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Atalanta, il finale di stagione per costruire il futuro? Quella frase di Palladino verso il 2026/27
Foto Andrei Eduard Huiala

Dopo la partita contro il Genoa, il tecnico ha fatto riferimento alla prossima annata e alle valutazioni tecniche da fare. Indizio verso la permanenza o messaggio alla squadra?

L’Atalanta si appresta a concludere il 2025/26 con tre partite in tre weekend: domenica sera contro il Milan a San Siro, poi Bologna in casa e Fiorentina in trasferta per sfumare verso l’estate, con le sue riflessioni a bocce ferme e i possibili cambiamenti nell’organico a tutti i livelli. Una coda in cui la Dea deve difendere il 7° posto dalla Lazio, salita a 51 punti contro i 55 di De Roon e compagni, sperando poi che gli stessi blucelesti perdano la finale di Coppa Italia contro l’Inter per centrare la qualificazione in Conference League per il 2026/27, puntando a vincere un altro trofeo internazionale dopo l’Europa League del 2024.

Cambiamenti, dicevamo. Tra questi non si esclude che ce ne possano essere anche in panchina, visto che interpellato sul futuro Raffaele Palladino non ha mai dato esplicite garanzie di sedersi ancora sulla panchina nerazzurra. Ci sarebbero stati discorsi sul rinnovo, ma per ora il futuro del tecnico resta abbastanza nebuloso, soprattutto alla luce di come abbia ribadito a più riprese come il suo interesse per i contratti e per la parte economica sia relativa. Come dire: se non c’è condivisione nel progetto, inutile andare avanti insieme. Un po’ come successo a Firenze l’anno scorso.

C’è stata però una frase pronunciata da Palladino in conferenza stampa nel post Atalanta-Genoa che ha inevitabilmente fatto rizzare le antenne, soprattutto perché ribadita per due volte, forse non a caso: “Le valutazioni sono fatte anche in funzione del prossimo anno”. Molteplici le chiavi di lettura: un indizio verso la permanenza? Oppure un messaggio ai piani alti? O direttamente alla squadra? Insomma, qualcosa di vago, ma che inevitabilmente lascia tante porte aperte. Il messaggio principale però è un altro: queste tre partite saranno importanti anche per costruire il futuro, a partire dalla prossima stagione.

Ecco perché potrebbe non sorprendere, ad esempio, vedere Ahanor utilizzato maggiormente, o Raspadori per citarne un altro. Perché sono giocatori su cui la società ha fatto un investimento importante e che ci si aspetta diventino i punti fermi per il 2026/27, come dovrebbe essere anche Scalvini. E poi tanti altri giocatori il cui futuro si può considerare in dubbio, a partire da Ederson fino a Samardzic e Kossounou o Bellanova, giusto per citarne alcuni.

Ecco perché potrebbe essere plausibile vedere in campo formazioni più varie e con più cambi rispetto a quanto visto nei mesi scorsi, nei quali la continuità è stata la chiave principale nelle scelte tecniche. Posto che è chiaro come nessuno vorrebbe andare a toccare quel nucleo forte composto da un De Roon ancora in piena salute, Pasalic che è una solita garanzia e Djimsiti che è ancora una certezza per la difesa orobica. Discorso diverso per Kolasinac, che va in scadenza di contratto e può sentire il richiamo del cuore del suo Schalke 04, con la spinta dell’amico e connazionale Edin Dzeko che già dopo la promozione in Bundesliga lo ha “chiamato” a Gelsenkirchen.

Per tanti altri, il futuro al momento può essere considerato un punto di domanda, perché c’è ancora tanto di nebuloso in vista della prossima stagione, considerando anche un Mondiale di mezzo che può cambiare parecchi punti di vista su certi singoli. Ma le valutazioni iniziano adesso. E queste tre partite possono già fornire le prime indicazioni.