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No della Regione alla nuova discarica a Calcinate: “Area già sotto elevata pressione ambientale”

Soddisfazione dei sindaci della zona per il pronunciamento del Pirellone che ha rilevato “motivi ostativi al rilascio del titolo richiesto”, tra i quali anche la “non conformità di alcuni elementi progettuali rispetto alla normativa vigente”

Regione Lombardia ha rilevato la sussistenza di motivi ostativi al rilascio dell’autorizzazione per l’insediamento di una discarica nel territorio comunale di Calcinate. Così l’Unità Operativa “Economia circolare e tutela delle risorse naturali” ha cassato la richiesta di realizzazione ed esercizio del “Progetto di un giacimento di materiali inertizzati e non putrescibili, non recuperabili in base ai principi dell’economia circolare, con cella monodedicata per rifiuti contenenti amianto”.

Un pronunciamento arrivato martedì 12 maggio che ha rassicurato i sindaci del territorio, che con fronte comune avevano da subito alzato le barricate: i primi cittadini di Calcinate, Bagnatica, Bolgare, Cavernago, Costa di Mezzate, Ghisalba, Mornico al Serio, Palosco e Seriate si erano infatti attivati immediatamente per chiedere il rigetto dell’istanza presentata dalla società bresciana Systema Ambiente Spa che aveva individuato un’area del Comune di Calcinate in prossimità della rotonda per Cassinone, già gravata da un pesante carico ambientale tra attività estrattive, impianti industriali, traffico e impatto dell’aeroporto di Orio al Serio, oltre che alle prese da tempo con un altro procedimento autorizzativo, legato al termovalorizzatore di Montello.

“La presa di posizione della Regione è un passaggio molto importante, che conferma la fondatezza delle preoccupazioni espresse in queste settimane – commentano soddisfatte le nove amministrazioni comunali – Il lavoro svolto in stretto raccordo tra i nove Sindaci, insieme alla collaborazione istituzionale con la Provincia di Bergamo e con tutti gli enti coinvolti, ha consentito di portare all’attenzione degli organi competenti elementi tecnici e ambientali rilevanti, oggi chiaramente richiamati nella comunicazione regionale”.

Nel confermare la necessità di garantire la piena tutela della salute pubblica ed evidenziando la già citata elevata pressione ambientale, Regione Lombardia ha rilevato anche la “non conformità di alcuni elementi progettuali rispetto alla normativa vigente”.

“Questo risultato – continuano i sindaci – dimostra quanto sia fondamentale fare squadra tra istituzioni quando sono in gioco temi così delicati per le nostre comunità. La compattezza dei Sindaci e il lavoro condiviso hanno avuto un peso importante nel far emergere criticità che non potevano essere sottovalutate”.

Sul caso però l’attenzione rimane alta: “Pur accogliendo con favore questa importante presa di posizione – concludono – continueremo a vigilare con la massima attenzione affinché la vicenda non trovi ulteriori sbocchi e affinché siano sempre garantite la tutela del territorio, dell’ambiente e della salute dei cittadini”.