perquisizione alla compagna di un detenuto, indagata, è stato rinvenuto e sottoposto a sequestro un microtelefono cellulare che la donna avrebbe dovuto recapitare in carcere nei prossimi giorni.
Nel corso delle indagini non sono emerse responsabilità del personale di Polizia Penitenziaria, che ha partecipato attivamente all’esecuzione dei provvedimenti.


