Vent’anni del Maggio Archeologico, tanti gli appuntamenti in città
A partire da sabato 9 maggio numerosi eventi tra conferenze, visite guidate e proiezioni
Bergamo. Il Maggio Archeologico compie 20 anni e, ormai più che maggiorenne, pone domande importanti. “Chi sei? Da Dove vieni?” Questo il titolo dell’edizione speciale di quest’anno. Da sabato 9, fino al 30 maggio, la città si trasformerà in un museo archeologico attraverso un fitto programma, incentrato sul tema della memoria e della cultura di una comunità senza frontiere, con eventi sia per adulti che per bambini. Da conferenze, a visite guidate al Museo archeologico e alle aree archeologiche di città Alta fino ad arrivare alle proiezioni di un film sotto i portici del museo.
La data di nascita risale al lontano 2006, quando Stefania Casini, Nadia Ghisalberti, allora presidente dell’Associazione Amici del Museo Archeologico, e Cristina Longhi, oggi funzionario della Sabap – Soprintendenza per le province di Bergamo e Brescia, ebbero l’idea di lanciare questo progetto, con la precisa intenzione di parlare dell’antichità alla luce di problematiche attuali.
“Chi sei? Da dove vieni? Storie di mobilità antica attraverso le moderne metodologie di analisi” è il tema centrale della ventesima edizione e riprende lo slogan che ha accompagnato la rassegna negli anni: “Il confine inesistente. Memoria e cultura di una comunità senza frontiere”. “Questo tema ha orientato nel tempo una programmazione attenta e coerente, che ha affrontato temi centrali per il dibattito contemporaneo rendendo la rassegna uno spazio qualificato di riflessione pubblica- dichiara l’assessore alla cultura Sergio Gandi – dall’inclusione alle migrazioni, dalle dinamiche dei conflitti alle trasformazioni sociali ed economiche, fino alle sfide ambientali. Il Museo archeologico riveste un ruolo fondamentale non soltanto luogo deputato alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio, ma come istituzione civica, pienamente inserita nel tessuto urbano e sociale, punto di riferimento per la vita culturale cittadina. E il Maggio Archeologico, in questa cornice e grazie al ricco programma di questa speciale edizione, rappresenta una delle migliori espressioni di quel modello di sviluppo cittadino fondato sulla conoscenza, sulla partecipazione e sulla valorizzazione del patrimonio comune.”
Il fatto che il legame con le edizioni precedenti sia particolarmente sentito è confermato anche dalla scelta di incentrare le conferenze del 2026 su un tema che si riallaccia alla prima edizione “Il tema delle conferenze del 2026 idealmente si riallaccia a quello della prima edizione, poiché parla della mobilità di persone e popoli, ma con un taglio nuovo, favorito dai più recenti risultati delle ricerche archeogenetiche – spiega Stefania Casini, direttrice del Museo. Moderne metodologie di analisi, infatti, applicate a resti scheletrici antichi forniscono informazioni non solo sulla linea della discendenza (Dna), ma anche sulla provenienza degli individui (isotopi dello stronzio) permettendo l’identificazione di individui non locali, con gradi variabili di integrazione.”
Una grande differenza però c’è: “un tempo alla fine delle conferenze organizzavamo letture, rappresentazioni teatrali, o concerti- spiega Casini-. Quest’anno ci siamo concentrati sulle conferenze, che sono molto seguite. Quest’anno, a 20anni di distanza, mi piace parlare del tema della mobilità, che ha avuto delle evoluzioni nel tempo: si sono affinate delle tecnologie che adesso vengono applicate alla archeologia e questo porta novità”.
Sono tre in totale le conferenze che faranno parte del programma, tutte in sala Galmozzi, in aggiunta a due visite guidate ed una proiezione sotto i portici di piazza Cittadella, che tranquillizza La direttrice del museo “si terrà anche in caso di pioggia”.

Tra le iniziative anche due organizzate dal Centro Didattico – Culturale del Museo archeologico.
“Il Centro si occupa, fin dal 1981, della valorizzazione del patrimonio archeologico di Bergamo e provincia con modalità interattive, dinamiche e partecipative, promuovendo visite guidate e laboratori didattici, conferenze a tema nelle sale del Museo per il pubblico adulto e per le scuole.- dichiara la Presidente Ilaria Piccolini-. Come per le passate edizioni, il Centro Didattico culturale darà il proprio contributo al Maggio Archeologico 2026: quest’anno, data l’importante ricorrenza, abbiamo scelto di raddoppiare, proponendo un’iniziativa in apertura e una in chiusura, entrambe gratuite con iscrizione obbligatoria su Eventbrite”
La prima Sabato 9 maggio alle 15,30 con l’evento inaugurale, “Al Museo in famiglia”, che coinvolgerà adulti e bambini in due attività separate alla scoperta di Bergamo romana nelle sale del Museo Archeologico. Gli adulti ripercorreranno i luoghi di Bergomum in un percorso che si snoda lungo le pagine del nuovo quaderno didattico “Bergomum si racconta”, che sarà presentato per la prima volta al pubblico; i più piccoli invece, con l’aiuto della talpa archeologa Sivi, scopriranno i contenuti multimediali del quaderno e si metteranno in gioco con una piccola attività laboratoriale.
La seconda iniziativa avrà luogo il 30 maggio, sempre alle 15,30, con un percorso guidato nelle aree archeologiche di Città Alta, che accompagnerà i partecipanti nella visita delle zone più note, come l’area del foro dentro il Palazzo del Podestà e quella di vicolo Aquila Nera, ma anche di luoghi meno conosciuti come l’area di Sant’Agata e la strada di via del Vagine.”
“È un vero piacere poter tagliare il nastro del 20° anno di questa iniziativa culturale – afferma Claudio Alebardi, presidente dell’Associazione Amici del Museo Archeologico- che, nel corso delle varie edizioni, ha mostrato le profonde connessioni che ci legano a un tempo che può sembrare lontano, e che, invece, è parte integrante della nostra realtà quotidiana e della nostra cultura. La tematica di quest’anno si inserisce in questo solco approfondendo la provenienza e la genetica di popoli antichi che, tuttavia, hanno contribuito a plasmare ciò che ci costituisce come singolo individuo e, in parte, anche come comunità bergamasca”.


