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Da San Pellegrino: “Rendiamo provinciale la strada che collega Ubiale e Almenno”. Ma dai comuni interessati arrivano solo “no”

La proposta presentata alla Comunità Montana dal vicesindaco Vittorio Milesi: “Un’alternativa alla strada principale, cambierebbe soltanto il soggetto che si occupa della manutenzione”. Il sindaco di Almenno San Salvatore: “Strada strutturalmente inadeguata a sostenere grandi volumi di traffico”

Ubiale Clanezzo. “Non si tratta di aumentare il traffico, perché il traffico esiste già: quella strada è già utilizzata come alternativa alla strada principale. Cambierebbe soltanto il soggetto che si occupa della manutenzione e della messa in sicurezza. Questo per venire incontro ai comuni di Almenno e Ubiale, evitando di pesare su di loro”. Di questo parla Vittorio Milesi, vicesindaco di San Pellegrino Terme e consigliere della Comunità Montana Valle Brembana, nel presentare la sua proposta di riclassificare il collegamento tra Ubiale Clanezzo e Almenno San Salvatore da strada comunale a strada provinciale.

Una proposta che nel giro di poche ore ha acceso polemiche e avviato una raccolta firme tra i residenti di uno dei due paesi. Il tratto interessato è quello che dalla località Ponti, tra Zogno e Sedrina, attraversa Ubiale Clanezzo fino a collegarsi con la provinciale della Valle Imagna. “Una strada comunale solo formalmente – chiosa il vicesindaco – perché nei fatti viene già utilizzata da molti automobilisti come alternativa alla ex strada statale della Valle Brembana, soprattutto quando il traffico si blocca lungo l’arteria principale della valle”.

Da qui la mozione presentata lunedì 4 maggio proprio da Milesi, indirizzata al presidente dell’assemblea della Comunità Montana, Ambrogio Quarteroni, con l’obiettivo di chiedere alla Provincia di Bergamo il passaggio di competenza della strada. Nel documento, Milesi richiama le “criticità strutturali” della viabilità della Valle Brembana, sottolineando come i tempi per il completamento della tangenziale sud di Bergamo, nel tratto Paladina–Villa d’Almè/Sedrina, siano ancora lunghi e incerti.

Per questo, secondo il vicesindaco, servono soluzioni capaci almeno di alleggerire le condizioni di disagio quotidiano per residenti, lavoratori e mezzi di soccorso: “La situazione della viabilità della Valle Brembana incide ormai quotidianamente sulla qualità della vita dei cittadini e sull’operatività del sistema economico locale. – spiega Milesi –. E proprio per questo servono soluzioni concrete in grado almeno di mitigare le criticità esistenti”.

Secondo la mozione, il collegamento tra Ubiale, Clanezzo e la provinciale della Valle Imagna svolge già oggi una funzione strategica, rappresentando “l’unica reale alternativa viabilistica” alla ex strada provinciale della Valle Brembana in caso di interruzioni tra Sedrina e Villa d’Almè. “Quella strada viene già utilizzata da tanti automobilisti. Non si tratta di aumentare il traffico, perché il traffico esiste già, visto che già utilizzata costantemente come strada alternativa – sottolinea il vicesindaco – cambierebbe soltanto il soggetto che si occupa della manutenzione e della messa in sicurezza”.

Uno dei punti centrali riguarda la gestione delle emergenze. Nel documento viene ricordata anche la frana del novembre 2025, che aveva provocato la chiusura del collegamento e richiesto l’intervento di Regione Lombardia per la riapertura della strada. “La fragilità idrogeologica del versante di Ubiale – continua il vicesindaco – ha evidenziato quanto sia difficile per i comuni sostenere da soli interventi strutturali e monitoraggio continuo”. L’idea alla base della proposta è quindi trasferire la competenza alla Provincia di Bergamo, così da alleggerire il carico amministrativo ed economico oggi sostenuto dai Comuni di Ubiale e Almenno San Salvatore, affidando la gestione “a un ente con risorse e strumenti più adeguati, conclude Milesi.

La raccolta firme

Ma proprio a Ubiale Clanezzo la proposta ha iniziato rapidamente a generare malumore e preoccupazione. Alcuni residenti temono infatti che la provincializzazione possa trasformare definitivamente una strada locale in un asse di traffico stabile, con ripercussioni sulla sicurezza e sulla qualità della vita del paese. Nella giornata di martedì una cittadina ha aperto online una petizione che nel giro di poche ore ha raccolto circa 180 firme:

“Sono una residente di Ubiale Clanezzo e, come tale, ho vissuto e compreso a fondo i disagi che una decisione del genere potrebbe arrecare alla nostra comunità. La proposta di rendere la strada di Ubiale Clanezzo una strada provinciale suscita grande preoccupazione tra noi abitanti.

La strada in questione non è strutturalmente adeguata a sostenere un grande volume di traffico. Non solo le dimensioni, ma anche la conformazione e l’infrastruttura della carreggiata non sono adatte a supportare un flusso continuo di veicoli, soprattutto mezzi pesanti.

Inoltre aumenterebbero anche i rischi per la sicurezza. Le strade strette e le numerose curve potrebbero favorire un incremento degli incidenti, mettendo in pericolo automobilisti, pedoni e famiglie residenti. La tranquillità del paese verrebbe inevitabilmente compromessa, con ulteriori conseguenze sul fronte dell’inquinamento acustico e atmosferico.

Una possibile soluzione potrebbe invece essere quella di potenziare le strade provinciali già esistenti, migliorandone struttura e capacità di carico, piuttosto che sovraccaricare una via storicamente inadatta a sostenere questo tipo di traffico.

Chiediamo quindi alle autorità competenti di riconsiderare questo progetto e di valutare attentamente le conseguenze per la nostra comunità. La storia e il benessere del nostro paese valgono più del vantaggio rappresentato da una scorciatoia stradale”.

Il pensiero del sindaco di Almenno San Salvatore

Contrario alla proposta anche il sindaco di Almenno San Salvatore, Michele Sarchielli, che esprime la sua contrarietà alla proposta tramite una nota stampa: “No, grazie – dichiara Sarchielli -. Premesso che la questione era già stata discussa nel 2022 e oggi, come allora, il modo di fare non è cambiato. Prima di scrivere articoli o presentare mozioni bisognerebbe sentire il diretto interessato. Detto questo, è necessario ribadire che sul ponte di Clanezzo vigono il divieto di transito per i veicoli con larghezza superiore ai 2,10 metri e il divieto di portata oltre i 35 quintali. La via, inoltre, non presenta le condizioni per la realizzazione di un marciapiede a tutela dei pedoni e, in diversi tratti consente il passaggio di un solo veicolo per volta. La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto: non possiamo permetterci di arrivare ad avere una vittima. La strada in questione non è strutturalmente adeguata per sostenere un grande volume di traffico. Per questo motivo non è possibile scaricare il traffico della Statale 470 sulla strada comunale di Almenno San Salvatore. Occorre individuare soluzioni alternative, a partire dalla realizzazione della tanto attesa Paladina- Sedrina”.

Sul tema, il sindaco di Ubiale Clanezzo, Ersilio Gotti, al momento preferisce non rilasciare dichiarazioni.