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Aggredita da un militante di CasaPound in presenza della Digos: “Ma gli agenti hanno minimizzato”

Nel pomeriggio di sabato 9 maggio, Silvia Corna, titolare dell’agenzia di comunicazione Studiomeme situata in via Coghetti, denuncia di essere stata bloccata fisicamente e intimidita da un uomo appartenente all’assembramento presente davanti alla sede del partito estremista. La reazione del Pd

Momenti di tensione nel pomeriggio di sabato 9 maggio al complesso “Le Terrazze Fiorite”, in via Coghetti a Bergamo, dove ha sede l’agenzia di comunicazione Studiomeme. Silvia Corna, titolare dell’agenzia e proprietaria degli spazi in cui si trova l’ufficio, denuncia di essere stata bloccata fisicamente e intimidita da un militante appartenente all’assembramento presente davanti alla sede locale di CasaPound mentre stava entrando nel proprio luogo di lavoro. L’episodio sarebbe avvenuto sotto gli occhi delle forze dell’ordine presenti sul posto.

Secondo il suo  racconto di Corna, quel pomeriggio Silvia si era recata in ufficio soltanto per recuperare alcuni documenti. Arrivata all’ingresso del complesso, avrebbe trovato l’accesso circondato da militanti e presidiato dalla Digos. Nel momento in cui ha estratto il telefono cellulare per disattivare l’allarme tramite l’applicazione collegata agli uffici, un uomo si sarebbe staccato dal gruppo dirigendosi verso di lei con atteggiamento minaccioso, fino a impedirle fisicamente il passaggio. “Sono passata in ufficio per recuperare alcuni documenti e uno dei militanti ha cercato di bloccarmi fisicamente, impedendomi l’ingresso nella mia azienda. – racconta Corna -. Ho dovuto alzare la voce e chiedere agli agenti di accompagnarmi dentro al mio ufficio, in un immobile di cui sono proprietaria”.

Pacì Paciana

La titolare riferisce inoltre di essersi sentita lasciata sola nella gestione della situazione. “Gli agenti presenti, invece di identificare la persona che mi aveva impedito il passaggio e disperdere l’assembramento, hanno minimizzato dicendomi che non era il giorno giusto per entrare nella mia azienda”. L’episodio rappresenta il punto più critico di una situazione che, secondo quanto denunciato da residenti e lavoratori del complesso, andrebbe avanti da mesi. Dal dicembre 2025 i locali al civico 88 ospitano infatti “La Cannoniera”, spazio che si presenta pubblicamente come sede bergamasca di CasaPound. Una presenza che, secondo Corna, sarebbe incompatibile con il regolamento condominiale. L’articolo 7 del regolamento vieta infatti espressamente di destinare le unità dell’edificio ad associazioni politiche e religiose o ad attività che possano compromettere la tranquillità dei condomini. A questo si aggiungerebbero altre contestazioni sollevate dai residenti: l’utilizzo dei locali come punto di ritrovo assimilabile a un pubblico esercizio, la presenza di impianti per la spillatura della birra, l’oscuramento totale delle vetrine su strada e l’occupazione frequente degli spazi comuni durante iniziative e incontri.

Per la titolare di Studiomeme il problema va oltre il singolo episodio. “Quello che è in gioco non è una controversia privata. – sottolinea Silvia -. Io ho dieci dipendenti e devo garantire loro un ambiente di lavoro sicuro. Nel team ci sono soprattutto donne, ma anche ragazzi e ragazze della comunità Lgtbtq+. Sapere di avere a pochi metri persone che si sentono legittimate a intimidire chi entra nel proprio ufficio crea un clima pesante e costante di paura”.

Corna parla apertamente di una condizione diventata difficile da sostenere nella quotidianità: “Non mi sento più al sicuro quando entro nella mia azienda, e so di non essere l’unica. In quel complesso vivono famiglie, anziani e bambini. Non è normale che chi lavora o abita in un condominio debba convivere con assembramenti, tensioni e intimidazioni sotto casa”. La vicenda, fa sapere la titolare, è già stata segnalata alle autorità competenti. Nelle prossime settimane potrebbero esserci ulteriori sviluppi.

La reazione del Pd
ll Partito Democratico, con dichiarazione congiunta del segretario cittadino Alessandro De Bernardis e del segretario provinciale Gabriele Giudici, esprime piena solidarietà a quanto accaduto a Silvia: “Questo tipo di azioni non sono accettabili né tollerabili in un Paese democratico, tanto meno nel 2026. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla cittadina aggredita ed esortiamo le istituzioni a fare tutte le verifiche necessarie per identificare l’autore di questo gesto vile e a ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti nella sua interezza. Un gesto così vile e spregevole, come quello del militante di casapound, non deve rimanere impunito e non può essere tollerato.”